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IN SALA

‘Watcher’, Thriller psicologico al femminile, persegue l’inquietudine

Nelle sale dal 7 settembre, il primo lungometraggio di Chloe Okuno, distribuito da Lucky Red e Universal Pictures International Italy, costruisce atmosfere rarefatte e di grande tensione.

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Sa lasciare il segno Chloe Alexandra Okuno, la trentacinquenne regista americana specializzata in thriller ed horror, che ha debuttato alla regia del lungometraggio con Watcher.

Il film, presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2022  approderà nelle sale distribuito da Lucky Red e Universal Pictures International Italy.

Ambientata inizialmente a New York City, la sceneggiatura del film ha poi virato sulla Romania, e la scelta di Bucarest come location per un thriller dai risvolti psicologici è stata vincente per esaltare l’atmosfera di mistero ed isolamento, sospesa tra sogno e realtà, in cui Julia sprofonda sempre più, man mano che il sospetto ed il terrore iniziano a farsi strada in lei. Decadente ed essenziale, Bucarest accompagna la protagonista nella sua catabasi, fra edifici fatiscenti, stradine lugubri e simboliche statuine del Conte Dracula.

Watcher: l’uomo nero ci osserva

Fin dalle prime scene del film si ha la sensazione che Chloe Okuno, la regista, cerchi di portare sul grande schermo le sue stesse paure, o comunque le ansie sottese a molte situazioni in cui le donne si vengono a trovare, sentendosi osservate, seguite o in qualsivoglia modo minacciate, per motivi reali o presunti non importa. Ciò che conta è quella percezione di insicurezza e profondo disagio prodotti dalle ossessioni degli altri verso di noi, da tutte le forme di stalkeraggio, fisico e psichico, che conducono al gesto spontaneo di guardarsi continuamente le spalle, provocando una crescente inquietudine, unita alla spiacevole sensazione di essere considerati visionari e paranoici.

Come nel caso di Julia, la giovane protagonista di Watcher (scelta ad arte la brava interprete, l’attrice Maika Monroe, in grado di dar vita alle tante sfumature dei diversi stati d’animo che si susseguono nel suo personaggio), trasferitasi a Bucarest dagli Stati Uniti per seguire il marito nel suo nuovo lavoro, la quale cerca faticosamente di integrarsi in una realtà non facile (nuovo paese, nuova casa, nuova lingua), proprio quando la città viene sconvolta dai femminicidi di un misterioso serial killer. L’esperienza di Julia come straniera accresce i suoi sentimenti di disagio e precarietà: la giovane donna si lascia suggestionare dagli avvenimenti fino ad accorgersi di essere costantemente osservata da un uomo del palazzo di fronte. Poco a poco si ritrova sempre più isolata, incapace di parlare la lingua e di comunicare, alienata da quelli che la circondano Tra realtà e paranoia, Julia sprofonda in un vero e proprio incubo ad occhi aperti a cui nessuno vuole credere, tantomeno il marito.

C’erano dei parallelismi mentre giravo il film in Romania – racconta la regista – non sapevo parlare la lingua, spesso ero chiusa in una stanza d’albergo nel bel mezzo della pandemia e lottavo con i dubbi che una donna ha quando lavora in una professione dominata dagli uomini. Fortunatamente, la vita non ha imitato completamente l’arte: ho finito il film senza alcuna discesa da incubo nell’oscurità ‘in stile Watcher’, sperando che tutta la tensione si facesse strada sullo schermo e che quanti hanno sperimentato paure e ansie simili – come accade a me – trovino conforto sapendo che non sono soli e che c’è sempre qualcun altro che può entrare in empatia raccontando storie in modo da poter trarre conforto riconoscendo noi stessi negli altri”.

Avvolti da inquietudine e paura

L’abilità della regista Okuno – il cui lavoro si ispira a  David Fincher, Sofia Coppola, Satoshi Kon, Roman Polanski, Krzysztof Kieslowski e Mary Harron, tutti registi che si sono distinti nel mostrare paura, solitudine ed alienazione – nel film Watcher, che pure ha una trama interessante ma non originalissima, è quella di far crescere la tensione dello spettatore e insinuare anche in lui il dubbio, attraverso alcuni indizi disseminati ad arte come distrattori, se la protagonista sia vittima di eccessiva ansia, di incubi dovuti alla solitudine (il marito è sempre fuori per lavoro) e distorsioni ingigantite del reale o se effettivamente sia in grave pericolo. Poco a poco, mentre si dipana la trama, le ipotesi acquisiscono corpo ma soltanto nel finale sarà svelato il mistero, come in un thriller che si rispetti. Di contro, mentre Julia vive giorni di terrore e indefinita angoscia, tutto intorno a lei sembra scorrere tranquillamente, la vita fuori prosegue e sembra escluderla dalla sua normalità.

In particolare il personaggio del marito, uno scolorito Karl Glusman, tutto concentrato sulla carriera e sui nuovi capi e colleghi, distratto e poco empatico con i problemi della moglie, offre l’occasione alla regista di mostrare il lato moderno e rampante della Romania, dove molte nuove aziende sono in crescita e molti giovani aspirano alla scalata sociale.

Nel realizzare Watcher – prosegue Chloe Okuno – volevo catturare una sorta di paura costante e sgradevole che accompagna molte donne per tutta la vita e che viene espressa attraverso il personaggio di Julia, la protagonista. Quando di trasferisce in un nuovo condominio con suo marito, Julia inizia subito a percepire di essere osservata e capisce che l’uomo che la osserva è una minaccia. Lo sente molto chiaramente, ma le persone intorno a lei faticano a comprendere l’entità di questa minaccia. È una situazione che probabilmente è abbastanza familiare per la maggior parte delle donne. Viviamo il mondo in modo diverso dagli uomini e quando proviamo a esprimere ciò che proviamo, veniamo spesso messe in dubbio, definite paranoiche, irrazionali o eccessivamente sensibili, e questo può farci cominciare a dubitare di noi stesse.”

watcher

CHLOE OKUNO

è una sceneggiatrice e regista. Si è laureata alla UC Berkeley e ha conseguito un master all’American Film Institute Conservatory. Lì ha ricevuto il premio Franklin J. Shaffner Fellow Award e ha diretto il pluripremiato cortometraggio horror, Slut. Di recente ha scritto un remake di Audrey Rose per la Orion Pictures e ha scritto e diretto un segmento della serie antologica V/H/S/94. Watcher è il suo esordio al lungometraggio.

MAIKA MONROE

ha esordito come protagonista in A qualsiasi prezzo di Ramin Bahrani, al fianco di Zac Efron e Dennis Quaid, un film presentato in anteprima ai festival di Venezia, Toronto e Telluride. Protagonista nella serie Roku Originals, The Stranger, al fianco di Dane DeHaan e Avan Jogia, e nel film Greta al fianco di Chloe Moretz e Isabelle Huppert, presentato in anteprima al TIFF e distribuito da Focus, Maika è apparsa insieme a Timothée Chalamet in Hot Summer Nights, in Tribes Of Palos Verdes con Jennifer Garner e nel thriller Tau. Quest’ultimo film, dal budget modesto e di cui Maika è co-protagonista, è stato venduto a Netflix e ha raggiunto il primo posto sulla piattaforma quando è uscito a luglio. Maika è apparsa anche in Malvagi-Villains, recentemente presentato in anteprima al SXSW, con ottime recensioni.

Maika ha recitato nel film It Follows, diretto da David Robert Mitchell, presentato in anteprima a Cannes nel 2014, come film di apertura dove ha ricevuto ottimi consensi da parte della critica ed è stato uno dei film di maggior successo negli Stati Uniti e in Canada per il 2015. L’attrice è stata protagonista anche in The Guest, presentato in anteprima al Sundance dello stesso anno ed accolto altrettanto bene come ‘moderno romanzo giallo anni ‘80’. In Watcher, diretto da Chloe Okuno l’attrice ha lavorato al fianco di Karl Glusman.

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  • Anno: 2022
  • Durata: 96'
  • Distribuzione: Lucky Red e Universal Pictures International Italy
  • Genere: Thriller
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Chloe Okuno
  • Data di uscita: 07-September-2022