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Rieti International Film Festival

‘I fiori non hanno le scarpe’ – Ritratto di un’infanzia sospesa

I fiori non hanno le scarpe è un cortometraggio italiano diretto dal giovane regista Matteo Vicentini Orgnani, finalista al Rieti International Film Festival

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I fiori non hanno le scarpe

I fiori non hanno le scarpe è un cortometraggio italiano diretto dal giovane regista Matteo Vicentini Orgnani. Lo short film è uno dei finalisti per la sezione Italian Fiction Under 35 al Rieti International Film Festival, in programma dal 18 al 22 febbraio. In poco più di 10 minuti la pellicola riesce a condensare una riflessione potente sui temi della solitudine infantile e sull’innato desiderio di connessioni umane. 

Il germe della solitudine

L’inizio de I fiori non hanno le scarpe introduce al mondo isolato di un bambino che vive in una casa di campagna. Le sue giornate sono scandite da una routine ciclica e rituale: il risveglio, la cura degli animali e il rifugio finale tra le fila dorate di un campo di girasoli. Ad accomunare questi gesti quotidiani è un profondo di senso di solitudine e di abbandono emotive, che si coniuga a un naturale desiderio di contatto umano. 

Nonostante la presenza di un adulto nello stesso spazio fisico, tra i due esiste un abisso incolmabile. L’adulto si dimostra spesso distante e freddo, poco incline a intercettare i bisogni comunicativi del piccolo. Quest’assenza genera nel protagonista un’urgenza silenziosa: sentirsi finalmente parte di un tutto. In questo vuoto relazionale il bambino matura una decisione ragionata ma radicale, una risposta estrema alla propria condizione di isolamente emotivo. 

‘I fiori non hanno le scarpe’, tra poesia ed emozioni umane

Ne I fiori non hanno le scarpe la solitudine emerge, non solo attraverso il racconto, ma anche attraverso le scelte stilistiche. Il cortometraggio è totalmente privo di dialoghi, ma anche di parole. Gli unici rumori presenti sono quelli prodotti dalla natura o dalle azioni svolte dai due personaggi che prendono parte al racconto.

L’assenza di voce umana amplifica il senso di distacco tra il bambino e l’adulto, spostando l’attenzione dello spettatore sulla comunicazione non verbale e sull’espressività dei volti. 

Come dichiara il regista, I fiori non hanno le scarpe è forse l’opera che meglio riflette il suo approccio registico e cinematografico: l’immagine poetica si fonde con l’esplorazione delle emozioni umane, caricando ogni immagine di significati universali.

I fiori non hanno le scarpe - PunxFilm

I fiori non hanno le scarpe – ©PunxFilm

Un tempo sospeso tra luce e ombra

L’ambientazione temporale de I fiori non hanno le scarpe è volutamente indefinita. Le vicende si svolgono in un tempo quasi sospeso, che travalica i confini della contemporaneità, assumendo un’aura di universalità. Potrebbero essere nel presente o in un passato rurale. Quest’astrazione rende l’esplorazione dell’infanzia e dell’innocenza valida in ogni epoca e latitudine. 

La fotografia gioca un ruolo narrativo cruciale, lavorando sull’alternanza di luci e ombre. L’esterno è dominato dal giallo vibrante dei girasoli e dalla luce del sole, simboli di vita e speranza. Al contrario, l’interno della casa è reso in modo cupo e opprimente, una metafora visiva della gabbia emotiva in cui il bambino vive. Questo contrasto segna il confine netto tra una realtà domestica asfissiante e il mondo interiore del protagonista. 

Un finale radicale e naturale

Il finale de I fiori non hanno le scarpe vede il giovane protagonista compiere una scelta tanto radicale e insolita, quanto profondamente ingenua. Il campo di girasoli non è più solo un rifugio, ma diventa un modello di esistenza: un insieme unito, coeso, dove ogni elemento è connesso all’altro e rivolto verso la stessa fonte di vita. 

Nel tentativo di fuggire da una solitudine che non sa più abitare, il bambino decide di piantarsi, cercando di diventare lui stesso un fiore. In questo gesto risiede tutta la tragica bellezza dell’infanzia: un idealismo puro che sfida la logica degli adulti per cercare un’armonia con la natura. Un ritratto intimo e potente sulla fragilità dei legami umani e sulla forza trasformativi del desiderio.




I fiori non hanno le scarpe

  • Anno: 2025
  • Durata: 11' 50"
  • Distribuzione: PunxFilm
  • Genere: Drama sperimentale
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Matteo Vicentini Orgnani