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The Human Voice: in sala il corto di Pedro Almodóvar con Tilda Swinton

Arriva il 13 Maggio l'attesissimo The Human Voice, il cortometraggio di Pedro Almodóvar con Tilda Swinton unica protagonista.

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The Human Voice è un cortometraggio di Pedro Almodóvar con protagonista Tilda Swinton

Il cortometraggio del maestro Pedro Almodóvar è stato presentato fuori concorso alla 77° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Prodotto da El Deseo D.A., S.L.U e distribuito in Italia dal 13 Maggio da Warner Bros. Pictures

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The Human Voice : Almodóvar racconta il suo corto

The Human Voice è liberamente tratto dalla pièce di Jean Cocteau: “Essendo chiaramente infedele per natura, ho dovuto aggiungere “liberamente tratto” a questa versione, perché lo è realmente. Ho mantenuto l’essenziale, la disperazione della donna, l’alto prezzo imposto dalla legge del desiderio che è disposta a pagare, anche quasi a costo della vita. Un cane che piange anch’esso il suo padrone, e alcune valigie piene di ricordi. Il resto, la conversazione telefonica, l’attesa e quello che succede dopo, l’ho adattato al mio modo di concepire una donna contemporanea, pazza d’amore per un uomo che impiega giorni a chiamare per prendere le sue valigie, ma con una sufficiente autonomia morale per non prostrarsi davanti a lui. Non è una donna sottomessa, come nel testo originale. Non può esserlo, visti i tempi in cui viviamo“.
Girato e montato da Almodóvar  subito dopo la fine del lockdown, il cortometraggio si avvale del montaggio di Teresa Font, che ha lavorato con il regista per Dolor y Gloria, e delle luci di José Luis Alcaine, di cui dice: “Alcaine è quello che meglio conosce la mia predilezione per la saturazione e i colori vibranti, e la mia nostalgia per il Technicolor“.
Pedro Almodóvar lavorava all’adattamento di Cocteau da Donne sull’orlo di una crisi di nervi, Ho sempre considerato questo adattamento come un esperimento, un ghiribizzo per mostrare quella che in teatro viene chiamata la quarta parete, e nel cinema il ‘dietro’, cioè la struttura in legno che regge i muri di un set realistico, la realtà materiale di ciò che è immaginario” .

La realtà di questa donna è il dolore, la solitudine, il buio in cui vive

“Ho cercato di rendere il tutto in modo palese, commovente ed eloquente attraverso la (sublime) performance di Tilda Swinton, mostrando fin dall’inizio la sua casa come una costruzione all’interno di un palcoscenico cinematografico” – spiega il regista- ” Mostrandola da tutti i lati, uscendo dall’arredamento realistico e sfruttando tutto lo spazio dello studio, ho ingrandito, per così dire, le dimensioni dell’ambientazione in cui viene eseguito 5 il monologo. Ho mescolato il cinematografico e il teatrale, combinando le loro essenze. Ad esempio, quando Lei è lì che aspetta sulla terrazza, con lo sguardo rivolto verso la città, l’unica cosa che vediamo è un muro (il muro dello studio) che porta ancora i segni di altre riprese. Non c’è orizzonte; il panorama urbano non esiste. Trova solo vuotezza, asprezza e oscurità. Il che mi ha permesso di accentuare la sensazione di solitudine e oscurità in cui vive il personaggio”. 

 

La trama

Una donna guarda passare il tempo accanto alle valigie del suo ex amante (che dovrebbe tornare a prenderle, ma invece non arriverà mai) e a un cane irrequieto, che non capisce che il suo padrone lo ha abbandonato. Due esseri viventi che affrontano l’abbandono. Nei tre giorni di attesa, la donna esce in strada una sola volta, per comprare un’ascia e una tanica di benzina.
La donna attraversa tutti gli stati d’animo possibili: l’impotenza, la disperazione, e la perdita di controllo. Si trucca, si veste come se dovesse andare a una festa, pensa di buttarsi dal balcone, finché il suo ex amante non le telefona: ma è in uno stato di incoscienza, avendo preso un mix di tredici pillole, e non può rispondere alla chiamata. Il cane le lecca il viso finché non si risveglia. Dopo una doccia fredda, ravvivata da un caffè nero come il suo stato d’animo, il telefono squilla di nuovo e questa volta la donna riesce a rispondere.
La ‘Voce Umana’ è la sua, quella del suo amato non si sente mai. All’inizio lei finge di essere calma e di comportarsi in modo normale, ma è sempre sul punto di esplodere di fronte all’ipocrisia e alla meschinità dell’uomo.

The Human Voice è una lezione morale sul desiderio, anche se la protagonista è sull’orlo dell’abisso. Il rischio è una parte essenziale dell’avventura di vivere e di amare. Il dolore è
molto presente nel monologo. Come ho detto all’inizio, si parla dello smarrimento e dell’angoscia di due esseri viventi che piangono il loro padrone – Pedro Almodóvar

The Human Voice: cosa c’è da sapere

  1. L’inizio, prima dei titoli di testa, è come il prologo di un’opera.
  2. La colonna sonora è composta da temi di Gli abbracci spezzati, La mala educación, Parla con lei e Gli amanti passeggeri, rivisitati per questo film.
  3. La voce dell’attrice è la linea guida dell’intero corto
  4. Il film è il primo del regista in lingua inglese
  5. Alberto Iglesias, storico collaboratore di Almodóvar, firma le musiche della colonna sonora

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