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Sudestival

‘Nero’, il potere salvifico della speranza

Il caro prezzo dei miracoli.

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La ventiseiesima edizione del Sudestival presenta ‘Nero’, prima regia del celebre Giovanni Esposito, attore noto per aver preso parte a opere come ‘The Tourist’ (Florian Henckel von Donnersmarck, 2010) e ‘Loro’ (Paolo Sorrentino, 2018). Esposito esordisce sul grande schermo con una pellicola cruda e diretta, dalle ambientazioni pasoliniane. ‘Nero’ respira un’aria estremamente influenzata da pellicole nostrane passate alla storia, tanto per citarne due, ‘Accattone’ (Pier Paolo Pasolini, 1961) e Non essere cattivo’ (Claudio Caligari, 2015). Lo spirito truce e decadente delle pellicole citate viene rielaborato in chiave tragicomica, riadattando contesti di quotidiano squallore con maggior leggerezza.

Nero

La pellicola segue la disperata esistenza di Paride (Giovanni Esposito), soprannominato Nero, reietto che vive di espedienti in una desolante periferia del litorale Casertano. Paride vive con sua sorella Imma (Susy Del Giudice) donna di mezza età con disabilità mentali. Pressato da una vita infame, senza un soldo per prendersi cura di sé e di sua sorella, Nero tenta una rapina in un supermercato. L’evento culmina in un tragico incidente dove un uomo viene gravemente ferito da un proiettile al petto, sopravvivendo miracolosamente dopo esser stato “toccato” da Paride.

Con lo svolgersi della narrazione, Paride (e chi lo circonda) comprende di possedere potere ultraterreni, le sue angeliche mani sono capaci di curare ogni male e compiere miracoli, a un solo e unico prezzo: Per ogni miracolo compiuto, uno dei cinque sensi sparisce del tutto. L’uomo si ritroverà in balia di un potere che non comprende, interrogandosi su come utilizzarlo al meglio per salvare vite. Dover scegliere chi salvare e chi ignorare, a chi confessare i suoi poteri e a chi tenerli nascosti, scalata negli inferi di un uomo che ha da sempre ricercato Dio, sino a diventarne una manifestazione terrena lui stesso.

Il Sudestival presenta 'Nero', opera prima alla regia di Giovanni Esposito. Dramma tra Accattone e Non essere cattivo.

Nero e Imma  

La pellicola presenta delicate sfumature di umanità, dipinte dolcemente dal complesso rapporto tra Nero e Imma. I due sono molto più che fratelli, un singolo spirito assurdamente condannato a vivere in due corpi distinti. Imma -interpretata magistralmente da Susy Del Giudice- non comprende i moti del mondo che la circonda, ricercando all’interno di sé un universo alternativo dove poter esistere. Paride, condannato dalle circostanze ad essere codardo, deve rendersi eroe per sua sorella, rappresentando l’unico spiraglio di luce nella dannazione della crudeltà popolare. Simbolica la sequenza dove Paride tenta di curare le turbe di sua sorella, impaurito dai suoi poteri. Più le mani vengono protese verso il capo di Imma, più Paride sente di privarla della sua essenza, di eliminare ogni traccia di personale coscienza risiedente in lei. Spaventato da sé stesso ritrae le mani, riconoscendo per la prima volta la sorella come sana nonostante le sue infermità. La disabilità assume le sembianze di dono e prigione carnale, uno spirito capace di comprendere le essenze che lo circondano, costretto a vivere nella corporeità di una donna. Emblematica la frase di Paride, ho provato a curarla ma lei è solamente molto sensibile, la sensibilità è una malattia?

Luci e Ombre

Sebbene la storia di Nero sia affascinante e commovente, alcuni aspetti della pellicola non convincono del tutto, mostrando il fianco a criticità. La ricercatezza di una volontà autoriale da parte di Esposito è lampante, l’opera non si presenta come una pellicola di intrattenimento, vuole in ogni momento entrare di forza nel cinema di autore. Questo suo carattere autoriale la rende a momenti convincente, a momenti forzata, rischiando di prendersi troppo sul serio in momenti estremamente inverosimili. La sospensione dell’incredulità purtroppo è spesso necessaria per continuare la narrazione, portata avanti in maniera (a volte) raffazzonata e frettolosa. La componente criminale, in alcune sequenze rimanda alla criminalità organizzata, non carpisce una vera identità, sfociando ricorrentemente in cliché già visti. Nonostante nell’universo di ‘Nero’ non tutto sia propriamente a fuoco, bisogna riconoscere una certa competenza nel dipingere le cifre estetiche del disagio. I personaggi, reietti e disperati di ogni sorta, svolgono bene il ruolo loro assegnato: colpire lo spettatore con quanta più decadenza riescano a trasmettere, mantenendo toni non profondamente drammatici.

Un esordio coraggioso

Nonostante difetti e sbavature, non si può negare la coraggiosa scelta di Esposito di girare una pellicola di questo tipo, soprattutto considerando che si tratta di una prima regia. Esposito gioca tra realismo puro e macabra ironia, costruendo un’identità che, seppur estremamente derivativa, rivendica una certa personalità. Il tono oscilla tra dramma sociale a racconto intimista, dipingendo atmosfere cupe ma mai del tutto disperate. L’estetica della pellicola è sobria e anti-spettacolare, inseguendo uno stile dei maestri neorealisti tenta di non rendere mai barocche le sequenze in scena, cupe e drammatiche. La macchina da presa alterna primi e primissimi piani a campi lunghi, prima esaltando espressività e sentimento, poi esiliando nel grigiume della periferia. Lo sguardo autoriale pone in risalto affreschi umani dipinti da emozioni e disperazione, costretti a dover trovare la luce nella miseria.

‘Nero’, seppur con difetti, è un buon debutto registico per Esposito, deciso a inseguire l’autorialità tramite la decadenza creatasi dall’abbandono sociale.

 

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Nero

  • Anno: 2025
  • Durata: 105'
  • Distribuzione: Bartlebyfilm
  • Genere: Dramma
  • Nazionalita: Italiano
  • Regia: Giovanni Esposito
  • Data di uscita: 15-May-2025