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Berlinale

‘Wax & Gold’: tutto e il suo contrario

Comprendere la realtà è una questione di prospettiva.

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Wax & Gold nella tradizione etiope si riferisce alla tecnica letteraria di usare un significato (“wax“, cera) per nascondere un suo senso più profondo (“gold“, oro). Il documentario omonimo di Ruth Beckermann traduce la pratica in termini audiovisivi, disvelando e mettendo in discussione i parametri del discorso coloniale, razziale, lo sguardo documentale, le passioni giovanili e anche l’anno in cui ci troviamo.

Nella sezione Special della Berlinale 2026.

The Emperor, splendori e miserie di un autocrate

Come accaduto in lavori precedenti (vedi MUTZENBACHER, miglior film nella sezione Encouters a Berlinale 2022),il nuovo documentario di Beckermann parte da un testo e da una autobiografica fascinazione.

Nel 1978 il giornalista polacco Ryszard Kapuściński pubblica The Emperor. Analisi del declino e della caduta dell’Imperatore d’Etiopia Haile Selassie, Beckermann sviluppa negli anni una fascinazione verso il romanzo e la figura mitica del monarca etiope.

Discendente di Salomone, personaggio di culto del movimento rastafari, figura chiave nella fondazione dell’ Organizzazione dell’Unità Africana ma anche monarca ambizioso nella volontà di portare l’Etiopia nella modernità. Selassie rappresenta una figura politica e culturale multiforme, specchio del paese che ha governato per quasi quarant’anni.  Contenitore di oltre ottanta etnie diverse, l’Etiopia ha attraversato nel solo Novecento un’ occupazione coloniale fascista, una rivoluzione comunista e un accellerato neocolonialismo capitalista. Comprendere il mistero di un paese che è stato tutto e il suo contrario richiede, per Beckermann, la relativizzazione di qualsiasi discorso, partendo proprio da una consapevolezza lampante: lo stato di disequilibrio tra l’osservatore – donna, europea, bianca – e l’osservato. Grattare sotto la cera del significante per trovare il dorato del significato.

Sin dall’inizio del film, tutto in Wax & Gold è messo in prospettiva.

Per il calendario etiopico oggi non è il 2026 ma il 2018. Un’ anno è composto non da dodici ma da tredici mesi. Osservare da tedesca e in prima persona l’Etiopia, e il lascito multivolto della sua storia contemporanea, vuol dire non mettere alcun limite alla moltitudine di significati possibili rispetto ad una stessa storia o prospettiva.

Vuol dire che il punto di partenza di questo racconto (una donna europea che parla di un paese africano) va già di per sè relativizzato.

Qual’è il sistema di riferimento della storia?

Il racconto è narrato al singolare da Beckermann che, per quanto sempre dietro la macchina da presa è presente attraverso la sua voce nei dialoghi che intreccia nella location principale del film. La sala da caffè dell’Hilton Hotel di  Addis Abeba, luogo del privilegio borghese e internazionale voluto dallo stesso Haile Selassie, è contenitore di tutte quelle contraddizioni riguardanti il lavoro, la classe sociale, la razza e l’etnia che identificano l’Etiopia e l’Africa tutta come un continente ancora indecifrabile a chi, per secoli, l’ha conquistata e sfruttata.

In fisica un sistema di riferimento è un sistema rispetto al quale viene osservato e misurato un certo fenomeno fisico. Il movimento della storia è invece un fenomeno imperfetto che raramente può essere inquadrato a priori. Il punto di vista può modificarne il suo significato profondo.

Beckermann questo lo sa e cerca quindi di attuare una narrazione multifocale. Dalla sua posizione dichiarata, di regista ma anche di spettatore, intercetta ospiti o figure chiave dell’hotel per ricavare una posizione corale per età, generazione, ruolo, nazionalità, posizione e prospettiva.

Wax & Gold muove la narrazione nel tempo (relativo) e nello spazio (mentale) senza mai uscire dalle mura dell’hotel, ma interpellando passato e presente in un discorso organico, supportato da un variegato uso delle immagini d’archivio.

Quello che potrebbe risultare nella sua decostruzione un discorso documentario lineare diventa invece una narrazione stratificata, complessa. A tratti ironico, altre volte serissimo, Wax & Gold può diventare un esempio del discorso documentario occidentale verso una prospettiva post-coloniale autentica e sensata.

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  • Anno: 2026
  • Durata: 97'
  • Nazionalita: Austria, Italia
  • Regia: Ruth Beckermann