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10 film sull’Olocausto per onorare la Giornata della Memoria

Il 27 Gennaio ricorre la Giornata della Memoria. Per l'occasione proponiamo dieci titoli per rendere omaggio alle vittime dell'Olocausto e portare avanti la loro indelebile e preziosa testimonianza.

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Schindler's list

In occasione della Giornata della Memoria, proponiamo dieci film (più un “bonus”) che trattano l’Olocausto, variando nel genere e nel mood.

Il 27 gennaio 1945 l’esercito russo liberava il campo di concentramento di Auschwitz. Sessanta anni dopo, le Nazioni Unite istituirono una ricorrenza internazionale al fine di onorare tutte le vittime della Shoah. L’Italia anticipò il resto del mondo di poco – dal 2000 si celebra infatti il Giorno della Memoria, inteso quale commemorazione anche delle leggi razziali e di coloro che rischiarono la vita opponendosi alla “soluzione finale”.

Il cinema rende omaggio alla  Giornata della Memoria con i film sull’Olocausto

Il cinema, in quanto parte della cultura di un popolo, ha posto, nel corso del tempo, una particolare attenzione all’argomento. Se da un lato le opere raccontano stralci di storia che è doveroso conoscere, dall’altro contribuiscono a tenere viva la memoria.

Che quest’ultima sia un concetto imprescindibile e assolutamente prezioso per l’umanità intera è ben risaputo, ma il livello di guardia deve rimanere sempre altissimo. Soprattutto ora che molti dei sopravvissuti sono giunti al termine della loro esistenza.

L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria. Primo Levi

LA STRADA DI LEVI (2006)

Davide Ferrario, in compagnia di Marco Belpoliti (soggettista e curatore delle opere di Primo Levi), parte per un viaggio. Da Auschwitz a Torino. Ripercorrendo le tappe che lo stesso scrittore ha compiuto nel 1945 e raccontato nel suo romanzo La tregua, Ferrario confeziona un documentario prezioso e interessante.

Levi attraversò gran parte dell’Europa dell’Est – circa 6.000 km – in un periodo compreso tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’inizio della Guerra Fredda. I due autori contemporanei raccontano invece quello tra la Caduta del Muro di Berlino e l’11 Settembre. Dal continuo raffronto, emerge tutta una riflessione sulla società e sul valore della rappresentazione.

La strada di Levi ha partecipato alla prima edizione del Festival di Roma ed è stato candidato ai Nastri d’Argento.

TRAIN DE VIE – UN TRENO PER VIVERE (1998)

Scritto e diretto da Radu Mihăileanu, Train de vie è un’opera unica nel suo genere.

Utilizzare il filtro della commedia per parlare di Shoah non è impresa da tutti. Se poi il risultato è, come in questo caso, un mix riuscitissimo di humour, dramma e realismo, allora l’encomio cresce.

Ambientata nel 1941, la storia del fantomatico treno del titolo pone l’attenzione su alcune dinamiche che si creano tra uomini e donne in situazioni al limite del credibile. Costretti a interpretare una parte, al fine di raggiungere la salvezza, i protagonisti affronteranno pericoli, discussioni e contrattempi. Sarà un viaggio tanto estroso, quanto illuminante.

Train de vie ha vinto il David di Donatello come Miglior film straniero.

IL FIGLIO DI SAUL (2015)

Grand Prix Speciale della Giuria alla 68esima edizione del Festival di Cannes e Oscar come Miglior film straniero, Il figlio di Saul narra le vicende di un giovane ungherese appartenente ai Sonderkommando. Colpito da un’esecuzione che avviene davanti ai suoi occhi, si mette alla disperata ricerca di un rabbino per rendere onore alla giovane vittima.

film Olocausto Saul

Inizia così un percorso costellato di incontri e ostacoli, che condurranno il protagonista a fare i conti con la terribile realtà che lo circonda, ma anche con se stesso e con ciò che grava sulla sua coscienza.

Un’opera di un’intensità inimmaginabile, e di una fortissima identità stilistica, con un finale da antologia. Tra i migliori film sull’Olocausto in circolazione.

VENTO DI PRIMAVERA (2010)

Tra il 16 e il 17 luglio 1942, più di 13mila persone vennero arrestate e rinchiuse nel Velodromo d’inverno. Fu la più grande retata di Ebrei su suolo francese.

Vento di primavera di Rose Bosch racconta l’accaduto. Il tocco delicato e commosso della cineasta avignonese non risparmia un’osservazione accurata e acuta sull’episodio.

Il dottor David Sheinbaum (Jean Reno) e l’infermiera Annette Mondo (Mélanie Laurent) tentano di mantenere umane le condizioni in cui vivono questi uomini, donne e bambini, sacrificando tutto, compresa la loro stessa salute.

La Bosch ha potuto contare sulla testimonianza di alcuni superstiti per restituire realismo e verità.

LA VERITÁ NEGATA (2016)

La verità è esattamente al centro della pellicola diretta da Mick Jackson e tratta dal libro History in trial: My Day in Court with a Holocaust Denier.

film Olocausto Denial

Deborah Lipstadt (interpretata da Rachel Weisz) è una storica statunitense, preparatissima sull’ebraismo e sul negazionismo dell’Olocausto. Tra il 1996 e il 2000 una battaglia legale, senza esclusione di colpi, ebbe luogo nel Regno Unito. Schierati sui due fronti vi erano la Lipstadt e David Irving (Timothy Spall), saggista britannico e fervente negazionista, che accusò la donna e la casa editrice Penguin Books di diffamazione.

La verità negata è un appassionante, grintoso e necessario sguardo sulla realtà. Di oggi come di allora. Il film è stato presentato al festival di Toronto e a quello di Roma.

IL DEBITO (2010)

John Madden siede in cabina di regia e dirige tre attori del calibro di Jessica Chastain, Sam Worthington e Marton Csokas. Rachel Singer, David Peretz e Stephan Gold sono tre giovani agenti del Mossad, inviati nella Berlino Est del 1965, con il compito di catturare Dieter Vogel (Jesper Christensen), criminale di guerra nazista.

Preparati, determinati e disposti a tutto, i protagonisti organizzano un piano infallibile, almeno su carta. Circa trent’anni più tardi, si ritroveranno a combattere con i fantasmi del passato e con i rispettivi sensi di colpa, portando a termine una missione di vitale importanza.

Il debito non è forse tra i film sull’Olocausto più conosciuti, ma è, senza alcun dubbio, uno dei più riusciti dal punto di vista narrativo, stilistico e storico.

OPERATION FINALE (2018)

Come nel precedente titolo, anche qui al centro della trama c’è una caccia all’uomo, o meglio al nazista. A distanza di una quindicina d’anni dalla liberazione di Auschwitz, Adolf Eichmann (interpretato da Ben Kingsley), uno dei massimi responsabili del genocidio degli Ebrei, trascorre un’esistenza appartata, serena e in incognito in Argentina.

Sfuggito alle conseguenze del Processo di Norimberga, l’uomo ha infatti fatto perdere le tracce di sé. Ma non è riuscito a depistare Peter Malkin (Oscar Isaac), agente segreto del Mossad, che riesce a rintracciarlo e a mettere su un piccolo gruppo di fidati collaboratori con l’obiettivo di rendere giustizia a tutte le vittime di Eichmann.

Disponibile su Netflix, Operation finale non ha avuto una distribuzione cinematografica in Italia, ma è un gran film sull’Olocausto, che merita attenzione e lodi.

BASTARDI SENZA GLORIA (2009)

Da uno come Quentin Tarantino non ci si poteva aspettare niente di meno, eppure Bastardi senza gloria è qualcosa di sorprendente ed eccezionale.

Il cineasta originario di Knoxville racconta la storia di questo gruppo, alquanto eccentrico, di soldati ebrei, capitanati dal tenente Aldo Raine (Brad Pitt) e incaricati di instillare paura tra le fila dell’esercito tedesco. Tra la loro abitudine di uccidere i nemici e prenderne lo scalpo, e la nomea dell’Orso Ebreo (uno straordinario e memorabile Eli Roth), i “Bastardi” si fanno strada nella missione, sino ad arrivare al confronto decisivo con Hitler.

Elaborata in chiave comico-grottesca, la pellicola intrattiene ed emoziona, senza tralasciare spunti di discussione e una decisa presa di posizione alla base. Bastardi senza gloria ha vinto il David di Donatello come Miglior film straniero, e si è aggiudicato un Oscar e un Premio a Cannes per il Miglior attore non protagonista (Christoph Waltz).

JOJO RABBIT (2019)

Un altro grande autore, nonché personalità, della settima arte si è dedicato al tema della Shoah. Risponde al nome di Taika Waititi, regista, sceneggiatore e interprete della pellicola in questione.

Il piccolo Johannes detto “Jojo” (Roman Griffin Davis) vive solo con la mamma (Scarlett Johansson) e fa parte della Gioventù hitleriana. Come amico immaginario ha una bizzarra versione del Führer (Waititi). Il giorno in cui scopre una ragazza ebrea (Thomasin McKenzie) nascosta nella soffitta di casa sua, tutte le sue certezze e prospettive cambieranno.

film Olocausto Jojo

Presentato alla 37esima edizione del Torino Film Fest e tratto dal romanzo Il cielo in gabbia, Jojo Rabbit ha vinto un Oscar e un BAFTA per la Miglior sceneggiatura non originale. Un imperdibile film sull’Olocausto, adatto anche al pubblico più giovane.

L’UOMO DEL BANCO DEI PEGNI (1964)

Primo titolo interamente prodotto negli States ad affrontare l’Olocausto dalla prospettiva di un sopravvissuto, L’uomo del banco dei pegni porta la firma di Sidney Lumet.

film olocausto banco

Il protagonista, Sol Nazerman (Rod Steiger), ha provato sulla sua pelle la tortura e gli stenti di Auschwitz. Ora fa affari con la malavita di Harlem e con persone che vogliono impegnare i loro averi. Ma il ricordo di ciò che ha passato, le perdite subite, quella sofferenza incredibile e la crudeltà gratuita non potranno mai essere cancellate dalla sua memoria.

CABARET (1972)

Con Cabaret di Bob Fosse anche il musical si approccia a un argomento tanto complesso e delicato quale quello dell’Olocausto.

Sebbene la trama verta sulla figura di Sally Bowles (la magnifica Liza Minnelli), star del Kit-Kat, e del suo legame con Brian Roberts (Michael York) prima e con Max von Heune (Helmut Griem) poi, l’ambientazione suggerisce una riflessione più profonda e importante.

Siamo infatti nella Berlino del 1931, alla soglia dell’ascesa di Hitler e del Nazionalsocialismo. La pellicola sembra così comporsi di due distinte sezioni: nella prima è lo show, con i suoi artisti e i celebri numeri, ad avere la ribalta; nella seconda prendono gradualmente forma la minaccia e i pericoli con cui il popolo ebraico dovrà fare i conti, tra soprusi e violenze.

*Salve sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.

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