‘Hangar Rojo’: il film sul colpo di Stato in Cile con coproduzione italiana
Il debutto di Hangar Rojo alla Berlinale 2026 racconta, tra storia vera e dramma morale, le contraddizioni dell’esercito cileno durante il golpe del 1973, con una significativa coproduzione italiana.
Arriva alla Berlinale 2026 una delle coproduzioni italiane più attese dell’anno. Si tratta di Hangar Rojo, opera prima del regista cileno Juan Pablo Sallato, presentata nella sezione Perspectives dedicata agli esordi cinematografici. Il film rappresenta una significativa collaborazione internazionale che coinvolge l’Italia attraverso il sostegno del MiC e la partecipazione di diverse società di produzione.
Dopo la presentazione alla Berlinale 2026, Hangar Rojo sarà distribuito nelle sale italiane da I Wonder Pictures.
Una coproduzione internazionale tra Cile, Italia e Argentina
Hangar Rojo è scritto da Luis Emilio Guzmán e nasce come produzione cilena guidata da Villano Producciones, con il supporto dei partner argentini e delle società italiane Rain Dogs, Berta Film e Caravan. Il progetto ha ottenuto i contributi del MiC per le coproduzioni minoritarie, confermando l’interesse italiano verso il cinema d’autore internazionale e le produzioni dal forte valore storico e politico.
Hangar Rojo segue il capitano Jorge Silva (Nicolás Zárate), militare esperto paracadutista e capo dell’Accademia dell’Aeronautica militare cilena.
La storia si svolge nei giorni immediatamente precedenti all’assassinio del presidente Salvador Allende e al colpo di Stato militare dell’11 settembre 1973. Silva è un uomo ligio al dovere e alla disciplina, ma si trova coinvolto in un dramma morale quando l’Accademia viene trasformata in un centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Uno degli hangar militari viene ribattezzato “hangar rosso”, simbolo della violenza del regime e del conflitto interiore del protagonista.
Una storia vera che racconta le contraddizioni dell’esercito cileno
Il capitano Jorge Silva è realmente esistito e ha collaborato alla realizzazione del film fino alla sua morte. Il film è l’adattamento di Disparen a la Bandada dello scrittore Fernando Villagrán. Il libro analizza le divisioni interne alle forze armate durante il golpe cileno. Molti ufficiali contrari al regime furono incarcerati, torturati o costretti all’esilio, come lo stesso Silva, morto a Londra nel 2024 senza mai fare ritorno in patria.