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Film da Vedere

Casanova ’70 di Mario Monicelli con Marcello Mastroianni

Sceneggiato da Age & Scapelli, Tonino Guerra, Suso Cecchi D’Amico e Giorgio Salvioni, nonché dallo stesso Mario Monicelli, Casanova '70 è una pellicola da annoverarsi a pieno titolo all’interno della Commedia all’italiana, laddove ironizzava su una certa mutazione dei costumi del nostro paese. Al film partecipa anche, in un gustoso ruolo, Marco Ferreri

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Casanova ’70, un film del 1965 diretto da Mario Monicelli e sceneggiato da Age & Scapelli, Tonino Guerra, Suso Cecchi D’Amico, Giorgio Salvioni. Con la fotografia di Aldo Tonti, le musiche del maestro Armando Trovajoli e le scenografie di Mario Garbuglia, Casanova ’70 è interpretato da Marcello Mastroianni Enrico Maria Salerno, Marco Ferreri, Virna Lisi, Marisa Mell, Liana Orfei, Beba Locar, Michèle Mercier. Il film è stato candidato all’Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Inoltre,  è stato conferito il premio al Festival internazionale del cinema di San Sebastián a Marcello Mastroianni, come miglior attore, e a Mario Monicelli, per la migliore regia.

Sinossi
Andrea, maggiore dell’esercito, riesce nelle conquiste galanti solo in condizioni di pericolo o di disagio. Non avendo seguito i consigli di moderazione dello psicanalista, si trova processato per la morte di un marito da lui cornificato. Assolto, si sposa, ma ha ancora bisogno del rischio.

 

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Di primo acchito, Casanova ’70 (1965) sembra non poco la parodia del drammaticissimo Il bell’Antonio (1960) di Mauro Bolognini, il celebre film tratto dall’omonimo romanzo del 1949 di Vitaliano Brancati, in cui veniva messa in scena la triste vicenda di un matrimonio non consumato a causa dell’impotenza del protagonista, il quale, pur amando la moglie, non riusciva ad avere rapporti carnali. Ad avvalorare questa fugace sensazione contribuisce la circostanza che sia nell’una sia nell’altra pellicola il protagonista era Marcello Mastroianni, stavolta guascone, quasi macchiettistico e certamente comico. Nel film di Mario Monicelli (che con lo stesso Mastroianni due anni prima aveva realizzato il significativo I compagni), troviamo un ufficiale della Nato, Andrea, alle prese con svariate, divertenti peripezie, laddove anch’egli ha un rapporto ‘complicato’ con l’Eros: prova eccitazione solo in situazione estreme, di pericolo e, per tal motivo, combina parecchi guai, mettendosi a più riprese nei pasticci. Presa coscienza di questo non innocuo disturbo, l’uomo si reca da uno psicanalista (un gustosissimo e sempre all’altezza Enrico Mario Salerno), il quale riferisce al paziente il problema, invitandolo ad astenersi dalla vita sessuale per evitare di provocare ben più serie complicazioni.

Pur tentando in tutti i modi di non compromettersi, Andrea si relazionerà con una sfilza di donne diversissime tra loro, ma accomunate dalla nevrosi che ossessiona il protagonista: tra queste troviamo una giovane, bella e brava Virna Lisi, nei panni di una ragazza illibata, dai tratti angelici, Liana Orfei, che interpreta una prostituta su cui incombe la maldicenza che sia una iettatrice, senza contare l’ottima Margaret Lee e, infine, la sensuale Beba Loncar. Il finale, che non sveliamo, non è esattamente lieto, piuttosto ancora contrassegnato da una forte dose di umorismo. Da segnalare poi, senza dubbio, la partecipazione di Marco Ferreri, nel ruolo di un marito gelosissimo che, facendosi passare per sordo, controlla maniacalmente la moglie, insidiata, manco a dirlo, dall’instancabile Andrea. A chiudere il cerchio delle notevoli professionalità coinvolte nella realizzazione del film troviamo Aldo Tonti alla fotografia e il maestro Armando Trovajoli alle musiche.

Casanova ’70 è senz’altro una pellicola da annoverarsi a pieno titolo all’interno della tradizione della Commedia all’italiana, in cui Monicelli, su sceneggiatura di Age e ScapelliTonino GuerraSuso Cecchi D’Amico e Giorgio Salvioni, ironizzava su una certa mutazione dei costumi, per cui, contrariamente a quanto avveniva un decennio prima, conquistare una donna non costituiva più un’impresa da romanzo cavalleresco, giacché il gentil sesso, per fortuna, aveva infranto alcune norme di origine patriarcale, concedendosi laddove lo riteneva opportuno, senza tante messe in scena teatrali, e rivelando con sincerità i propri desideri, in sintonia con la sacrosanta necessità di avere una vita sessuale soddisfacente. Ma, evidentemente, sarebbe un errore prendere troppo sul serio il film, in cui emerge, di contro, la volontà di affrontare con leggerezza un argomento spinoso, e, in questo senso, Monicelli assunse lo spirito adatto (anche grazie al sontuoso parterre di sceneggiatori).

Marcello Mastroianni, nel pieno della sua giovinezza, dimostra ancora una volta grande poliedricità, la capacità di passare da un personaggio all’altro con grande naturalezza, riuscendo a scartare il rischio di essere identificato sempre con lo stesso ruolo (tantissime volte l’attore rifiutò pubblicamente lo stereotipo di latin lover). Da non dimenticare, infine, che Casanova ’70 entrò a far parte della cinquina di film stranieri di quell’anno candidati agli Oscar. Un film da vedere, rivedere e gustare fino in fondo.

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  • Anno: 1965
  • Durata: 107'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Mario Monicelli