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Prime Video Film

‘La meglio gioventù’, Una saga familiare che racconta la storia di una nazione.

Dai giorni dell’alluvione di Firenze ai primi anni Duemila Marco Tullio Giordana racconta, attraverso storie intime e familiari, quasi quarant’anni di storia italiana facendoci emozionare

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Marco Tullio Giordana con La meglio gioventù, uscito nelle sale nel 2003 e ora visibile sulla piattaforma Prime Video, ha realizzato un affresco lungo quarant’anni della storia del nostro paese.

Infatti, nell’arco di tempo che va dal 1966 al 2003, le molte vicende intime e private che si intrecciano e si sviluppano attorno ai suoi personaggi principali e secondari, ci restituiscono l’immagine di un paese, della sua anima, delle sue contraddizioni, del malessere e della volontà di resistere a quanto di negativo è accaduto in quei decenni e, al contempo, della bellezza delle persone che lo abitano, delle cose e delle tante storie che ne hanno fatto la Storia. Quella bellezza che, come faceva dire lo stesso Giordana a Peppino Impastato nei Cento passi, va coltivata ed è nostro compito impegnarsi affinché ciò avvenga.

Inizialmente La meglio gioventù, scritto e sceneggiato da Sandro Petraglia e Stefano Rulli, era stato concepito come sceneggiato televisivo a puntate che, tuttavia, non venne mandato in onda.

Successivamente, dopo aver ottenuto un buon successo di critica e pubblico a Cannes, il film venne proiettato nelle sale suddiviso in due parti e, solo successivamente, trasmesso in televisione sui canali nazionali. Di conseguenza, l’iniziale destinazione televisiva è percepibile in alcuni passaggi del film senza che, per altro ne penalizzi il valore artistico.

Un lungo percorso che tocca i momenti chiave della storia del nostro paese

Attraverso le vite di due fratelli Nicola (Luigi Lo Cascio) e Matteo (Alessio Boni), veniamo accompagnati in un lungo percorso che tocca i momenti chiave della nostra storia recente.

Dalla voglia dirompente di cambiare il mondo degli anni Sessanta alla cupezza del terrorismo dei Settanta e al susseguente riflusso del decennio successivo. Dalla disillusione e dal ripiegamento nel privato di quegli anni, sino all’inizio degli anni Duemila, con nuove speranze riposte nelle nuove generazioni.

In mezzo, i molti episodi, grandi e piccoli, che li hanno caratterizzati e che ci hanno visto spettatori e/o protagonisti, e che attraverso i personaggi del film possiamo rivivere, lasciandoci giustamente coinvolgere, in quanto la loro storia è la nostra storia.

I diversi accadimenti li abbiamo vissuti, spesso in prima persona o, comunque, ne siamo stati partecipi: dalla liberazione dei “matti” dai manicomi grazie al lavoro illuminato di Franco Basaglia, alla piaga del terrorismo; dalle lotte nelle fabbriche alla sconfitta degli operai della Fiat; dalla Milano di Tangentopoli, ai morti per mafia, con le immagini toccanti dei funerali del giudice Falcone, della moglie e della scorta.

Un continuo sovrapporsi di episodi di vita private e pubblica che si fondono perfettamente fra loro

Roma, Torino, Firenze, Palermo, sono le città nelle quali, principalmente, si svolge la storia e dove si compie il percorso, spesso doloroso, di Nicola e Matteo. Contornati dalle vicende dei familiari e degli amici, in un continuo susseguirsi di privato e pubblico che gli autori hanno saputo ottimamente amalgamare, in maniera che l’uno non prevalga mai sull’altro, Contribuendo, così, a dare al racconto una fluidità tale da impedire cali di tensioni per tutte le sei ore di racconto.

La meglio gioventù è un film in cui i protagonisti sono rappresentanti di una piccola borghesia che parla alle classi meno abbienti. Un’opera in cui Giordana è bravo nel dirigere attori di varie generazioni fra cui, oltre ai due protagonisti, vanno citati, per le loro prove, una splendida Adriana Asti nel ruolo della madre di Nicola, Matteo, Giovanna (Lidia Vitale) e Francesca (Valentina Carnelutti); Fabrizio Gifuni nella parte di Carlo, amico e cognato diventato economista di fama e Jasmine Trinca in quella di Giorgia, una ragazza con disturbi psichici sottoposta a elettroshock e poi curata con i metodi basagliani da Nicola, specializzatosi, nel frattempo, in psichiatra

Oltre a questi vanno citati per la loro presenza e importanza nell’economia del racconto, Maya Sansa, nel ruolo di Mirella, giovane fotografa che si innamora di Matteo; Sonia Bergamasco, compagna di Nicola diventata brigatista, abbandonandolo con una figlia in tenerissima età e, infine, Riccardo Scamarcio nel ruolo di Andrea, il figlio che Mirella ha avuto con Matteo e al quale è devoluto il compito di coltivare la memoria e, allo stesso tempo, proiettarsi nel futuro con uno sguardo sempre rivolto ai legami indissolubili della famiglia.

La meglio gioventù, che prende a prestito il titolo da una raccolta di poesie di Pier Paolo Pasolini, è un film che emoziona, soprattutto perché ci riguarda, in quanto Padri e Figli che vivono in questo paese, stupendo e fragile allo stesso tempo.

Gli articoli di Marcello Perucca

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La meglio gioventù

  • Anno: 2003
  • Durata: 360'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Marco Tullio Giordana
  • Data di uscita: 22-June-2003