PerSo Film Festival 2019: The observer di Rita Andreetti (Concorso)

The observer, documentario in concorso e primo lungometraggio di Rita Andreetti: un affresco delicato e insieme potente su una figura artistica, cinematografica e storica davvero fondamentale nella veste di testimone e rivelatore di una delle realtà più difficili da raccontare nelle contraddizioni, nella pura realtà: quella cinese

Ad Astra di James Gray: il tentativo dell’uomo di avvicinarsi all’assoluto

Siamo soli nell’universo. Completamente soli. Eppure rincorriamo disperatamente “l’altro da sé” da sempre. Ad Astra di James Gray, fresco del Concorso di Venezia 76 e pronto ad arrivare in sala, rivela una potenza spirituale davvero singolare. Lo spunto ideale che ha dato vita al film è, nelle stesse parole di Gray, una citazione di Arthur

Venezia 76: Atlantis di Valentyn Vasyanovych (Orizzonti)

La sezione Orizzonti di Venezia 76 riaccende i riflettori sulla vicenda ucraino russa con Atlantis di Valentyn Vasyanovych, apprezzatissimo montatore e direttore della fotografia dell’esplosivo The tribe (2014) di Myroslav Slaboshpytskkiy

Venezia 76: The end of love di Keren Ben Rafael (Biennale college cinema)

The end of love di Keren Ben Rafael è uno dei progetti selezionati e realizzati per Biennale college cinema, iniziativa che valorizza giovani talenti internazionali del cinema finanziando lo sviluppo dei migliori progetti visivi e narrativi capaci di superare la rispettiva selezione. Secondo lungometraggio della regista israeliana classe 1978, dopo il debutto di Virgins (2018).

Tesnota, l’intensa opera prima del giovane regista russo Kantemir Balagov

Il giovane Kantemir Balagov, formatosi alla scuola di Aleksandr Sokurov, riesce a dare materia ed emozioni al bilico tra prossimità e distanza che ci mostra, incarnati nel personaggio di Ilana. Tesnota, premio Fipresci di Un certain regard 2017, arriva nelle nostre sale grazie a Movies Inspired

33 Festival MIX Milano: Eva + Candela di Ruth Caudeli

Le tappe di un amore. Tutte. Eva + Candela, della regista colombiana Ruth Caudeli, in anteprima italiana al Festival MIX Milano, è un riuscito tentativo di mappare l’evoluzione di un amore tra due donne a partire dal sesso

Sicilia Queer Festival: Love me not di Lluís Miñarro

Oggetto non ben identificato Love me not, la parabola antimilitarista del 70enne Lluís Miñarro, al suo secondo lavoro in veste di regista, ma noto e irriverente produttore, mentore tra gli altri, di Albert Serra

72 Festival di Cannes: La Gomera di Corneliu Porumboiu (Concorso)

La Gomera è l’approdo al concorso di uno degli esponenti piú ‘dirompenti’ (a dire di molti) del nuovo cinema rumeno. Il film di Corneliu Porumboiu giá divide Cannes 72 tra chi lo osanna come il migliore finora visto nel Concorso e chi lo relega ad un giochino inutile, fine a se stesso

72 Festival di Cannes: Dolor y Gloria di Pedro Almodóvar (Concorso)

Pedro Almodóvar con Dolor y Gloria lascia a Cannes 72, nel Concorso, il suo testamento di vita ed arte, di amore assoluto per il cinema. Un racconto di struggente malinconia, che ci accompagna sin dalle prime inquadrature e dall’incontro con il suo ‘alter ego’ Antonio Banderas

Nico 1988

Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli: somme esistenziali di un’icona

Con Nico, 1988, Susanna Nicchiarelli si carica di una vera e propria sfida: raccontare il ‘dopo e il comune’ di una donna non comune e neppure semplice (nell’accezione letterale del termine): Christa Päffgen, in arte Nico, attrice, modella, pupilla di Andy Warhol, donna dei Velvet Underground, precorritrice del gothic rock, dell’underground degli anni ’80

Maria per Roma

Maria per Roma: Karen di Porto e la sua Roma ambivalente, irraggiungibile

Maria per Roma, opera prima di Karen di Porto presentata allo scorso Festival di Roma, è una pellicola femminile, intima, malinconica, agrodolce e stralunata, capace di cogliere in modo immediato l’ambivalenza di una città unica, irraggiungibile. La regista, interprete principale del pezzo di vita in cui ci immergiamo, è una Amélie all’italiana. Sognatrice e romantica, vive la

70 Festival di Cannes: Le Redoutable di Michel Hazanavicius, il discusso film sulla storia d’amore tra Jean-Luc Godard e Anne Wiazemsky (Concorso)

Le Redoutable è una pellicola assolutamente presuntuosa. Presuntuosa l’idea di imbastire un film su Godard ancora in vita, presuntuoso andare a toccare una sorta di mito intellettuale e cinematografico attraverso i ricordi di una ex moglie. E soprattutto presuntuoso per un regista di sicuro non geniale e talentuoso, andarsi a confrontare sullo stesso terreno con una figura indubbiamente rivoluzionaria

Sole Cuore Amore di Daniele Vicari, con Isabella Ragonese, da oggi al cinema

Vicari non si sporca le mani, si tiene troppo lontano da ciò che racconta, non lo abbraccia con forza, violenza, poesia, delicatezza. La macchina da presa è staticamente sulla rappresentazione e sempre maledettamente lontana da primissimi piani. La colonna sonora di Stefano di Battista è un ulteriore stacco, mediazione, che ci allontana dalla verità della vita

69 Festival di Cannes: Fai bei sogni di Marco Bellocchio

Fai bei sogni è un inno di amore e di terrore verso la figura della madre, che Bellocchio attraversa ripercorrendo la vicenda autobiografica di Massimo (indossato nel volto e nell’anima da un convincente Valerio Mastrandrea), che in tenera età si vede improvvisamente e violentemente strappare via la sua giovane mamma

69 Festival di Cannes: La fille inconnue di Luc e Jean-Pierre Dardenne

Il minimalismo formale e sostanziale dei Dardenne, sottratto al superfluo-superficiale tecnico e narrativo, è carico di una densità espressiva straordinaria, che eleva-svela le contraddizioni, le qualità, le bassezze dei protagonisti su cui accentra l’attenzione. Con i Dardenne ci riconosciamo uomini e donne uguali

Festa del Cinema di Roma: Heaven will wait di Marie-Castille Mention-Schaar (Alice nella Città)

La sezione Panorama di Alice nella Città porta alla nostra attenzione un argomento attualissimo e delicatissimo: la follia della jihad e la sua ombra occidentale, il reclutamento di giovanissimi europei in Siria. Heaven will wait di Marie-Castille Mention-Schaar entra nel dramma delle famiglie francesi e dei loro figli improvvisamente radicalizzati nell’Islam, pronti ad abbandonare tutto e ad immolarsi per Allah

^ Back to Top