fbpx
Connect with us

FILM DA VEDERE

La battaglia di Hacksaw Ridge: ancora una volta Mel Gibson punta sui corpi, anelando una trasfigurazione che redima

La battaglia di Hacksaw Ridge, premiato con due Oscar, per il miglior montaggio e il miglior sonoro, non solo è un altro ottimo esempio di narrazione del più significativo cinema americano contemporaneo, ma, in continuità con la filmografia precedente, conferma la statura autoriale di Mel Gibson

Publicato

il

Prima ancora di essere una preziosa testimonianza della rovinosa battaglia di Okinawa, in particolare del tragico tentativo dell’esercito degli Stati Uniti di conquistare, durante il secondo conflitto mondiale, la scarpata di Maeda, detta “Hacksaw Ridge”, l’ultimo film di Mel Gibson è un prodigioso saggio visivo sul corpo, il quale viene mostrato nello scomposto movimento di contrapposizione tra opposte fazioni (Giappone-USA), che si contendono senza esclusione di colpi pochi metri di terreno. Non è solo, seppur mostrata con sconcertante realismo (in modo forse ancora più potente di Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg), l’insensata violenza della guerra ad essere messa al centro della narrazione, ma è soprattutto la mutazione dei corpi, offesi, sfregiati, dilaniati, maciullati, eppure successivamente risanati (verrebbe da dire ricomposti) grazie all’intervento salvifico di Desmond Doss (Andrew Garfield), primo obiettore di coscienza americano a ricevere la medaglia d’onore, a costituire la traccia essenziale della ricerca visiva del regista e attore.

Già ne La passione di Cristo, Gibson aveva mostrato un’attenzione morbosa alle vicende del corpo sacro del nazareno, impressionando molto il pubblico, che, a scapito dell’asettica narrazione evangelica, dovette prendere atto della concretezza di una sofferenza che passava attraverso una materialità non più differibile e disattendibile (dal punto di vista della rappresentazione). Noi non abbiamo un corpo, siamo un corpo. Non disponiamo di esso, come se fosse un’appendice dell’anima, ma siamo costituiti nel profondo, ontologicamente, da una carne che non può essere trascesa: neanche il Figlio di Dio ha potuto sopperire a tale incombenza. Ciò che Gli ha permesso di sopportare il martirio è stata, indubbiamente, la promessa della Resurrezione, evento incommensurabile che comporta una Trasfigurazione: di più la Resurrezione è la Trasfigurazione per eccellenza, la vittoria sulla morte.

Questa digressione, provocata dal precedente e fortunato film di Gibson, non è vana o gratuita, laddove, anche in La battaglia di Hacksaw Ridge la fede, quella ‘infinita’ e ‘ostinata’ di Desmond Doss, che si diffonde per inerzia anche tra i disillusi militari (che durante il corso di addestramento lo avevano vessato senza sosta) della novantaseiesima divisione, diviene la condizione di ‘sostenibilità’ del tragico scontro che si profila, inevitabile, all’orizzonte. La fatalità del destino, allora, viene non solo mitigata, ma improvvisamente dotata di senso, grazie alla promessa che il sacrificio cui ci si espone non sarà gratuito, piuttosto verrà, in qualche modo, ‘risarcito’ da una verità più profonda che scenderà magicamente a redimere i corpi profanati.

C’è nel cinema di Mel Gibson un forte senso di pietas, che per poter riverberare invisibilmente sullo schermo non può evitare la passione del corpo, condizione necessaria per guadagnare quella osannata Trasfigurazione senza la quale quanto mostrato rimarrebbe all’interno dei limiti di una rappresentazione estetizzante, fine a se stessa. Questa precisa dinamica era ben visibile sin dai tempi di Braveheart: c’è una tensione invincibile verso il superamento dei vincoli dell’ordine simbolico, per produrre una torsione sul piano etico ed estetico che configuri un Evento, qualcosa che, nella sua infinità e globalità, ci eccede gioiosamente, donando quella speranza che oggi pare inesorabilmente smarrita.

La battaglia di Hacksaw Ridge, premiato con due Oscar, per il miglior montaggio e il miglior sonoro, non solo è un altro ottimo esempio di narrazione del più significativo cinema americano contemporaneo, ma, in continuità con la filmografia precedente, conferma la statura autoriale di Mel Gibson, il quale si è ormai saldamente installato in una corrente estetica delle più pregnanti, ritagliandosi uno spazio importante nel panorama attuale. Un cinema, il suo, che lascerà certamente il segno.

Distribuito da Eagles Pictures, La battaglia di Hacksaw Ridge è disponibile in blu ray in formato 2.35:1, con audio in italiano e originale (DTS-HD Master Audio) e sottotitoli opzionabili. Nei contenuti extra: Making of, Scene eliminate, Grazie veterani, Trailer – Credit

Registrati per ricevere la nostra Newsletter con tutti gli aggiornamenti dall'industria del cinema e dell'audiovisivo.

  • Anno: 2016
  • Durata: 139'
  • Distribuzione: Eagle Picures
  • Genere: Storico
  • Nazionalita: Australia, USA
  • Regia: Mel Gibson