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Pianeta Mare Film Festival

‘Public Pool’: l’estate in bilico tra sosta e società

Il cortometraggio documentario che arriva al Pianeta Mare Festival e che analizza la lotta per lo svago in una società divisa.

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Public Pool è il cortometraggio documentario di Elizabeth Lo che cattura le dinamiche sociali in una piscina pubblica di Los Angeles. L’opera sarà presentata in Italia al Pianeta Mare Festival, offrendo al pubblico l’occasione di riflettere sul significato di uno spazio ricreativo in una società segnata dalle disparità.

Il lusso sotto il sole clorato

Elizabeth Lo ha ancora una volta dimostrato la sua maestria nel trasformare un luogo comune, apparentemente banale, in un vibrante specchio sociale. Nel suo cortometraggio, la regista ci immerge nell’Hansen Dam Aquatic Center di Los Angeles, un’oasi di cemento e acqua clorata. Non è solo una piscina, ma un campo di battaglia silenzioso. È anche un santuario estivo vitale per centinaia di residenti appartenenti a comunità con risorse economiche limitate. Con i suoi 13 minuti di rigoroso cinema osservazionale, la regista cattura la complessa alchimia di questo spazio. La piscina è un palliativo essenziale contro il caldo, ma storicamente rappresenta un persistente punto di frizione tra privilegio e accesso. L’obiettivo della regista non giudica, ma si limita a fissare con onestà l’energia frenetica dei bambini e la fatica silente degli adulti. Il risultato è un ritratto denso e sfaccettato dell’estate urbana sotto il cielo indifferente della California.

La cristallizzazione delle classi

La vera forza del film risiede nella sua notevole capacità di costruire un mosaico umano vivo e pulsante, senza ricorrere a interviste esplicative o a voci narranti che impongano una lettura. Lo sguardo di Elizabeth Lo si sofferma sull’umanità variegata che affolla l’Hansen Dam: vediamo genitori esausti, che trovano nella piscina l’unica vera pausa dal lavoro e dalle responsabilità; bambini euforici, per i quali l’acqua è pura libertà; e adolescenti che, inevitabilmente, sfidano le regole sotto lo sguardo perennemente teso e vigile dei bagnini. Questa costante vigilanza, tuttavia, non è solo una questione di sicurezza, ma è la chiave di lettura socio-politica del luogo: la piscina è un lusso, sì, ma è un lusso sorvegliato, un piacere precariamente mantenuto in equilibrio tra la potenziale anarchia dell’esuberanza estiva e la fredda necessità dell’ordine pubblico. Attraverso questa osservazione discreta, Lo ci mostra che, persino in un momento di svago apparentemente universale e democratico, le dinamiche di classe ed etnia non si annullano, ma si cristallizzano chiaramente nella densità dei corpi, nei comportamenti e nel confine visibile che separa l’acqua scintillante e pulita dal calore arido della periferia assolata.

Una tregua dall’estate dura

Public Pool è, in definitiva, una meditazione sul tempo sospeso. L’acqua non è solo un elemento rinfrescante; è un agente di stasi, un momento di tregua da una realtà urbana spesso dura. Lo utilizza inquadrature ampie che evidenziano la scala del luogo, per poi stringere sui dettagli: un’espressione stanca, uno schizzo d’acqua euforico. Non c’è dramma forzato, solo la persistenza del quotidiano in un’istantanea di felicità effimera. Elizabeth Lo ci lascia con l’impressione che questa bolla di piacere clorato sia destinata a scoppiare non appena le luci del tramonto si spegneranno, e il corto funge da preziosa registrazione di quell’attimo di lusso democratico prima che tutti debbano tornare al caldo della strada e all’attesa della prossima estate.

Public Pool

  • Anno: 2025
  • Durata: 13'
  • Distribuzione: Sandbox Film
  • Genere: Cortometraggio
  • Nazionalita: Stati Uniti, Regno Unito
  • Regia: Elizabeth Lo