Il consigliori e Holocaust 2000: dal Tomas Milian della mafia al Kirk Douglas fanta-horror

 

Scomparso nel 2015 all’età di ottantacinque anni, il romano Alberto De Martino rientra in quello stuolo di artigiani nostrani della Settima arte che, attraverso una carriera dietro la macchina da presa iniziata nei primi anni Sessanta – ma dopo qualche esperienza di attore e di assistente alla regia – e interrottasi nel 1985 con il thriller 7, Hyden Park: la casa maledetta, hanno saputo affrontare un po’ tutti i generi cinematografici.

Con ventotto titoli inclusi, infatti, la sua filmografia spazia da Il gladiatore invincibile al fanta-horror Miami golem, passando per Django spara per primo, L’anticristo, il supereroistico L’uomo puma e Il consigliori, ora riscoperto da 01 Home Entertainment e Twelve Entertainment su supporto dvd.

FrancescoLomuscio_Taxidrivers_Il consigliori_De Martino

Datato 1973, ne è protagonista il mitico Tomas Milian nei panni dell’ex consigliori di un boss che domina la malavita di San Francisco e che, uscito dal giro per rifarsi una vita insieme all’amata incarnata da Dagmar Lassander, viene nuovamente richiamato al proprio fianco dal vecchio capo per respingere l’attacco della famiglia di un malavitoso avversario, ovvero il buñueliano Francisco Rabal.

Vecchio capo dalle fattezze del vincitore del premio Oscar MartinPsychoBalsam e che lo porta a combattere l’ultima decisiva battaglia in Sicilia, nel corso di oltre un’ora e mezza di visione che, concepita nel periodo in cui l’Italia cominciava a puntare sul filone poliziottesco, si riallaccia, in realtà, alla tendenza dei mafia movie dovuta al successo riscosso da Il padrino di Francis Ford Coppola.

Quindi, con una efficace colonna sonora a firma di Riz Ortolani ad accompagnare il tutto, non solo non mancano inseguimenti automobilistici degni di nota, ma, tra innocenti e criminali, gli spargimenti di cadaveri si consumano in particolar modo durante sparatorie costruite a dovere e guardando in maniera evidente a quelle dei film western.

FrancescoLomuscio_Taxidrivers_Holocaust 2000_De Martino

Ma non si tratta dell’unica fatica di De Martino che 01 e Twelve recuperano dal dimenticatoio in formato digitale, in quanto, cambiando totalmente ambito, provvedono a rendere disponibile su disco anche Holocaust 2000, risalente al 1977 e impreziosito anch’esso da un ricco cast di nomi noti.

Perché è il tre volte candidato agli Academy Awards Kirk Douglas a ricoprirvi il ruolo di un ingegnere che, intento a costruire una potentissima centrale termonucleare in un paese del Terzo Mondo, prima stringe un’affettuosa amicizia con l’ambigua giornalista Sara alias Agostina Belli, poi, tornato a Londra, comincia ad essere tormentato da non pochi imprevisti.

Imprevisti che vanno dalla contestazione di un gruppo di antinuclearisti ad un attentato presso un party, dove neppure la morte della moglie Virginia McKenna – contraria al progetto – lo convince ad abbandonare il lavoro che ha iniziato.

Con Ivo Garrani, Adolfo Celi, il Romolo Valli de Il gattopardo e l’Anthony Quayle di Anna dei mille giorni compresi tra gli attori, però, la particolarità dell’operazione – oltretutto musicata da Ennio Morricone – emerge dall’atipica scelta di fondervi al proprio interno più generi, con la chiara intenzione di fornire anche un chiaro (sotto)testo d’impegno ecologico.

Del resto, man mano che il protagonista coinvolge un sacerdote perché intuisce qualcosa di demoniaco che lo perseguita e che potrebbe essere legato ad un figlio che sta per nascergli, appaiono evidenti i rimandi a Il presagio di Richard Donner, dell’anno precedente; sebbene, complice soprattutto la tematica tecnologica di base, ci troviamo più dalle parti della fantascienza che dell’horror puro.

E non risultano assenti neppure le morti in circostanze violente di chiunque tenti di ostacolare la costruzione della centrale… mentre il respiro generale non sembra discostarsi da quello apocalittico che caratterizzò determinati disaster movie sfornati nello stesso decennio.

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Utlima modifica: 14 luglio, 2017



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