Julia

Ravenna Nightmare: Julia di “Matthew A. Brown”

Forte di un incipit dall’impatto notevolissimo, “Julia” di Matthew A. Brown ci aveva fatto sperare che anche il prosieguo del racconto si rivelasse all’altezza, generando così un film di grande spessore. E invece buio pesto, principalmente a causa di una logica da “revenge movie” affrontata qui in maniera quantomeno bizzarra

Jamie Marks is Dead

Ravenna Nightmare: “Jamie Marks is Dead” di Carter Smith

Jamie Marks è morto. Viva Jamie Marks! Celebrazione di rapporti che vanno oltre la morte, il film di Carter Smith piega con una certa maestria gli elementi della “ghost story” ad atmosfere e situazioni tipiche del cinema “indie” statunitense. Un mood tipicamente da Sundance, volendo essere più specifici.

big-bad-wolves

Ravenna Nightmare: “Big Bad Wolves” di Aharon Keshales e Navot Papushado

La prima vera “bomba” del Ravenna Nightmare arriva da Israele: supportato dalla benedizione di sua maestà Tarantino, che lo ha definito il suo film dell’anno, Big Bad Wolves rappresenta in effetti un discreto shock, sia per la crudezza delle situazioni trattate che per un’abilità registica, ben visibile a livello puramente visivo

as gods will

Festival di Roma: “As gods will” di Takashi Miike (Gala)

Il Maestro giapponese, per la terza volta consecutiva presente al Festival Internazionale del Film di Roma, continua a sorprenderci con l’ennesimo lungometraggio intinto nell’assurdo, cinico come un videogioco e buffo come un manga, eppure veicolo di spunti riflessivi sulla nostra società.

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Festival di Roma: “Escobar: Paradise Lost” di Andrea di Stefano (Gala)

La pellicola che arriva a tratteggiare la figura di Pablo Escobar attraverso gli occhi ambivalenti di esseri che lo incrociano nelle rispettive diverse prospettive sulla vita, è la vincitrice del Premio Opera Prima del Festival di Roma 2014, premio assegnato non dal pubblico ma da una vera giuria presieduta dal regista Jonathan Nossiter

Ravenna Nightmare

Ravenna Nightmare: il Concorso Cortometraggi

Mentre nella capitale ci si apprestava alle ultime giornate del Festival di Roma, in un’altra città decisamente più piccola è ripartito di slancio l’appuntamento annuale col cinema dell’orrore, da intendersi nelle sue varie forme: parliamo ovviamente del Ravenna Nightmare

Black and white

Festival di Roma: “Black and White” di Mike Binder (Gala)

Il titolo vuole anticipare il tema della diversità e del razzismo ma in realtà quello che Black and White racconta è, soprattutto, un dramma familiare e legale dalle mille sfumature che vede di nuovo, a dieci anni da Litigi d’amore, Mike Binder dirigere Kevin Costner che stavolta non veste solo il ruolo del protagonista ma anche quello del produttore.

Biagio

Festival di Roma: “Biagio” di Pasquale Scimeca (Cinema d’Oggi)

“Biagio”, l’ultimo lungometraggio di Pasquale Scimeca, prima che un film sulla vita di un uomo che ha rinunciato alla civiltà dei consumi per intraprendere un percorso diverso fatto di povertà, essenzialità, rapporto con la natura e semplicità, sulle tracce dell’esempio di S. Francesco, è una profonda riflessione sul cinema, e, più in, generale su cosa significhi, oggi, realizzare un’opera

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Festival di Roma: “Trash” di Stephen Daldry (Gala)

Daldry colloca l’occhio della macchina da presa lontanissimo dal benessere occidentale passivo a cui siamo abituati, decidendo di raccontare una storia ai margini del mondo: nelle favelas brasiliane. Una storia vera. Il cuore, la trama e il significato del film girano tutti attorno a questi invisible children brasiliani: vivaci, coraggiosi, imprevedibili

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Anteprima del documentario “Prima del film” di Mario Sesti e Marco Chiarini al Festival Internazionale del Film di Roma

Presentazione in anteprima, a ingresso gratuito, del documentario Prima del film, di Mario Sesti e Marco Chiarini, regista de L’Uomo Fiammifero, che raccontano il cinema attraverso l’animazione dei disegni preparatori ai film realizzati, spesso appositamente da registi quali Marco Bellocchio, Ettore Scola e Paolo Virzì, che saranno protagonisti di un incontro a seguire

Guardiani della galassia

Guardiani della galassia

“Guardiani della galassia” è un film travolgente, che diverte e intrattiene con forza e strappa più di qualche risata e di qualche ricordo. Un viaggio nel tempo e nello spazio che ha tutti i difetti propri della scrittura di un cinecomic, ma che è gestito con così tanto brio che forse, nei limite del plausibile, davvero è un passo avanti verso qualcosa di più sostanzioso dell’eroe contro il cattivo

La ragazza che sapeva troppo

Festival di Roma: “La ragazza che sapeva troppo” di Mario Bava (Focus Mario Bava)

Ha le tinte del giallo e l’eleganza del noir questo secondo lungometraggio diretto da Mario Bava, che riunisce gli archetipi del thriller al quale Dario Argento si ispirerà qualche anno più tardi; “La Ragazza Che Sapeva Troppo” rompe gli schemi del gotico anche per la morbida sensualità che sprigiona dalla cinepresa, che lentamente indugia sugli oggeti, lasciando assaporare –ma solo per un attimo- un’atmosfera accogliente e quasi rassicurante, che con maestria e abilità torna a farsi cupa grazie ai chiaroscuri di cui Bava è artigiano e Maestro

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Festival di Roma: “Eden” di Mia Hansen-Løve (Gala)

Mia Hansen-Løve, giovanissima e assai dotata regista francese (classe 1981), chiude la sua ‘prima’ trilogia (“Tout est pardonné”, “Il padre dei miei figli”, “Un amore di gioventù”) e cambia registro, lo sguardo si astrae dai rapporti individuali dei primi film per cogliere il respiro di una generazione attraverso una messa in scena attenta, originale

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Festival di Roma: incontro con Takashi Miike (Maverick Director Award)

Interessante l’incontro con il cineasta giapponese Takashi Miike, che nel dibattito tra libertà di espressione e vincoli delle case di produzione afferma che l’unico limite che ci vincola è quello che ci lega a noi stessi e agli stili che ci creiamo; l’importante è andare sempre avanti, confrontarsi e mettersi in discussione. Prolifico e poliedrico, con un centinaio di film al suo attivo, Miike mette la stessa passione degli esordi in ogni suo film e lavora con grande inventiva e immaginazione; e soprattutto molta disciplina.

La maschera del demonio

Festival di Roma: “La Maschera Del Demonio” di Mario Bava (Focus Mario Bava)

Esordio alla regia di Mario Bava, La Maschera Del Demonio è il capostipite, insieme ad alcuni film di Riccardo Freda, dell’horror italiano; nonostante l’accoglienza calorosa all’estero – in Francia i Cahiers du Cinema lo considerarono una scoperta, mentre in America venne distribuito con il titolo di Black Sunday -, il film non riscosse molto successo in Italia

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Festival di Roma: “The Narrow Frame Of Midnight” di Tala Hadid (Cinema d’oggi)

Ognuno di noi è frutto di una storia, di un incrocio di strade sentimenti e avvenimenti personali e politici più o meno dolorosi; e si può scegliere di piangere i morti, di isolarsi dal mondo o di mollare il bagaglio e guardare avanti. La regista e sceneggiatrice Tala Hadid parte dalle sue origini tra Maghreb e Medioriente per raccontarci questo viaggio nel suo terzo lungometraggio “The Narrow Frame of Midnight”

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Festival di Roma: incontro con Tomas Milian

Nonostante i suoi occhiali da vista e il bastone dal pomello d’argento sul quale si sorregge ci facciano realizzare che gli anni passano anche per un mito come lui, il suo sguardo e la sua fisicità sono fieri e la sua presenza è più vivida che mai: Tomas Milian è un artista generoso, un grande esempio di professionalità, umiltà e sensibilità.

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