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David Fincher risponde dopo vent’anni alle critiche di Paul Thomas Anderson

Paul Thomas Anderson aveva definito "insopportabile" un film come "Fight club". Adesso, a distanza di vent'anni, David Fincher risponde alle critiche mosse dal collega

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Al momento della sua uscita nelle sale Fight club di David Fincher riscosse un enorme successo. Tanto dal pubblico quanto dalla critica il film fu fin da subito acclamato. Come spesso accade, però, ci fu anche qualcuno che andrò contro l’opinione pubblica. Uno su tutti Paul Thomas Anderson che fece parlare di sé a causa delle parole nei confronti del film del collega.

Cosa disse Anderson a Fincher?

In un’intervista fatta nel 2000 a Rolling Stone Anderson aveva dichiarato:

“Vorrei tessere le lodi del film, ma farò solo finta di non averlo visto. È insopportabile e auguro a Fincher di prendersi il cancro ai testicoli visto che ci scherza così tanto sopra.”

Parole molto pesanti quelle del regista di opere quali Il petroliere, Vizio di forma, Il filo nascosto. Sul momento il suo collega non aveva reagito né risposto alle provocazioni, dovute anche in parte al poco successo ottenuto da Magnolia, uscito in contemporanea al thriller di Fincher.

David Fincher

La risposta di David Fincher dopo 20 anni.

In occasione del ritorno sullo schermo con Mank, David Fincher è tornato sulle parole di Anderson dicendo:

“Anche io ho affrontato il cancro con una persona che amo e posso capire se qualcuno ha pensato… Non pensavo che ci stessimo prendendo gioco di chi è guarito dal cancro o di chi ne è vittima. Penso che quello che voleva mostrare Chuck (Palahniuk, autore del libro su cui è basato il film) fosse parlare di un ambiente terapeutico che viene infiltrato o rovinato. Stavamo parlando di vampirismo legato all’empatia.”

Ma le dichiarazioni non sono finite qui e Fincher ha ripreso il discorso del collega:

“Il cancro è duro. È una gran brutta cosa. E capisco l’affermazione di Paul. Se sei in uno stato emotivo non facile e hai appena passato un momento complesso… Mio padre è mancato e questo ha sicuramente cambiato la mia visione della morte e della sofferenza. E probabilmente a mio padre Fight club è piaciuto ancora meno che a Paul.”

Speriamo che adesso il confronto fra i due avvenga solo e soltanto sullo schermo con nuovi progetti e tanto bel cinema per tutti.

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