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IN SALA

Inferno

Inferno è piacevole e godibile, ottimamente interpretato e dalla bella fotografia e varrebbe la pena di vederlo anche soltanto per la splendida passeggiata aerea su Firenze, Venezia e Istanbul. Qualche bel colpo di scena risolve dal punto di vista della storia questa pellicola gradevole, ma scarsamente emozionante

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Sinossi: Le avventure del simbolista di Harvard non sono finite. Robert Langdon si risveglia in un ospedale di Firenze, vittima di una profonda amnesia, dopo che alcuni uomini misteriosi hanno tentato di ucciderlo e sembrano voler portare a termine il lavoro. Si affida al medico Sienna Brooks per recuperare i suoi ricordi e svelare ancora una volta i misteri che si annidano intorno all’opera immortale di Dante, le cui immagini criptiche sembrano non voler abbandonare la mente dello studioso. Il Consortium, un’organizzazione segreta, sarà il nuovo nemico da sconfiggere. Un ritmo ricco di tensione in una battaglia tra il bene e il male che sembrano avere confini molto sottili.

Recensione: Già dalle prime sequenze la storia, tratta dal romanzo di Dan Brown, girata nel 2015 e diretta da Ron Howard, fa intravedere originali fotogrammi di figure surreali, davvero dantesche nella sostanza, anzi, più ancora, che pescano nell’immaginario medievale legato a quelle creature mostruose e surreali ben visibili del parco giochi di Hieronimus Bosch o di Coppo di Marcovaldo fino ad arrivare a Dalì.

Si tratta di un possibile risvolto horror molto succulento e piacevolmente surreale e trash, che poi però non ha alcun seguito. Peccato. Poco dopo, infatti, spostato il tiro da questi inquietanti personaggi, il film si presenta immediatamente come il classico guazzabuglio di cattivi, più o meno cattivi, che cercano di uccidere il povero Tom Hanks, che interpreta anche qui il professor Robert Langdon, come nei film precedenti Il codice da Vinci e Angeli e demoni.

Il poverino, drogato suo malgrado, solo alla fine del film riacquista quella lucidità che gli consente di risolvere la situazione. Con lui Felicity Jones, Omar Sy, Sidse Babett Knudsen, Ben Foster e Irrfan Khan, tutti dalle impeccabili prestazioni.

Inferno è comunque piacevole e godibile, ottimamente interpretato e dalla bella fotografia e varrebbe la pena di vederlo anche soltanto per la splendida passeggiata aerea su Firenze, Venezia e Istanbul. Per il resto gli spunti d’interesse e ovviamente di suspence sul tema del titolo: La Divina Commedia di Dante, e i disegni di Botticelli, restano molto in superficie. Ci si augura che il prossimo film Botticelli – Inferno, dello scrittore regista Ralph Loop con tema analogo e in uscita il prossimo novembre 2016, possa colmare le lacune narrative ma soprattutto di emozione.

La storia inizia, in maniera classica, in un ospedale fiorentino, dove il protagonista scopre di essere stato ferito e di aver perso la memoria.  La giovane dottoressa Sienna Brooks sembra prendere a cuore il suo caso, e anche quando cominciano a fischiare le pallottole gli resta vicino durante una rocambolesca fuga senza fine. La mancanza di mordente si spiega forse nella sua troppo scarna e sintetica sceneggiatura. I film di stile storico/artistico che si propongono di essere anche thriller sono spesso pieni di input affascinanti e golosi che potrebbero essere sviluppati e che invece restano lettera morta a causa della macchina da presa puntata troppo sull’azione e poco sull’informazione e il dialogo.  Anche in questo caso, come accade spesso, abbiamo un bellissimo trailer, ma il film che ne segue non concede quel che il titolo e la presentazione promettono.

Qualche bel colpo di scena risolve dal punto di vista della storia questa pellicola piacevole, ma scarsamente emozionante. Dal 13 ottobre 2016.

Alessandra Cesselon

  • Anno: 2016
  • Durata: 121'
  • Distribuzione: Warner Bros Italia
  • Genere: Thriller
  • Nazionalita: Italia, USA
  • Regia: Ron Howard
  • Data di uscita: 13-October-2016