Sarà presentato al Sudestival 2026, il documentario Rino Gaetano – Sempre più blu, diretto dal regista Giorgio Verdelli. Rino Gaetano – Sempre più blu, un documentario elogio ad un grande artista.
Giorgio Verdelli conferma la sua regia pulita e raffinata, volta a raccontare storie di grandi uomini e donne, prima di essere grandi artisti. Solo per citare alcuni dei suoi passati documentari: Via con me, Mia Martini: Fammi sentire bella o ancora, Io tu noi, Lucio e tanti altri. Ogni documentario è combinato dalla musica che ha contraddistinto il cammino dell’artista e dalle numerose testimonianze di vecchi amici, famigliari e colleghi che hanno collaborato con loro.
Una cosa è certa: Rino Gaetano ci ha lasciato troppo presto e non c’è modo migliore di raccontarlo se non attraverso un documentario di questa portata.
Rino Gaetano – Sempre più blu: un racconto umano

Rino Gaetano – Sempre più blu non è solo un documentario, è un viaggio intimo e personalissimo attraverso la memoria di chi ha avuto il piacere di conoscerlo come uomo, prima di essere un grande musicista.
Le parole di Anna e Alessandro Gaetano, rispettivamente sorella e nipote del cantautore, risuonano come musica alle nostre orecchie. Ci portano dentro la vita di Rino, un uomo capace di raccontare la bellezza del mondo ma nel contempo i suoi disagi in maniera graffiante e sempre rispettosa del prossimo. Un uomo anti convenzionale, un mix di genio e sregolatezza che lo hanno portato ad essere così amato e ascoltato ancora oggi.
Attraverso interviste inedite con alcuni grandi cantautori del passato, come Riccardo Cocciante, Paolo Jannacci e Sergio Cammariere, fino ai giorni nostri grazie a Brunori Sas e Lucio Corsi, ci viene raccontato Rino Gaetano nella sua interezza.
Rino Gaetano, oltre le caricature
Il documentario Rino Gaetano – Sempre più blu si spinge oltre. Basandosi sullo sguardo di importanti scrittori e giornalisti quali Carlo Massarini, Andrea Scanzi e Pietrangelo Buttafuoco, ricostruiamo la vita di Rino attraverso una lente nuova. Pietrangelo Buttafuoco lo definirà:
un diamante grezzo, è una di quelle persone che sono il necessario accessorio per avere cognizione della sorpresa, perché nelle sue canzoni tutti noi potevamo ritrovarci, trovando lo straordinario nell’ordinario. Lui sapeva costruire “una perfetta bestemmia odorosa assolutamente di preghiera e letizia“.
Gaetano piace a tutti, sia a destra che a sinistra, perché le sue canzoni sono varie e quando le scriveva non badava a quello che gli stava intorno, ma a quello che sentiva in quel determinato momento. La sua libertà espressiva è stata la sua forza, per questo motivo ancora oggi ascoltiamo le sue canzoni e continueremo ad ascoltarle, facendole risuonare in cortei, manifestazioni e stadi.
Insomma Rino Gaetano era tutto questo e molto di più; un cantastorie, definito alle volte punk, che cantava da solo in un mondo in trasformazione, in mezzo ai sogni di lotta di quelli che sono stati definiti i ruggenti anni ’70.