Intervista a Richard Dale e Peter Webber, registi di Earth – Un giorno straordinario

Abbiamo intervistato i due registi di Earth – Un giorno straordinario: il vincitore di un EMMY e di un BAFTA Richard Dale e Peter Webber, che i più ricorderanno dietro la macchina da presa per La ragazza con l’orecchino di perla e Hannibal Lecter – Le origini del male. il 22, 23 e 24 aprile, proprio nei tre giorni a cavallo della Giornata Mondiale della Terra, sarà nelle sale con Koch Films

Master of None, o della capacità di dire molto senza quasi darlo a vedere

Lo scopo principale di Master of None non è mai stato quello di strappare risate, sebbene ci riesca eccome, quanto piuttosto di riflettere in modo leggero sugli stereotipi socio-culturali che il colore della pelle continua tutt’oggi ad innescare, anche in un’America reduce da otto anni di presidenza Obama

john wick 2

John Wick – Capitolo 2

Molto del merito della riuscita del film va ascritto senza alcun dubbio allo stesso Keanu Reeves, abile nel regalare sprazzi di umanità dolente a un lupo solitario così granitico che, in mano ad altri attori, avrebbe facilmente rischiato di sfiorare il ridicolo involontario. Il resto ce lo mette Stahelski con una regia muscolare e, al tempo stesso, raffinata che non si/ci concede neanche un attimo di tregua

Slam – Tutto per una ragazza

Il ritorno alla regia di Andrea Molaioli, a cinque anni dal sottovalutato Il gioiellino, è la rischiosa trasposizione dell’omonimo romanzo di Nick Hornby, uno degli scrittori più saccheggiati dal cinema contemporaneo. Slam – Tutto per una ragazza è un tentativo per lo più riuscito di riportare la sfera di interesse sui giovani dopo anni in cui sembravano spariti o fuori fuoco, relegati a irritanti figurine di contorno

Bleed – Più forte del destino

L’intuizione di Ben Younger (regista che torna dietro la macchina da presa a più di dieci anni dal suo precedente film, Prime) è di ibridare il genere (quello della boxe) con un altro filone che persegue sostanzialmente lo stesso fine, ossia quello della disabilità come scoglio che si frappone tra il protagonista e il suo scopo. Bleed – Più forte del destino diventa così una sorta di antologia per immagini le cui diverse influenze si palesano, perfettamente riconoscibili, man mano che la storia va avanti

Intervista a Valeria Bilello

Valeria Bilello è la dimostrazione di come si possano attraversare contesti tra loro anche antitetici senza rimanerne in alcun modo connotata a vita. Adesso è al cinema, insieme a Marco Giallini e Alessandro Gassmann, in Beata ignoranza di Massimiliano Bruno e abbiamo colto l’occasione per farci due chiacchiere

Beata ignoranza

Sebbene lontano (e per fortuna) dalle fastidiose velleità sociali di Gli ultimi saranno ultimi, da Beata ignoranza era lecito aspettarsi di più, sia in termini puramente comici che nel suo tentativo di interpretare una realtà troppo complessa per essere racchiusa nel giochino dei pro e dei contro

La battaglia di Hacksaw Ridge

La battaglia di Hacksaw Ridge è un film basato su fatti realmente accaduti, dal taglio iperclassico, che contiene al suo interno tutti i principali topoi del cinema gibsoniano, sia nel bene che nel male: dall’insistita monodimensionalità dell’impianto narrativo al fervore profondamente cristiano che anima il protagonista. Sì, perché la parabola dell’obiettore di coscienza Desmond Doss non è altro che una declinazione bellica de La passione di Cristo

Split

Split è uno di quei film che ruotano tutti attorno alla straordinarietà dell’oggetto che descrive. Il risultato è, paradossalmente, l’opera più lineare di M. Night Shyamalan, oltre che la più cupa. Un thriller che si finge psicologico ma che, fin da subito, abbandona la componente patologica per affrontare le diverse personalità del protagonista come fossero davvero villain differenti

Masterclass con M. Night Shyamalan

M. Night Shyamalan è un autentico fiume in piena. Durante l’affollatissima masterclass seguita all’anteprima del suo ultimo film Split, l’autore di opere considerate ormai classici come Il sesto senso o The Village parla a briglia sciolta della sua idea di cinema, trasmettendo al pubblico un amore viscerale verso ciò che sembra vivere più come un atto di fede che non come un mestiere

Non c’è più religione

Non c’è un solo momento in Non c’è più religione in cui si rida di gusto o, d’altro canto, si sia spinti a riflettere da una qualche angolazione inedita su un argomento spinoso – e in ogni caso topico – come quello del razzismo. Di rado in Italia si è visto un tentativo di commedia dalle pretese “sociali” (tra moltissime virgolette) così poco riuscito

È solo la fine del mondo

Xavier Dolan, giunto al sesto film, rimescola le carte del suo cinema partendo da un testo non suo (ma tratto da una pièce di Jean-Luc Lagarce, morto di AIDS nel ‘95) e il risultato è, paradossalmente, quanto di più dolaniano fosse lecito aspettarsi. Della maturità stilistica del ventisettenne Dolan si dice ormai già da anni, ma qui la sua sensibilità di autore si fa impressionante

Animali notturni

Contraddistinto da un accumulo parossistico di pathos che sembra non voler sfociare mai in un vero e proprio climax, Animali notturni è un film complesso e impeccabile, splendidamente montato – e non potrebbe essere altrimenti, visto il coinvolgimento di Joan Sabel, già responsabile del montaggio di Kill Bill – e interpretato da un quartetto di attori in stato di grazia

Che vuoi che sia

Alla fine, come spesso accade, le sorprese migliori arrivano da dove meno te lo aspettavi. È così che Edoardo Leo, al suo quarto film da regista, riesca a centrare proprio i due obiettivi che la stragrande maggioranza del cinema italiano (non per forza solo di intrattenimento), negli ultimi anni, ha mancato con puntualità quasi sistematica

Sausage Party – Vita segreta di una salsiccia

Sausage Party – Vita segreta di una salsiccia è una delle cose più divertenti che vi possa capitare di vedere quest’anno. Un compendio di comicità scurrile (ma mai realmente volgare) che solo incidentalmente assume la forma di un cartoon e che nulla ha a che fare con l’universo dell’entertainment per l’infanzia. Ed è bene ribadire quest’ultimo concetto, giusto per risparmiare a eventuali genitori distratti di figli piccoli una pessima sorpresa

The Accountant

The Accountant è ben lungi dall’essere un capolavoro del genere. È cinema medio, di quello godibile ma che difficilmente lascia traccia di sé. Del resto, per restare su Gavin O’Connor, alzi la mano qualcuno che ricordi la trama di Pride and Glory – Il prezzo dell’onore

Bridget Jones’s Baby

Al netto di dissertazioni vagamente sociologiche, questo terzo capitolo del diario di Bridget Jones finisce con l’essere non solo il più divertente dei tre film realizzati finora, ma in assoluto una delle cose più divertenti viste nel 2016. Due ore di leggerezza senza cadute o rallentamenti di sorta, talmente concentrate nel perseguire il fine più propriamente ludico da mettere in secondo piano anche il coté romantico

I magnifici sette

I magnifici sette mantiene buona parte delle sue promesse di intrattenimento di lusso. Alla fine gli si perdona anche il suo essere così dannatamente classico, trattandosi del remake di quello che forse è il più classico dei film western. Perché Fuqua molto semplicemente non utilizza il genere come filtro formale per parlare d’altro ma lo sposa, assoggettandovisi in maniera forse anche un po’ supina, in nome dello spettacolo

Blair Witch

Piuttosto che reinventare la leggenda della strega di Blair, Adam Wingard si limita a dare giusto una svecchiata al concetto di found-footage. Accade dunque che Blair Witch, con il suo strutturatissimo montaggio, alla fine risulti qualcosa di simile a un film che imita l’amatoriale che a sua volta imita un film. In definitiva un po’ poco per legittimare la riesumazione di un franchise che aveva comunque fatto ampiamente il suo tempo

Elvis & Nixon

Il vero valore aggiunto di questo Elvis & Nixon non risiede nella scrittura e nemmeno in una regia – scolastica ai limiti del paratelevisivo – che si limita a seguire gli eventi senza alcun particolare guizzo, ma è tutto racchiuso nell’interpretazione magistrale dei suoi due attori protagonisti

Il Clan

Un anno esatto. Tanto c’è voluto per vedere anche da noi uno dei film-rivelazione della scorsa Mostra del Cinema di Venezia (oltre che Leone d’Argento alla miglior regia) e, malgrado Il Clan arrivi in sala in un periodo dell’anno in cui, se si va al cinema, lo si fa giusto per vedere il blockbuster di turno, sarebbe comunque il caso di non perderlo

Suicide Squad

Il difetto maggiore di Suicide Squad riguarda il non aver sfruttato appieno il suo personaggio più forte: quel Joker interpretato da Jared Leto. Ciò che resta è uno strano patchwork che manca di coraggio ma porta comunque a casa il risultato e, cosa assai importante dopo Batman v Superman: Dawn of Justice, non annoia

Paradise Beach – Dentro l’incubo

Paradise Beach – Dentro l’incubo è cinema di serie B, ma di quello fatto bene: privo di qualsivoglia svolazzo autoriale e, al limite, anche un po’ cafone per certe scelte estetiche, ma secco e teso nel suo concentrarsi esclusivamente sull’accumulo progressivo di pathos lasciando l’introspezione psicologica fuori dallo schermo

Ghostbusters

Evidentemente incapace di fronteggiare, sul versante più propriamente action, un universo linguistico ormai perfettamente codificato come quello della Marvel e dei blockbuster di ultima generazione, Ghostbusters decide di puntare tutto sul fronte dell’ironia, col risultato di apparire più come una costosissima commedia che non come un fantasy dai risvolti ironici. E’ comunque importante segnalare come questo nuovo Ghostbusters svolga il suo compito in modo perfetto, divertendo e solleticando il senso di amarcord che è alla base dell’intero progetto

Star Trek Beyond

L’intuizione che porta Star Trek Beyond ad essere non solo all’altezza dei due precedenti film, ma addirittura a superarli in termini di puro entertainment, è l’azzeramento totale di qualsiasi momento di stasi. Si esce dalla sala pienamente appagati, con la sensazione che il vero gioiello sci-fi di questa stagione cinematografica sia questo Star Trek Beyond

La notte del giudizio – Election Year

Ciò che convince di più in questo La notte del giudizio – Election Year è la sua capacità di generare del sano intrattenimento partendo però da certe istanze sociali tipiche del filone blaxploitation (l’elemento razziale nel film è centrale) e ibridandole con il miglior artigianato eighties. Il film di DeMonaco funziona alla perfezione anche come puro oggetto di entertainment, forte di uno script tesissimo e privo di tempi morti e di una regia mai banale

It Follows

David Robert Mitchell si prende i suoi rischi e realizza un’opera seconda che, pur prendendo le mosse da alcuni dei luoghi comuni che chiunque bazzichi il cinema “di paura” conosce a menadito, ragiona sui meccanismi del perturbante con una lucidità di sguardo sconosciuta a molti autori ben più navigati, James Wan compreso. It Follows è, a conti fatti, molto di più di un riuscito film horror. E David Robert Mitchell un giovane autore da tenere assolutamente d’occhio

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