Il 13 marzo il Sudestival rinnova la propria vocazione internazionale con una giornata interamente dedicata alla cultura albanese, in collaborazione con la Fondazione Gramsci di Puglia e con il patrocinio dell’AQSHF. Un focus che affonda le radici in un legame storico e sociale stratificato nel tempo, a partire dallo sbarco del 1991, e che continua oggi attraverso cinema, letteratura e memoria condivisa.
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Sudestival: un viaggio tra memoria e contemporaneità
La giornata si configura come un percorso diacronico che parte dall’Albania contemporanea per attraversarne le trasformazioni storiche, culturali e politiche. Ad aprire il programma sarà Più forte dei Ciclopi, documentario di Stefano Grossi, dedicato alla figura di Fatos Lubonja: scrittore e intellettuale che ha pagato con 17 anni di gulag la propria opposizione al regime di Enver Hoxha. Arrestato nel 1974 dopo che il Sigurimi scoprì i suoi scritti critici verso il sistema, Lubonja divenne una delle voci più lucide nella riflessione post-comunista sull’identità albanese, tra nazionalismo, socialismo reale e capitalismo occidentale. Il documentario restituisce la complessità di un uomo che ha trasformato la prigionia in coscienza critica, e che ancora oggi invita l’Albania a interrogarsi sui propri miti salvifici.
Tirana che cambia: antropologia urbana e gesto artistico
Il viaggio prosegue con Vegla bën ustain, cortometraggio di Fabrizio Bellomo. Attraverso uno sguardo di matrice antropologica e concettuale, Bellomo osserva la realtà senza forzarla, scegliendo più che intervenendo. A Tirana, un lavoratore utilizza il martello pneumatico – simbolo identitario del proprio mestiere – per incidere su un muro il proverbio albanese che dà titolo all’opera: Lo strumento fa il maestro. Un gesto che diventa metafora della trasformazione urbana e sociale della capitale, tra caos, modernità e memoria.
Un dialogo necessario
Il Focus Albania non è solo una rassegna cinematografica, ma uno spazio di ascolto e confronto. Tra documentario, sperimentazione artistica, letteratura e cinema restaurato, il Sudestival costruisce un ponte culturale che invita a rileggere la storia comune delle due sponde adriatiche, mettendo al centro memoria, identità e trasformazione. Un’occasione per comprendere come il cinema e la cultura possano ancora oggi essere strumenti di dialogo, consapevolezza e reciproco riconoscimento.