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Trieste Film Festival

‘We live here’: esistenze ai margini della storia

In concorso alla 37ª edizione del Trieste Film Festival il documentario che racconta le ferite invisibili di un ex sito sovietico di test nucleari

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Esistenze che volano via come fotografie sbiadite spinte dal vento. È questa l’immagine che rimane impressa dopo la visione di Atameken (We Live Here), documentario kazako diretto da Zhanana Kurmasheva, presentato in anteprima internazionale a CPH:DOX 2025 e in concorso nella sezione documentari alla 37ª edizione del Trieste Film Festival.

Un film che riflette sulla fragilità dell’esistenza umana di fronte alle decisioni prese dai grandi apparati politici e militari, restituendo voce e visibilità a una popolazione costretta a vivere nei territori contaminati dagli ex siti sovietici di test nucleari. Tra il 1949 e il 1991, nella steppa kazaka furono infatti condotti oltre 456 esperimenti nucleari, le cui conseguenze ambientali e sanitarie sono ancora oggi drammaticamente presenti.

Un documentario essenziale

We live here non è una ricostruzione storica né un’inchiesta giornalistica nel senso tradizionale del termine. La regista kazaka rifiuta la linearità temporale e le convenzioni classiche del genere: non ci sono interviste frontali, né domande seguite da risposte chiarificatrici. I protagonisti non guardano in macchina. La regia silenziosa e osservativa affida allo spettatore il compito di orientarsi all’interno di un flusso di immagini e situazioni che parlano da sole. La macchina da presa diventa una testimone discreta, quasi invisibile, capace di restituire la dimensione quotidiana di esistenze facilmente cancellabili.

La steppa come corpo ferito

La vera protagonista del film è la steppa kazaka. Un paesaggio vasto e apparentemente immobile, che a distanza di trentacinque anni continua a portare impressi i segni della distruzione. È una terra che conserva una violenza invisibile, inscritta nel suolo e nell’aria. Le radiazioni non fanno distinzioni: colpiscono uomini, donne, bambini. Kurmasheva non censura il dolore, né addolcisce la realtà. Mostra villaggi abbandonati, corpi malati, vite segnate da una sofferenza che sembra non avere fine. Dalla caduta dell’Unione Sovietica, queste comunità appaiono dimenticate, lasciate ai margini dell’attenzione politica e mediatica.

Scienza come resistenza

Accanto alle storie familiari, We live here segue il lavoro degli ecologisti e degli scienziati impegnati nella mappatura delle aree radioattive. Spesso privi di adeguati dispositivi di sicurezza, queste persone rischiano quotidianamente la propria vita per segnalare le zone più pericolose e aiutare la popolazione locale. In un contesto in cui nessun governo sembra disposto ad assumersi responsabilità, la scienza diventa l’unica forma possibile di tutela e di resistenza. Conoscere, misurare, nominare il pericolo è l’unico modo per non soccombere completamente all’invisibilità.

Tre generazioni e un passato che rimane presente

Il film attraversa tre generazioni, mostrando come il passato continui a esercitare una pressione costante sul presente. Non c’è retorica né ricerca del sensazionalismo: la forza di We live here risiede nella sua capacità di lasciare spazio ai silenzi, ai gesti minimi e quotidiani.

Il documentario assume una dimensione profondamente poetica, come suggeriscono le parole della stessa Kurmasheva, che racconta di aver osservato gli animali nella steppa — mucche immobili nella luce grigia, passeri improvvisamente vivaci — come se stessero “cantando per convincersi di essere vivi”. Una vitalità fragile, ma ostinata, che resiste anche nei luoghi più compromessi.

Il diritto alla memoria

We live here è, prima di tutto, un film sul diritto alla memoria. Un monito duro e necessario sul futuro dell’umanità, che interroga lo spettatore senza offrire soluzioni rassicuranti. La steppa diventa un archivio vivente di scelte politiche irresponsabili, uno spazio che chiede di essere guardato e riconosciuto.

Con il suo primo lungometraggio documentario, Zhanana Kurmasheva firma un’opera matura, rigorosa e profondamente etica. Un cinema che non alza la voce, ma che proprio nel silenzio trova la sua forma più potente di denuncia.

We live here

  • Anno: 2025
  • Durata: 80'
  • Distribuzione: Verità Films
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Kazaka, Russa
  • Regia: Zhanana Kurmasheva
  • Data di uscita: 23-January-2026