Soundscreen Film Festival: Happiness Machine di AA.VV.

Happiness Machine – in concorso al Soundscreen Film Festival – pone al suo centro il costante, martellante, eterno problema dell’economia dei beni comuni. Un intento nobile proposto da dieci autrici europee, coadiuvate da altrettante musiciste, dove tecniche d’animazione (stop-motion, pittura, materiali d’archivio, collage) si impastano a sonorità sperimentali ricercate. In un’ora e un quarto vengono

Venezia 76: Wasp Network di Olivier Assayas (Concorso)

L’Avana, 1990. René González, pilota cubano, ruba un aereo e fugge dall’isola, lasciandosi dietro l’amata moglie Olga e sua figlia Irma per cominciare una nuova vita a Miami. Successivamente, altri uomini seguono l’esempio di González e avviano una rete di spionaggio. La loro missione è quella di infiltrarsi nelle organizzazioni anti-Castro, responsabili di diversi attacchi

Quello che (non) so di lei: intervista a Eva Grimaldi

Sulla pubblica scena da oltre trent’anni, Eva Grimaldi ha dovuto lottare tenacemente per scrollarsi di dosso l’etichetta di “panterona sexy” affibbiatale a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Da Drive In al Bagaglino passando per i film di Mario Monicelli e Jean-Marie Poiré, Eva è ancora capace di affrontare le scommesse, come la sua prossima fatica, Amici amori amanti ovvero La verità (in cartellone dal 18 al 30 dicembre al Teatro Golden di Roma) avvertendo ancora le farfalle allo stomaco, le stesse di Dino Risi (sul set di Tolgo il disturbo) che alla veneranda età di 73 anni le disse: «Io le sento ancora. Quando non proverai più questa sensazione, cambia lavoro».

Venezia 75: il ritorno di Alfonso Cuarón, dopo Gravity, con Roma (Concorso)

Se Gravity puntava alla spettacolarizzazione dell’evento e all’impiego di glamour attraverso i volti di Sandra Bullock e George Clooney, con Roma Cuarón ha creato una visione intimistico-viscerale in cui i rapporti socio-umani vengono letti con parsimoniosa finezza e digeriti ancora più lentamente

Isabel Russinova: «Combatto la violenza con la cultura». Da Discoring alla lotta per i diritti umani

Una bellezza algida, aristocratica, quasi austera, ma con quel tocco sensibile e garbato che diventa connubio perfetto per racchiudere la sua grazia innata. Isabel Russinova, conosciuta ai più per la conduzione di Discoring negli anni Ottanta, è a tutt’oggi attivissima in teatro e al cinema. Ci ha raccontato, partendo dagli esordi in Rai, il suo passato e presente di attrice, regista, scrittrice, madre. E, naturalmente, donna

Auguri per la tua morte di Christopher Landon: una scommessa vinta per tre quarti

L’idea di riversare il contenuto del “tira e molla” temporale sul piano legato al discorso del terrore adolescenziale-femminile, in un rimando alle final girl di Carol Clover, risulta interessante e spigliato. Ma diversi ingolfamenti di ritmo, soprattutto nella parte centrale, si accusano abbondantemente. Insomma, una scommessa vinta per tre quarti

Victoria

La tecnica del piano sequenza è stata usata innumerevoli volte: da Orson Welles ad Alfred Hitchcock, da Aleksandr Sokurov ad Alejandro Iñàrritu, passando per Brian De Palma e Martin Scorsese. Il tedesco Sebastian Schipper, con Victoria, ha cercato di rendere ulteriormente interessante l’utilizzo di questa particolare soluzione stilistica

34 Torino Film Festival: The Donor di Qiwu Zang (Torino 34 – Concorso)

The Donor, lungometraggio d’esordio di Qiwu Zang, già assistente del più famoso Zhang Yimou, si è rivelato uno dei titoli più riusciti del festival. Quello che davvero sorprende in The Donor, come altri film presenti nel concorso principale, è il forte cinismo mimetizzato che trova la sua vera essenza a pochi minuti dalla conclusione.

34 Torino Film Festival: Vetar di Tamara Drakulic (Torino 34 – Concorso)

Lunghi silenzi contemplativi sono alla base di una storia che appare incompleta. Tamara Drakulic cerca di indagare su temi interessanti (anche se poco originali), ma senza fornire una chiave di svolta logica soddisfacente. Il mondo dell’adolescenza può risultare ostico da trattare e in questo caso appare poco digeribile

34 Torino Film Festival: Christine di Antonio Campos (Torino 34 – Concorso)

Antonio Campos, da sempre interessato a temi inerenti l’instabilità caratteriale (Afterschool e Simon Killer), è abilmente riuscito a mettere in scena una storia vera senza peccare di fronzoli e pettinature leccate, complici un’accuratissima ricerca scenografica e una regia secca, diretta, in piena linea con l’epoca degli anni Settanta

34 Torino Film Festival: Los Decentes di Lukas Valenta Rinner (Torino 34 – Concorso)

Il secondo lungometraggio dell’austro-argentino Lukas Valenta Rinner si è rivelato una sorpresa inaspettata. Los Decentes, in concorso principale, utilizza la bellissima arte dei tableaux vivants per raccontare i dialoghi che l’uomo intrattiene col corpo, la sterilità (stupida e obbligata) delle relazioni interpersonali e il forte divario tra classi sociali

34 Torino Film Festival: Goksun – The Wailing di Hong-jin Na (After Hours)

Goksun – The Wailing si presenta come un’opera distopica, soprattutto sui (tanti) registri narrativi: un inizio che punta al thriller iperviolento, pian piano si avvicina verso tutti i sottogeneri dell’orrore fino all’amaro ed esasperante finale, in realtà meno surreale di quanto sembri

34 Torino Film Festival: Lady Macbeth di William Oldroy (Torino 34 – Concorso)

Lady Macbeth possiede sì lo scheletro del dramma, ma costantemente intramezzato da gustosi e sarcastici siparietti da black comedy inglese (La famiglia omicidi, 2005) o watersiana (La signora ammazzatutti, 1994) coadiuvati dall’ottima e indovinata Florence Pugh: pelle candida, occhi cerulei, tratti burrosi, lingua tagliente, mente diabolica. Un mix incantevole che diventa fatale

Frantz

Da sempre sostenitore nelle sue pellicole di temi legati al mondo LGBT il regista francese – con Frantz – si è focalizzato sull’amore eterosessuale, facendolo risultare tormentato e illusorio nella ricerca di una possibile chiave per esorcizzare la morte (inarrestabile) con la passione

L’immagine come lingua madre – Intervista a Paola Piacenza

Ombre dal fondo di Paola Piacenza, è stato il film di chiusura delle Giornate degli Autori durante la 73ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il documentario è stato prodotto da Luca Mosso e, per Frenesy Film, da Luca Guadagnino in collaborazione con Rai Cinema e Deneb Media. Noi di Taxi Drivers abbiamo incontrato la regista

73 Festival di Venezia: Bozzetto non troppo di Marco Bonfanti (Venezia Classici)

Bruno Bozzetto è il protagonista indiscusso di Bozzetto non troppo, documentario di Marco Bonfanti sul famosissimo illustratore che ha accompagnato generazioni di bambini con i suoi cartoni animati. L’artista non vuole essere definito “attore”, «non lo sono e non lo sarò mai», e nemmeno “maestro”, seppur sia stato – come lo è tutt’ora – esempio di pregio per gli artisti di tutto il mondo

Questi giorni

Giuseppe Piccioni ha descritto un pezzetto di quella generazione italiana che deve fare i conti con la propria vita, le proprie pulsioni, le proprie aspettative. Questi giorni risulta un’opera fluida e gradevole. Merito soprattutto degli interpreti, tra cui le quattro ragazze protagonista, giovani promesse del cinema italiano

Tommaso

«Tommaso incarna nella mie intenzioni la difficoltà suprema degli esseri umani, perennemente occupati e indaffarati a gestire quel disagio relazionale, derivante dal bisogno assolutamente totalizzante di stringere legami sessuali e amorosi soddisfacenti». Kim Rossi Stuart ha descritto così l’indole del personaggio che ha presentato sullo schermo, prima a Venezia, nella sezione Fuori Concorso, e da oggi nelle sale di tutta Italia.

73 Festival di Venezia: Voyage of Time di Terrence Malick (Concorso)

«Ho paura e ansia», si presenta così l’incipit di uno dei film più attesi del festival. Il progetto di Malick, concepito fin dai tempi di The Tree of Life (2011) è passato finalmente attraverso la luce del proiettore. La voce di Cate Blanchett ci accompagna alla (ri)scoperta della Vita nell’ultimo lavoro di Terrence Malick, Voyage of Time, presentato in Concorso

73 Festival di Venezia: Assalto al cielo di Francesco Munzi (Fuori Concorso)

Tre movimenti – operaio, studentesco e lotta armata – scandiscono il documentario Assalto al cielo, ultimo lavoro di Francesco Munzi, già presente al Lido nel 2004 con Samir (vincitore del Premio Opera Prima Luigi De Laurentiis) e nel 2014 con Anime nere. Attraverso un lavoro di ricerca archivistico molto curato, Munzi ha voluto prendere in esame il periodo storico che l’Italia e i suoi cittadini hanno vissuto tra 1967 e il 1977

73 Festival di Venezia: Il più grande sogno di Michele Vannucci (Orizzonti)

Michele Vannucci ha scelto di trattare un’ennesima variante del degrado periferico che sta avvolgendo la capitale. I luoghi ripresi sono sintomo della condizione viscerale dei personaggi, dove lo sporco da pulire per rendere la borgata un posto migliore si sublima con i sentimenti e gli affetti delle persone coinvolte

73 Festival di Venezia: El Cristo ciego (The Blind Christ) di Christopher Murray (Concorso)

El cristo ciego, opera prima del cileno Christopher Murray ha portato una ventata insolita tra le (numerose) produzioni hollywoodiane presenti alla kermesse veneziana. La passione di Cristo, tema ormai abusato nell’ambito del cinema, viene ritrattata dal regista cileno con un accenno all’ottica pasoliniana: paesaggi desertici, polverosi, sciatti, decadenti; volti dei personaggi ripresi in primo piano che risultano veri, sofferenti, sporchi, genuini

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