Renovation (Renovacija) di Gabrielė Urbonaitė è al Trieste Film Festival nella sezione Concorso Lungometraggi.
Il film, girato in 16 mm, osserva il rapporto di una giovane coppia, Ilona (Žygimantė Elena Jakštaitė) e Matas (Šarūnas Zenkevičius), di fronte a cambiamenti di vita importanti. I due si sono appena trasferiti in un nuovo appartamento nella città di Vilnius, dove intendono costruire il proprio nido d’amore. Ma niente va come programmato.
Renovation è stato presentato in anteprima al Karlovy Vary lo scorso anno e successivamente in diversi festival internazionali, tra cui Sarajevo e Tallinn.
Fuori: il mondo che si costruisce
Renovation ha un’unica, forte, idea narrativa, che si declina in diverse forme, a seconda dei personaggi che la sviluppano: la costruzione dello spazio esterno come specchio della costruzione dello spazio interno, dell’elaborazione di emozioni e pensieri.
La scena iniziale mostra la giovane coppia intenta a sistemare le scatole di un recente trasloco in un nuovo appartamento. I due appaiono affiatati e complici, nonché pronti a costruire una vita comune insieme. Una vita condivisa, che scorre lenta, gioiosa, semplice.
Fuori, però, c’è un’altra vita, che prende forma a partire quasi da subito, ed è altrettanto importante nella costruzione narrativa del film: una vita scandita da fatica, ritmi rapidi, e rumori assordanti. I protagonisti sono alcuni operai di una ditta edile incaricati della ristrutturazione del palazzo nel quale la coppia si è appena trasferita.
Renovation cuce con pazienza la tela del cambiamento, e il titolo – con il termine rinnovamento – è un indizio importante in tal senso. Questo cambiamento parte dai suoi protagonisti, e dal movimento continuo tra due dimensioni: dentro e fuori. Queste non fanno solo riferimento a spazi concreti – il dentro della casa e il fuori delle impalcature – ma sono metafora di spazi intimi, personali, che accolgono il divenire umano, la costante azione di interrogarsi a proposito di sé. La successiva fase di scoperta e riscoperta della propria personalità da parte dei personaggi nel film di Urbonaitė è inevitabilmente accompagnata da una modifica del mondo esteriore necessaria, motore di evoluzione personale, poiché presuppone uno sgretolamento di parti vecchie di sé, come crepe nei muri.
Dentro: il mondo che si distrugge
Per costruire qualcosa di nuovo, si sa, è necessario lasciare andare e accettare ciò che è stato. La lenta ma costante volontà di cambiamento assorbe i personaggi, specie la figura di Ilona, e traccia davanti a loro un percorso fatto di scoperte, e di possibilità. E perché no, anche di qualche impedimento.
La metamorfosi del mondo interiore di Ilona, in relazione a chi vuole essere, che lavoro vuole fare e soprattutto se intende portare avanti la relazione con Matas, procede in stretto collegamento con la metamorfosi concreta del palazzo in cui vive, di cui gli operai sono artefici.
Inizialmente le due dimensioni, quella interiore e quella esteriore, non sono in sintonia: questa frattura è espressione di una crisi, che è di tipo personale per Ilona, vicina al suo trentesimo compleanno, e dunque a un primo momento di bilancio della propria esistenza. La giovane si trova quasi intrappolata in un palazzo popolato da persone che sembrano voler invadere continuamente il suo spazio personale. Il rumore del trapano è assordante, pervade ogni stanza, non le permette di scrivere, e di pensare. Tutto è distruzione, e non sembra esserci possibilità di riflessione.
L’unione tra dentro e fuori: la forza delle relazioni
È l’elemento della relazione umana ciò che permette la connessione tra dentro e fuori in Renovation. Quando Ilona smette di guardare unicamente dentro di sé trincerandosi nella sua abitazione, e posa lo sguardo sull’esterno, scopre che esiste un mondo altrettanto valido e possibile da scoprire. Il rumore del trapano non è più così fastidioso, i ponteggi non sono più scale pronte a invadere stanze, e la casa non è più gabbia.
Lo sguardo del mondo sui protagonisti e lo sguardo dei protagonisti sul mondo tendono a coincidere quando Ilona incontra Oleg, operaio edile ucraino che lavora al progetto di ristrutturazione dell’edificio. Un orizzonte nuovo si apre di fronte alla protagonista: compare la realtà della guerra in Ucraina, l’inaspettata sensibilità letteraria dell’uomo, la possibilità di innamorarsi di una persona diversa rispetto al proprio compagno. Il mondo esterno per la prima volta funge da ispirazione per Ilona e riflessione sulla propria vita, soprattutto sul divario tra ciò che sente di essere e le aspettative che pesano sulle sue spalle, subite spesso dalla figura materna. Il cambiamento si insinua gradualmente nella vita di Ilona, attaccando le sue preconcette sicurezze, prende forma e costruisce delle impalcature, rendendola pronta ad accogliere la novità.
Renovation è un film che esalta la ricchezza della possibilità: di trovare altro, di guardare altrove, specie dentro il proprio cuore, e di scoprire chi si è davvero. Un atto coraggioso che richiede tempo e capacità di adattamento.