Diventare Italiano con La Signora Enrica, l’esordio alla regia di Ali Ilhan, con Claudia Cardinale

Al suo esordio dietro la macchina da presa Ali Ilhan, giovane regista turco, realizza una commedia garbata e poetica in cui alla questione dell'integrazione che fa da sfondo si giustappongono alcune riflessioni sulla possibilità di mutare il proprio atteggiamento verso la vita. Diventare Italiano con La Signora Enrica è anche un sentito e commovente omaggio al cinema

  • Anno: 2010
  • Durata: 105'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia, Turchia
  • Regia: Ali Ilhan

Al suo esordio dietro la macchina da presa Ali Ilhan, giovane regista turco animato da una passione quasi commovente per il cinema, realizza una commedia non solo garbata, ma anche molto poetica, in cui alla questione dell’integrazione, che fa da sfondo al film, si giustappongono molte riflessioni che sgorgano dalla messa in scena della vita di una donna non più giovane e dal passato doloroso – un’eccezionale Claudia Cardinale. Diventare Italiano con La Signora Enrica, realizzato nel 2010 e già giunto nelle sale di vari paesi, dopo aver incassato numerosi riconoscimenti in tanti festival, è stato girato tra Rimini e Istanbul, e, manco a dirlo, la celebre località balneare della riviera romagnola evoca, va da sé, una presenza fantasmatica che da sempre, gioiosamente, aleggia in quel luogo (e non solo): quella di Federico Fellini, l’autore più visionario e geniale del nostro cinema che, proprio con Claudia Cardinale, diresse uno dei suoi capolavori più venerati, (1963), in cui, quasi rasentando la spudoratezza, e rinnovando energicamente l’immaginario cinematografico, dava corpo alla rappresentazione, tra l’onirico e il surreale, della propria vita privata e artistica.

Nel film di Ilhan Fellini viene citato apertamente, e allora il personaggio interpretato da Claudia Cardinale (la signora Enrica) esce per un istante fuori di sé, comportando una gradevolissima interruzione della cosiddetta sospensione di incredulità, tacita ma indispensabile condizione, senza cui sarebbe impossibile sprofondare nelle storie raccontate dal cinema (e non solo) ed essere coinvolti in un processo di immedesimazione con i ruoli incarnati dagli attori. Ma questa circostanza, nell’opera prima di Ilhan, non solo non rappresenta un difetto, piuttosto costituisce l’espediente per aprire una meravigliosa parentesi meta-cinematografica, attraverso cui il cinema sospende il suo darsi in quanto finzione per parlare di sé. Il cinema si racconta nel suo farsi. Enrica e Claudia diventano i due corni di una diversa concezione dello spazio e del tempo: la prima è il personaggio della rappresentazione, catturato nella scansione spaziale e temporale che tale situazione comporta; la seconda, irrompendo, scardina l’ordine della prima, facendo penetrare il passato sotto forma di flusso. Al tempo cronologico si giustappone una durata emotiva che, seppur presente per un tempo ridotto, riverbera su tutto il film, dotandolo di un senso più profondo.

D’altronde, non mancano alcuni passaggi (una panoramica di 360° mentre Enrica insegna italiano al suo giovane ospite turco, ma anche un altro paio di circostanze) in cui il regista dimostra di aver meditato sul rapporto tra lo spazio cinematografico e la rappresentazione del tempo, il che testimonia quanto l’ambivalenza del doppio personaggio (Enrica-Claudia) sia il frutto di un attento lavoro di sceneggiatura. Seppur percorso da toni prevalentemente da commedia, Diventare Italiano con La Signora Enrica è un film tutt’altro che leggero, che, anzi, merita di esser osservato con una certa attenzione per cogliere fino in fondo le diverse sfumature che lo attraversano. Completano il cast i bravi Ismail Hacioglu (Ekin), Lavinia Longhi (Valentina), Teoman Kumbaracibasi (Giovanni) e Nilay Cennetkusu (Maria).

Sul film, Claudia Cardinale ha affermato: “Ali mi ha spedito il copione e, dopo averlo letto, ne sono stata subito entusiasta, in quanto mi è sembrato un progetto non solo divertente ma fonte di grande ispirazione. Ricordo Fellini, una persona fantastica capace di trasformare un’immagine o una scena in qualcosa di assolutamente magico e meraviglioso”.

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