FuoriCampo: intervista al collettivo Melkanaa

Scandito in tre capitoli, corrispondenti ad altrettante fasi di una partita di calcio, Attacco, Centrocampo e Difesa, il documentario girato dal collettivo Melkanaa, formato di giovani specializzandi dell’Università di Roma Tre, racconta le vicissitudini di alcuni immigrati africani che, mentre si applicano per richiedere una domanda d’asilo o un permesso di soggiorno temporaneo, cercano un possibile futuro e un’integrazione nel paese ospitante nel gioco del calcio, con la speranza di farne il proprio lavoro, di arrivare al successo e di arricchirsi, lasciandosi così alle spalle la povertà da cui sono fuggiti

L’ingiustizia del potere: intervista a Silvia Giulietti e Giotto Barbieri registi di La morte legale

Attraverso le testimonianze di storici dell’età contemporanea e del cinema, nonché del regista Giuliano Montaldo e del compositore Ennio Morricone, Silvia Giulietti e Giotto Barbieri ripercorrono la genesi del film uscito nel 1971, in un periodo particolarmente travagliato della nostra storia recente. Il documentario affronta dunque il tema quantomai attuale dell’intolleranza, della violenza e dell’odio di stato, tanto nella prospera America degli anni venti del secolo scorso quanto nell’Italia dei primi anni settanta

Laissez bronzer les cadavres!, il nuovo film del duo registico Hélène Cattet-Bruno Forzani al ToHorror Film Festival

Giunta al suo terzo lungometraggio, dopo Amer (2009) e Lacrime di sangue (L’étrange couleur des larmes de ton corps, 2013), la coppia di registi Hélène Cattet-Bruno Forzani lascia momentaneamente il fantastico e gira un noir surreale e visionario. Laissez bronzer les cadavres! passa ora in concorso al ToHorror di Torino, l’appuntamento annuale che il capoluogo piemontese dedica al giallo e all’horror

Girl di Lukas Dhont, il film vincitore della Caméra d’Or allo scorso Festival di Cannes, arriva nelle sale

Vincitore di numerosi premi, fra cui la Caméra d’Or per la miglior opera prima, per la miglior interpretazione nella sezione Un certain régard e del premio Fipresci della critica internazionale all’ultimo Festival di Cannes, il film del regista belga, esordiente nel lungometraggio, ritrae con vicinanza e attenzione e insieme col necessario distacco e pudore un personaggio quantomai complesso e sfaccettato, vero centro dell’opera e suo cuore pulsante

Vincitore dell’ultimo Festival del cinema norvegese, Thelma di Joachim Trier è un film sospeso tra fantastico e giallo psicologico

Vincitore dell’ultimo Festival del cinema norvegese, il film riprende un personaggio ben noto del genere fantastico, quello dell’adolescente dotata di poteri mentali che non conosce e non sa controllare, e unisce efficacemente l’approfondimento psicologico ad un’atmosfera oppressiva e inquietante, con alcune invenzioni registiche di particolare effetto che dimostrano una notevole ispirazione e una compiuta padronanza del linguaggio cinematografico

Con The Happy Prince Rupert Everett mette in scena un ritratto credibile di Oscar Wilde

Il valore di The Happy Prince di Rupert Everett consiste nella capacità di creare e rendere sempre autentico e credibile un personaggio che ha avuto, sul palcoscenico e sul grande schermo, innumerevoli incarnazioni: nel saper tratteggiare un protagonista a tutto tondo, sfaccettato e complesso, la cui emotività par quasi traboccare dallo schermo e riversarsi, impetuosa e disperata, sullo spettatore.

I segreti di Wind River di Taylor Sheridan: una nuova e interessante narrazione del mito della frontiera, fondativo della cultura americana

Vincitore del premio per la miglior regia nella sezione Un certain regard all’ultimo Festival di Cannes, I segreti di Wind River di Taylor Sheridan è un solido poliziesco dall’atmosfera western, che recupera uno dei temi essenziali del cinema statunitense: il mito della frontiera, fondativo della cultura americana, ritorna al centro della narrazione cinematografica

The Lodgers di Brian O’Malley, uno dei più interessanti film che il cinema dell’orrore abbia offerto in questi anni

Concentrandosi più sulla creazione di un’atmosfera gotica venata di allusioni morbose che sulla sorpresa e lo spavento, The Lodgers di Brian O’Malley racconta una storia che contiene molti temi della tradizione fantastica, da quella cinematografica a quella letteraria e, grazie a una regia essenziale e a qualche efficace invenzione visiva, riesce a creare un suggestivo clima di mistero e d’angoscia che diviene sempre più avvolgente nel finale

Bigfoot Junior: il nuovo film di animazione del belga Ben Stassen, oltre a essere assai riuscito tecnicamente pone interessanti spunti di riflessione

Per il suo sesto film il belga Ben Stassen, uno dei più importanti registi nel campo del cinema d’animazione in 3d, sceglie di raccontare un personaggio canonico del folclore americano come il Bigfoot, il misterioso uomo scimmia che abita nelle foreste e nelle regioni fredde degli Stati Uniti e del Canada. Sul piano tecnico quello Bigfoot Junior si rivela un traguardo pienamente raggiunto e molti sono gli spunti di riflessione che fornisce allo spettatore

Tre manifesti a Ebbing, Missouri: pur certamente efficace, il film di Martin McDonagh non possiede quell’autentico rigore morale per assurgere al ruolo di coscienza critica della società americana che mette in scena

Vincitore di quattro Golden globe, Tre manifesti a Ebbing, Missouri si trova la strada spianata verso gli Oscar, forte dei premi conquistati e del consenso di gran parte della critica americana. Eppure il film di Martin McDonagh non possiede quell’autentico rigore morale per assurgere al ruolo di coscienza critica della società americana che mette in scena

Corpo e anima di Ildikó Enyedi, un’opera di rara profondità e consapevolezza del linguaggio cinematografico

Corpo e anima è un’opera quanto mai ambiziosa e colma di significato, girata con uno stile che ben s’adatta all’atmosfera algida e a tratti ostile che permea l’ambientazione del dramma. Un film di rara profondità e consapevolezza del linguaggio cinematografico, saggiamente adoperato per svelare l’intimità più segreta dei personaggi attraverso l’utilizzo di un procedimento retorico quale l’allegoria

Flatliners: un rifacimento, non all’altezza, di Linea Mortale di Joel Schumacher

Flatliners somiglia più a un rifacimento che a una nuova versione di Linea Mortale di Joel Scumacher. Si limita a mutuare pedissequamente (a cominciare dal titolo e finanche nei dialoghi e nelle situazioni) la lezione del prototipo: di per sé non eccelsa, ma almeno più capace di questa d’intrattenere e divertire, specie lo spettatore ben disposto verso il genere

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