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A-Team

«Arriva sul grande schermo anche la trasposizione di “A-Team”, una delle serie tv cult degli anni 80, nostalgico ricordo per più di una generazione».

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Arriva sul grande schermo anche la trasposizione di A-Team, una delle serie tv cult degli anni 80, nostalgico ricordo per più di una generazione. A rinverdire i fasti del gruppo di veterani di guerra non è uno qualsiasi. Joe Carnahan ha esordito con l’interessante ma produttivamente cheap Blood, Guts, Bullets and Octane (1998), per farsi poi notare con l’ottimo noir metropolitano Narc (2002) e il rocambolesco Smokin’ Aces (2006), mostrando un gusto fuori dal comune, soprattutto nelle scene action.

In A-Team esprime all’ennesima potenza queste capacità, mostrando non solo una precisione registica quasi chirurgica, ma soprattutto un’inventiva inusuale nella costruzione delle scene d’azione. Il film riprende i personaggi principali della serie tv, vestendoli con le figure di alcuni dei nomi di punta di Hollywood. Quindi l’Hannibal Smith di George Peppard viene interpretato da Liam Neeson (Schindler’s list), lo Sberla di Kirk Benedict è Bradley Cooper (Una notte da leoni), Murdock che nella serie era interpretato da Dwight Schultz qui è Sharlto Copley (District 9), e il massiccio B.A. Baracus, modellato sulle fattezze di Mr T, è interpretato dal campione di arti marziali miste Quinton “Rampage” Jackson.

Soprattutto nella prima parte del film, in cui viene raccontata ‘l’untold story’ su come il team si è formato, i personaggi risultano abbastanza snaturati rispetto al modello originale, spesso abbozzati e caricaturali. Per fortuna la pellicola riprende con una marcia in più nella seconda parte, diventando una sorta di puntata lunga della serie tv. Carnahan punta sulla spettacolarizzazione della violenza, di fatto allontanandosi dal concetto della serie originale che, pur in un contesto bellico, si poneva in modo pacato nei confronti di un’audience popolare. Il regista, quindi, cerca un aggiornamento secondo i canoni odierni del genere action, partendo da alcune premesse che si basavano troppo sulla forza dei personaggi per essere replicate totalmente. Azzeccata l’idea di affidare uno dei ruoli cardine della storia a un’altra icona delle serie tv anni 80. Quel Gerald McRaney noto i più per le serie Simon & Simon e Major Dad.

Gianluigi Perrone