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THE BOYS: recensione della serie tv su Amazon Prime, aspettando la seconda stagione in streaming

I Sette sono un gruppo di superumani al servizio del governo: solo qualche agente della CIA sa che in realtà usano il potere per i loro comodi, e cercano di fermarli

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Probabilmente, tradurre l’immaginario folle e visionario di Garth Ennis (o meglio, far diventare immagini il caos immaginifico, violento e surreale che è nel suo cervello) in una serie tv deve essere stata una sfida ardua per Eric Kripke, Evan Goldberg e Seth Rogen: il fumetto, della Wildstorm prima e Dynamite Entarteinment dopo, è un’eruzione continua di scorrettezze e colpi bassi, come raramente si vede in tv. Anzi, la sfida era tripla, in questi tempi dove il politicamente scorretto è un vero e proprio campo minato, e il confronto tra serie tv e controparte cartacea è impietoso e durissimo. Ma il The Boys, disponibile ora su Amazon Prime Video e con una seconda stagione ai nastri di partenza il 4 settembre, è un esperimento folle e riuscito, che non dimentica le sue origini letterarie ma sa darsi un’impronta personale.

Certo, la storia del gruppo di antieroi della CIA che cercano di minare alla base il supergruppo governativo per eccellenza, i Sette, è aggiornata e declinata con forme e tempi diversi, proprio come deve fare un adattamento intelligente: certo è che riesce a mantenere quella carica corrosiva che è il marchio di fabbrica di Ennis (autore, ricordiamo, di almeno un altro fumetto di culto –The Preacher– diventato serie per la AMC), mantenendo freschissime le intuizioni dell’autore specialmente se si considera la natura fortemente politica dell’opera, che ha reso necessari alcuni aggiustamenti di trama che hanno però fatto sì che The Boys suonasse come perfettamente attuale, anzi di più.

The Boys, è un’ode alla violenza e alla scurrilità, nel modo in cui di questi temi il postmoderno si è fatto bandiera: la messa in scena della violenza per puntare il dito contro la violenza è uno degli stratagemmi più vecchi al mondo, eppure la creatura di Rogen utilizza ogni metodo metanarrativo per farsi accattivante nonostante (o forse proprio per) la sua grettezza, il suo essere cruda, sporca e spiazzante. Perché poi fondamentalmente The Boys è uno dei ritratti più disillusi del capitalismo sfrenato e del potere che alimenta gli impulsi più depravati che ognuno di noi nasconde a sé stesso sotto la corazza etica.

Ed è proprio il ritratto del capitalismo all’ennesima potenza che presta il fianco ad una storia di revisionismo supereroico: quanto mai attuale nel 2020, anno di censure e crociate antirazzismo nell’America che ha creato il concetto stesso di vigilantismo, nel quale è insito l’uso della violenza per farsi giustizia da sé.

I supereroi di The Boys sono istituzionalizzati: ma l’alta carica raggiunta destabilizza lo spettatore quando mette in scena l’assoluta mancanza di freni inibitori. I Sette sono cattivi e amorali, fanno sesso con chi vogliono e salvano chi vogliono loro, usano il potere della legge per sfamare ogni loro più basso istinto e sono perfettamente integrati nel meccanismo politico statunitense. È quindi proprio il modo eccellente con cui la serie Amazon dipinge la decostruzione dell’eroe ad opera del capitalismo, anche grazie ad un uso intelligente dei personaggi e ad un altrettanto intelligente costruzione dei loro contorni psicologici, in un vertiginoso susseguirsi di quadri che variano dall’assurdo al perverso, con una sapiente gestione del ritmo e con una consapevolezza del quadro generale ottima.

Da non sottovalutare il fatto che la serie di Rogen, così come l’opera di Ennis, non sono un semplice Je accuse che si fa forte di parolacce e gesti forti: The Boys mette continuamente in campo argomenti e temi delicatissimi indagando sui confini tra bene e male, legale ed illegale, andando fino in fondo al senso dei concetti base dell’etica e della morale e evidenziando come gli opposti si giustifichino a vicenda.

L’esasperazione del lato più vergognoso dell’essere umano non è fine a sé stessa, né un mero espediente narrativo: ma perfettamente funzionale alla tesi per cui il superuomo nicciano, figura metaforica che rappresenta l’uomo che diviene sé stesso in una nuova futura epoca contrassegnata dal nichilismo, non ha bisogno di umanizzazioni, perché già profondamente umano del suo essere avidamente legati al desiderio di prevalsa.

In attesa della seconda nuova stagione, dal 4 settembre sempre su Amazon Prime Video.

 

THE BOYS

  • Anno: 2019
  • Durata: 10 episodi
  • Distribuzione: Amazon Prime Video
  • Genere: revisionismo supereroico
  • Nazionalita: Stati Uniti
  • Regia: aavv
  • Data di uscita: 26-July-2019
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