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‘Bif&st 2026’, alla ricerca del Mondo perduto

L'espressione cinematografica, la sua impronta umanistica, quello che vorremmo che fosse, quello che vorremmo essere

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Nella consueta splendida cornice ornamentale del foyer del teatro Petruzzelli, mercoledì 10 marzo è andata in scena la conferenza stampa di presentazione della diciassettesima edizione del Bif&st. In quell’occasione è toccato al Direttore Artistico Oscar Iarussi, presenti Antonio Decaro, il Presidente della Regione Puglia, Vito Leccese, il Sindaco di Bari, gli Stati Generali dell’Apulia Film Commission, nelle persone della Presidente Anna Maria Tosto e del Direttore Generale Antonio Parente, svelare la consistenza e la profondità del programma. Un concentrato di sfide inedite, di orizzonti poco noti, d’insorgere di stili, d’un passato immortale e di una dimensione filmica sinceramente appassionata. Dedicato a Claudia Cardinale, la sua immagine de La ragazza con la valigia campeggia sul manifesto festivaliero, e a Giuseppe Tornatore, a lui è destinata una retrospettiva comprensiva di 14 titoli, il Bari International Film & TV Festival promette, dal 21 al 28 marzo, un debutto di primavera all’insegna di una visione del Mondo più vicina alla nostra natura.

Bif&st, i concorsi

Le sezioni competitive sono tre, due di lungometraggio e una riservata ai cortometraggi. Il concorso internazionale Meridiana è sicuramente quello più iconico con 12 film provenienti dall’area euro-mediterranea, divisi tra anteprime italiane e anteprime assolute. Come l’attualissimo A war in woman di Raha Shirazi, regista iraniana al suo primo lungometraggio che sviluppa un lavoro concentrato sulla storia del movimento femminista in Iran attraverso le vicende intrecciate di sette donne eccezionali. Happy Birthday di Sarah Goher, già vincitrice al Tribeca Film Festival di New York, La Petite Dernière di Hafsia Herzi, presentato in concorso a Cannes nel 2025, e Sorda di Eva Libestad, vincitrice di 3 premi Goya, sono altrettante proiezioni di grande valore tecnico ed emotivo. Così come quella di Brunella Filì, unica italiana in gara, con il suo Sea Sisters. Il mare come via di personale emancipazione in grado di unire due donne di culture e origini totalmente diverse. Sandra e Antonia, Gallipoli e il nord della Norvegia. Una coproduzione che, per l’occasione, viene proiettata in anteprima mondiale. Non di meno appeal è la sezione denominata Per il Cinema Italiano. Comprensiva di 10 pellicole in competizione e 4 fuori concorso. Attesi il Don Chisciotte di Fabio Segatori. Cattiva Strada, l’opera prima di Daniele Angiuli girata interamente a Bari.  Tirrenica di Rosario Minervini, lavoro di documentario che sigilla un’impronta marcata verso la riscoperta di una verve cinematografica molto attiva del nostro Meridione. Discorso simile può essere fatto per due delle opere fuori concorso: Devozioni di Gianfranco Pannone e Ritorno al Tratturo di Francesco Cordio. Completa il novero delle competizioni il comparto dedicato ai cortometraggi che, come lo scorso anno, si notifica sotto la dicitura Sarò breve, anche se molti lavori si spingono fino ai confini del mediometraggio.

L’Infinito

Frontiere, A Sud, Rosso di Sera, Pomeriggi al Petruzzelli, Doppio Testo, Musica e Cinema, il Bif&st è un’incredibile sequela di esplorazioni e conoscenze della settima arte che s’impadronisce di sentimenti ed emozioni e ne mostra le contaminazioni artistiche e le connessioni sociali più disparate. Tanti i titoli impegnati, sono oltre 120 le proiezioni previste nella manifestazione barese, e molti quelli da vedere senza remore alcune. Dotato di un elan poetico e rude, À Bras-Le-Corp (Lo sguardo di Emma) si fregia con pieno diritto di queste premesse. Una storia di coraggio ambientata nell’epoca del Secondo Conflitto Mondiale, diretta con grande eleganza da Marie-Elsa Sgualdo. Prettamente legati all’universo femminile anche i due film che inaugurano la prima serata del Festival. Il Dio dell’Amore, di Francesco Lagi, in proiezione nel prime time del Petruzzelli, con, tra gli altri, Isabella Ragonese, Vinicio Marchioni, Kasia Smutniak e Vanessa Scalera. On Vous Croit, una produzione belga con la regia di Charlotte Devillers e Arnaud Dufeys e un cast capeggiato da Myriem Akheddiou e Laurent Capelluto. Storie di sentimenti che si rincorrono in una connotazione più drammatica nel secondo e con tratti maggiormente di commedia nel primo.

Frontiere

La sezione Frontiere, probabilmente la più interessante del Bif&st, contiene un’offerta che, con un’accentuazione marcatamente intellettuale, potrebbe essere definita d’impegno. Come del resto commentare, per esempio, il prezioso lavoro dell’albanese Roland Sejko, Direttore dell’Archivio Storico Luce e David di Donatello nel 2013 con il documentario Anija/La nave. Il suo Film di Stato racconta quarant’anni del regime comunista albanese utilizzando il fascino del racconto storico. Strutturato con un linguaggio semplice si sviluppa ornato di rutilanti e rare immagini d’epoca. Un po’ lo stesso richiamo espresso dalla pellicola di finzione Palestine 36.  Ambientata in un periodo punto di svolta della vicenda palestinese, si concentra su di un episodio cruciale con un’interpretazione storica aperta al confronto. Una produzione multipla, Palestina, Regno Unito, Francia, Usa, Danimarca e Norvegia, con la regia di Annemarie Jacir e Jeremy Irons tra gli interpreti.

Ospiti e interventi

Anche quest’anno torna Il Segreto dell’attrice, sempre gestito e coordinato da Piera De Tassis, con la presenza di Maria Chiara Giannotta, Anna Ferzetti e Tecla Insolia. Tra gli Eventi Speciali non passano inosservati La Salita di Massimiliano Gallo e Attitudini: nessuna di Sophie Chiarello. Il primo riporta la memoria a un episodio poco conosciuto che vide protagonista il grande  Eduardo De Filippo. Il secondo è un omaggio al Trio comico per eccellenza degli ultimi trent’anni di spettacolo e di cinema italiano: Aldo, Giovanni e Giacomo. In tema di retrospettive non va dimenticata quella, di sei titoli, dedicata ad Abdellatif Kechiche, regista Palma d’Oro 2013 con La vita di Adele. Il suo ultimo lavoro Mektoub My Love Canto Due è il film di chiusura del Bif&st. Da ricordare, infine, la riproposizione del cineconcerto, con, questa volta, protagonista il Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, e la novità delle Notti Horror curate dal regista Roberto De Feo. In questo ambito, appare d’obbligo il non farsi sfuggire il Toby Dammit felliniano. I campioni d’incasso di quest’anno, Luca Medici, alias Checco Zalone, e Gennaro Nunziante, figurano nel lungo red carpet degli ospiti.