Per la prima volta in home video Domani si balla!, il profetico film di Maurizio Nichetti con Mariangela Melato

Sono tanti gli elementi che rendono Domani si balla! un’opera di grande interesse, laddove, in netto anticipo non solo sul cinema a venire, il film di Nichetti si pose come un pamphlet surreale e a tratti grottesco contro l’omologazione avviata dalla barbarie del linguaggio televisivo

  • Anno: 1982
  • Durata: 102'
  • Distribuzione: Shockproof
  • Genere: Commedia, Musicale
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Maurizio Nichetti

Ingiustamente inghiottito da un lunghissimo oblio, arriva per la prima volta in home video, grazie a Shockproof, che ha inaugurato una nuova collana dedicata ai film italiani usciti nelle sale ma mai pubblicati in dvd, Domani si balla! (1981), il terzo, coraggioso e assai profetico lungometraggio di Maurizio Nichetti. Dopo l’enorme riscontro di critica e pubblico ottenuto con l’opera prima, Ratataplan (1979), e il buon successo di Ho fatto splash (1980), l’attore, sceneggiatore, regista e produttore cinematografico milanese decise che era giunto il momento di realizzare un film in cui, per la prima volta, fare uso della parola (nei precedenti, sulla scorta di Jacques Tati e Buster Keaton, Nichetti recitò in una quasi totale assenza di dialoghi). Dunque, si presentava, con tutti i rischi annessi, la necessità di cimentarsi con un cinema parlato e testarne la capacità di presa su quel pubblico che fino ad allora lo aveva apprezzato e sostenuto. Per agevolarsi in tal compito, Nichetti, intelligentemente, scelse di farsi affiancare da una delle più grandi interpreti italiane, Mariangela Melato, proprio per contare sulla sua grande esperienza, potendo, così, eventualmente correggere le proprie imperfezioni di “attore parlante”.

Sono tanti gli elementi che rendono Domani si balla! un’opera di grande interesse, laddove, in netto anticipo non solo sul cinema a venire ma anche, più in generale, sulla presa di coscienza della mutazione antropologica che da lì a poco avrebbe radicalmente cambiato il nostro paese, il film di Nichetti si pose come un pamphlet surreale e a tratti grottesco contro l’omologazione avviata dalla barbarie del linguaggio televisivo. Tutte quelle parole che i nascenti network privati veicolavano attraverso milioni di monitor allo scopo principale di indurre all’acquisto (la iattura della pubblicità televisiva era allora allo stato iniziale) vennero per la prima volta lucidamente criticate, attraverso una dialettica-scontro tra musica/danza/gioia e parola/ordine/paura. All’angoscia di un’informazione terrorizzante (si consideri che in quegli anni la mafia uccise il generale Dalla Chiesa e il segretario siciliano del PCI Pio La Torre, senza contare che si era da poco conclusa la stagione delle BR e quella dell’austerity), Nichetti contrappose una gioiosa e quasi ipnotica tarantella (composta da Eugenio Bennato) che “liberava” coloro che l’ascoltavano dall’immobilità e la chiusura prodotte da una comunicazione annichilente.

Il regista, che aveva originariamente pensato a un’invasione di cartoni animati, per ristrettezze produttive dovette adottare un escamotage che gli consentisse comunque di rendere chiaro il concetto che voleva trasmettere: un’interferenza proveniente dallo spazio, ad opera di una civiltà aliena, si sovrappone alle immagini che appaiono sugli schermi, cortocircuitando felicemente il processo di assoggettamento televisivo. Come se fossero state suonate da una sorta di pifferaio magico quelle note riuscivano a far risvegliare i teledipendenti, inducendoli a ballare festosamente, finalmente all’insegna della spensieratezza e, soprattutto, di un’umanità recuperata. Il film inizia molto poeticamente con una ricostruzione fedele delle scenografie de Le Voyage dans la lune (1902) di Georges Méliès, a dimostrazione di quanto Nichetti considerasse quel cinema poetico e fantastico assai più fondativo e significativo di quello senz’altro più prosaico dei fratelli Lumière.

Un aspetto che poi ha molto colpito chi scrive è che Domani si balla! anticipa per contenuti, ma anche in parte nella forma, quel Ginger e Fred (1986) con cui Federico Fellini sferrò il suo personale attacco alla televisione. In particolare, una delle prime sequenze, quella in cui vediamo Maurizio parlare allo specchio per provare il discorso di protesta da fare nei confronti del suo mediocre editore, a cui poi segue un’improvvisa quanto rocambolesca entrata in uno studio in cui sta cominciando un insulso programma di oroscopo, sembra proprio estratta dal cinema del grande cineasta riminese; anche l’umanità strampalata messa in scena da Nichetti risuona non poco con quella spesso adoperata dall’autore di Intervista e La voce della luna. Il che dimostra la raffinatezza di sguardo e la capacità immaginativa, nonché la grande fantasia, del regista milanese.

Domani si balla! è un film affascinate e prezioso, un’opera di grandissima interesse, che sarebbe imperdonabile mancare di rivisitare. Tra l’altro, il master messo a disposizione da Schockproof è restaurato in alta definizione, consentendo un’ottima fruizione. Il dvd contiene un ricco booklet (24 pagine) con tante informazioni (messe a disposizione anche dallo stesso Nichetti). Ma ancora più interessante è la sezione degli extra, laddove, oltre a una bella introduzione del regista, sono presenti il suo commento audio per l’intera durata del film, lo storyboard, la galleria fotografica e il trailer cinematografico.

GUARDA IL TRAILER >>

Utlima modifica: 24 Gennaio, 2019



Condividi