Biagio

Festival di Roma: “Biagio” di Pasquale Scimeca (Cinema d’Oggi)

“Biagio”, l’ultimo lungometraggio di Pasquale Scimeca, prima che un film sulla vita di un uomo che ha rinunciato alla civiltà dei consumi per intraprendere un percorso diverso fatto di povertà, essenzialità, rapporto con la natura e semplicità, sulle tracce dell’esempio di S. Francesco, è una profonda riflessione sul cinema, e, più in, generale su cosa significhi, oggi, realizzare un’opera

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Festival di Roma: “Eden” di Mia Hansen-Løve (Gala)

Mia Hansen-Løve, giovanissima e assai dotata regista francese (classe 1981), chiude la sua ‘prima’ trilogia (“Tout est pardonné”, “Il padre dei miei figli”, “Un amore di gioventù”) e cambia registro, lo sguardo si astrae dai rapporti individuali dei primi film per cogliere il respiro di una generazione attraverso una messa in scena attenta, originale

Piccole crepe, grossi guai

Piccole crepe, grossi guai

A prevalere è un ostinato attaccamento alla vita, in cui l’esperienza viva del dolore è ciò che permette agli autori di smarcarsi da una facile retorica che fa proseliti di speranza a vanvera, fornendo un credibile decorso degli eventi, nonostante i toni a tratti favolistici del film

Dal profondo

Visioni Fuori Raccordo: “Dal profondo” di Valentina Pedicini

Dal profondo di Valentina Zucco Pedicini non è solo un film politico o di denuncia, ma, innanzitutto, una profonda riflessione sulla condizione umana, laddove lo sguardo si sofferma su una prospettiva che, smarcandosi dalla retorica della rivendicazione sociale, accompagna lo spettatore in un ‘viaggio’ in cui, parafrasando Celine, ‘la notte non termina’.

Brasimone

Visioni Fuori Raccordo: “Brasimone” di Riccardo Palladino

Brasimone di Riccardo Palladino, in concorso alla settima edizione del Visioni Fuori Raccordo, è un documentario raffinatissimo, contemplativo, in cui le immagini vengono giustapposte, attraverso un meticoloso lavoro di montaggio, in maniera tale da far emergere la memoria di un paesaggio, scalzando però la dimensione squisitamente cronologica, e favorendo, in tal modo, l’emergere di un flusso temporale – emotivo che abbraccia lo spettatore

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Visioni Fuori Raccordo: “La bella Virginia al bagno” di Eleonora Marino

La perdita dell’innocenza, della capacità di stupirsi, di meravigliarsi: “La bella Virginia al bagno” di Eleonora Marino, presentato in concorso alla settima edizione del Visioni Fuori Raccordo, segnala questo drastico mutamento antropologico, convocandoci a rivalutare il nostro atteggiamento all’interno di una tessuto sociale e umano che si è, in poco tempo, profondamente modificato

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Pazza idea (Xenia)

“Una nuova odissea greca” recita il sottotitolo di “Pazza idea” (Xenia), il quarto lungometraggio del greco Panos H. Koutras, e ciò fa subito presagire l’importanza che la dimensione del viaggio e della ricerca riveste nel film

Carta bianca

Carta Bianca

L’avevamo già molto apprezzato per il suo lungometraggio d’esordio, “Falene” (2009), e Andrès Arce Maldonado, regista colombiano classe 1972, conferma il suo spiccato talento con questa seconda prova, “Carta Bianca”, in uscita il 26 Giugno, distribuito da Distribuzione Indipendente

Se il mondo intorno crepa

Se il mondo intorno crepa

Ha senso che il cinema indipendente, che non può contare su ingenti risorse, si confronti con un genere (il western) che, per sua natura, necessita invece di un forte sostegno economico?

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Song of silence

Davvero interessante l’esordio alla regia di Chen Zhuo, regista cinese, classe 1978, per la sorprendente maturità di sguardo e la capacità di porre, attraverso la tessitura di una trama fitta e carica di simbolismi, una raffinata riflessione sull’arte

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Song’e Napule

Il film mette in scena una storia malavitosa/poliziottesca in cui s’innesta una buona dose di comicità, riproponendo quel filone anni settanta che tanto successo raccolse presso il pubblico

La luna su Torino

“Dietro un paesaggio c’è sempre un altro paesaggio, lo si percepisce dalla vaghezza e dalla indefinitezza dei fatti immaginativi”: questo splendido adagio leopardiano accompagna alcune sequenze del nuovo film di Davide Ferrario, “La luna su Torino”, e la sensazione immediata è quella di trovarsi davanti a un’opera ambiziosa

Il mistero di Dante

Innanzitutto va lodato il coraggio di aver intrapreso un progetto davvero rischioso, considerando che il film in questione difficilmente, per i temi trattati, riuscirà a raggiungere un grande pubblico. Ciononostante l’operazione nel complesso non risulta totalmente convincente, giacché l’aspetto documentaristico prende il sopravvento sull’intero film

Hannah Arendt

La nuova opera di Margarethe Von Trotta, interpretata magistralmente da Barbara Sukowa, è uno di quei film necessari che riaprono questioni mai definitivamente risolte, offrendoci uno spaccato privato e pubblico di Hannah Arendt, una delle più importanti voci filosofiche del novecento

Oh Boy, un caffè a Berlino

Niko Fisher (Tom Schillling) è un giovane ragazzo berlinese che non ha niente di meglio da fare che ‘andare a zonzo’ tra gli spazi sconnessi della metropoli in cerca di un caffè che pare, nonostante il cospicuo numero di bar della città, impossibile da trovare

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La religiosa

Presentato in concorso alla scorsa edizione del Festival di Berlino, La religiosa è un film affascinate, che vale la pena d’esser visto

Holy Motors

Il cinema come macchina autoriale-spettatoriale

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Il comandante e la cicogna

Perché Silvio Soldini, che è un autore intelligente – lo si apprezzi o no -, scade improvvisamente e impietosamente sui toni della peggiore commedia attualmente imperante nel cinema italiano? Prima di criticare ferocemente “Il comandante e la cicogna”, dobbiamo porci questa domanda, altrimenti rischiamo, annebbiati dall’ira, di ‘sparare sulla croce rossa

reality

Reality

Luciano è un pescivendolo napoletano che per integrare i suoi guadagni si arrangia facendo piccole truffe insieme alla moglie Maria. Grazie a una naturale simpatia, Luciano non perde occasione per esibirsi davanti ai clienti della pescheria e ai numerosi parenti. Un giorno, spinto dai familiari, partecipa a un provino per entrare nella casa del Grande Fratello. Da quel momento la sua percezione della realtà non sarà più la stessa

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Prometheus

C’è qualcosa di buono nell’ultimo film di Ridley Scott. La messa in scena sontuosa, amabilmente anacronistica e ultra citazionista potrebbe far storcere il naso agli appassionati (la sensazione del déjà vu, con riferimento all’iconografia, è forte), eppure le questioni trattate (il creazionismo di ritorno, innocente e romantico, contrapposto scientemente a uno smaliziato evoluzionismo darwiniano) meritano senz’altro attenzione

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17 ragazze

“Né il sesso né il corpo sessuato della donna sono qualcosa di naturale. Questi ultimi, come il genere, sono performati di giorno in giorno, sono il modo in cui le donne rivoluzionano la propria femminilità. L’atto performativo avviene in comune ed è fondato sulla partecipazione e la comunicazione” (Judith Butler)

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Bronson

“Michael Peterson, alias Charles Bronson, è, ed è stato, il detenuto più pericoloso della Gran Bretagna, da trentacinque anni in carcere, di cui trenta in isolamento”.

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Angèle e Tony

“Un film essenziale, asciutto, contenuto anche nella durata e che, nel suo minimalismo, ricorda, in chiave edulcorata, il cinema trattenuto e ‘ruvido’ dei Dardenne”.

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Animal Kingdom

“L’esordiente David Michod sorprende non poco con un film originale, capace di rielaborare, nella forma, un genere cinematografico fin troppo usurato, quello del gangster movie”.

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Letters to Juliet

«La storia d’amore più famosa e tragica della letteratura, quella di Romeo e Giulietta, trova una nuova ed interessante trasposizione cinematografica con “Letters to Juliet” di Gary Winick».

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Il rifugio

«Anche “Il rifugio “conferma, nel bene e nel male, la cifra cinematografica degli ultimi film di Ozon, soprattutto se si pensa a “Ricky” e “8 donne e un mistero”».

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Caribbean Basterds

«”Caribbean Basterds”, atteso ritorno sul grande schermo di Enzo G. Castellari, prova la via della distribuzione nostrana, dopo un buon riscontro ottenuto all’estero».

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Alone

«”Alone” sancisce il ritorno nelle nostre sale del duo formato da Banjong Pisanthanakun e Parkpoom Wongpoom, già conosciuti in Italia per il metafisico “Shutter”».

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