Data fissata sul calendario: il 12 febbraio di quest’anno, ad aprire la Berlinale, ci sarà il terzo film della giovane regista afgana, Shahrbanoo Sabat. Dopo Wolf and Sheep (2016) e The Orphanage (2019), entrambi proiettati alla Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes, Sabat torna con un lungometraggio che si propone la missione di cercare “uomini buoni” in Afghanistan.
“Cresciuta nella società profondamente patriarcale dell’Afghanistan, credevo che non esistessero uomini buoni, finché non ho scoperto che esisteva un’altra realtà.
Spero che questo film offra speranza alle giovani donne e un esempio ai giovani uomini”.
Il film racconterà le vicende Naru (Shahrbanoo Sabat), unica camerawoman della Kabul TV, di soli 25 anni, che, dopo essere stata tradita ripetutamente dal marito, comincia a credere nell’inesistenza di uomini buoni in Afghanistan. Sarà l’incontro con un giornalista di 50 anni, Qodrat, a sconvolgere questa sua concezione. Naru lo seguirà in un pericoloso reportage, svelando le enormi difficoltà dei giornalisti di Kabul e la complessità della vita quotidiana durante gli attacchi del popolo talebano nel territorio. Si prospetta così una storia d’amore avvincente, contornata da una realtà politica logorante.
Il ciclo su Anwar Hashimi
No Good Men andrà a riprendere delle situazioni vissute su pelle dalla Sabat e sarà il terzo capitolo di un ciclo di 5 film previsti sugli scritti autobiografici dell’autore e attore Anwar Hasmimi, che reciterà proprio nel film a fianco della regista afgana.
Shahrbanoo Sabat e la Berlinale
Quando, nel 2019, fu trasposto The Orphanage, il successo e il talento di Shahrbanoo Sabat, portarono il Berlinale World Cinema Fund a sostenere il progetto. Oggi, a mostrarci l’enorme fiducia riposta dal festival, abbiamo le dichiarazioni della direttrice Tricia Tuttle:
“Shahrbanoo Sadat è una delle voci più interessanti del cinema mondiale e No Good Men mantiene davvero le promesse dei suoi primi due lungometraggi. Sadat continua il suo importante lavoro mettendo in luce la vita delle donne afghane, aggiungendo romanticismo e tocchi di umorismo a una storia politica appassionante. Il fatto che sia basato su eventi reali e che la regista abbia rischiato così tanto per realizzare questo film rende No Good Men ancora più significativo come film di apertura della 76ª Berlinale”.
La pellicola è una co-produzione internazionale tra Germania, Francia, Norvegia, Danimarca e Afghanistan, mentre le società di produzione sono Adomeit Film, La Fabrica Nocturna Cinéma, Motlys, Amerikafilm e Wolf Pictures. Per ora sappiamo che la data d’uscita tedesca è fissata per il 27 agosto 2026. Al festival attenderanno cast e troupe, per assistere insieme agli spettatori a questa storia di forte impronta politica e umanitaria.