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FILM DA VEDERE

Il futuro è donna di Marco Ferreri, con Hanna Schygulla e Ornella Muti, in home video

Ne Il futuro è donna si assiste al raggiungimento di un punto di svolta dell'indagine di Marco Ferreri sulla dialettica tra i sessi. Sceneggiato dallo stesso Ferreri, insieme a Dacia Maraini e Piera Degli Esposti, il film si rivela un tassello decisivo nell'opera del regista

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Se non mi vedi, non esisto per te”: con questa battuta rivolta da Gordon (Niels Arestrup) alla sua compagna, Anna (Hanna Schygulla), durante una surreale ‘mosca cieca’ all’interno di una discoteca tipicamente anni 80’, si apre Il futuro è donna (1984) di Marco Ferreri, film successivo all’eccellente Storia di Piera (1983). Il regista, con tale (apparente) divagazione sulla fenomenologia del soggetto, allerta subito lo spettatore sullo sviluppo della sua analisi della dialettica tra i sessi. Se il cinema di Ferreri non ha mai smesso di traslare sul piano del conflitto di genere ciò che tanti altri autori avevano affrontato in una prospettiva classica e, dunque, smaccatamente politica, ne Il futuro è donna si assiste al raggiungimento di un decisivo punto di svolta: il maschio esiste solo all’interno dell’ordine simbolico, del linguaggio, della rappresentazione. Egli è il Potere, La Legge. La donna, invece, è gioioso divenire, Potenza, movimento disorientante, imprevedibile e vitale. L’uno brancola nello scialbo nesso di causalità che lega i fenomeni, sullo sfondo dell’asfissiante succedersi degli istanti all’interno della dimensione cronologica del tempo, l’altra è energia, quasi disincarnata, che fluttua sul piano d’immanenza di una durata emotiva che può esser solo vissuta, ma non detta o riferita. Appare chiaro, allora, che questi due elementi, così diversi per natura, non possano entrare in una vera comunicazione. Essi sono tra di loro incommensurabili, come la Potenza e l’Atto. Stanno l’uno accanto all’altro, giustapposti, ma non in un rapporto dialettico.

Considerare questo film del regista milanese confusionario, meno riuscito o “minore, come molti hanno fatto, rivela una miopia profonda, laddove l’evoluzione dell’indagine di Ferreri – e delle decisive co-sceneggiatrici, Dacia Maraini e Piera Degli Esposti – necessitava di giungere verso uno stadio ulteriore in cui mostrare quanto ciò che, innanzitutto e per lo più, era stato sempre tratteggiato in termini di scontro in realtà non aveva ragione di essere. Maschio e Femmina non possono entrare in conflitto, non per scelta, ma per la diversità profonda delle loro nature. Ma è nel versante femminile che risiede quella riserva di senso fatalmente interdetta a un maschio in caduta libera, che, non a caso, ha preferito assomigliare sempre di più alla donna, cercando disperatamente una possibilità di salvezza. Sebbene – tale sembrerebbe essere la visione degli autori – quest’ultima gli sia preclusa.

Ornella Muti, che nel film interpreta Malvina, una ragazza incinta (tra l’altro l’attrice durante le riprese era davvero in stato di gravidanza) incontrata per caso da Anna nella discoteca del prologo del film e salvata da un gruppo di malintenzionati, incarna la figura di una femminilità del passato: il loro incontro costituisce un passaggio di consegne, verso la donna del futuro, rappresentata dalla fidanzata di Gordon. L’uomo, sebbene presente – sembrerebbe profilarsi un prevedibile ménage à trois – è quasi da subito escluso; viene presto chiarito quanto il suo ruolo sia accessorio rispetto all’unico rapporto possibile, quello tra Malvina e Anna. Si staglia all’orizzonte una donna nuova, consapevole della propria superiorità etica rispetto al maschio, che si prepara a divenire la dileguante linea di fuga che disegna il futuro. Non c’è altro modo, pare suggerire Ferreri, per sottrarsi a una barbarie sempre più pericolosa, che il tempo del consumo ha prodotto, seguendo il delirante intento di riportare tutto l’esistente all’interno di una dimensione economica desiderosa di schiacciare l’evanescenza del senso sulla griglia dello scibile.

Con la sceneggiatura di Marco Ferreri, Dacia Maraini e Piera Degli Esposti, la fotografia di Tonino Delli Colli, il montaggio di Ruggero Mastroianni, le scenografie di Dante Ferretti e le musiche di Carlo Savina, Il futuro è donna è un film dal profondo respiro filosofico, un tassello decisivo della filmografia del regista.

Pubblicato da Mustang e distribuito da CG EntertainmentIl futuro è donna è disponibile in dvd, in formato 1.66:1, con audio Dolby Digital 2.0 (Dual Mono) e sottotitoli per non udenti opzionabili. Nei contenuti extra è presente lo speciale “A proposito di…Il futuro è donna” con Piera Degli Esposti e Nicoletta Ercole e il trailer del film.

Trova Il futuro è donna su CG Entertainment

  • Anno: 1984
  • Durata: 107'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Marco Ferreri