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Bergamo Film Meeting

‘The Frog and the Water’: la dolce fiaba di un avventura silenziosa

The Frog and the Water: l'incontro surreale tra un ragazzo tedesco e un taciturno giapponese fa nascere un rapporto intimo quasi fraterno

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The Frog and the Water: un road movie dolce e dai colori caldi, in cui un incontro improbabile fa nascere un rapporto fraterno e emotivo

Fiaba contemporanea consolatoria e dai toni sommessi, The Frog and the Water segna il ritorno di Thomas Stuber nel concorso principale del Tallinn Black Night Film Festival. Tale pellicola è stata proiettata al Bergamo Film Meeting 2026 all’interno della Mostra Concorso, la sezione competitiva dedicata ai nuovi lungometraggi di finzione del cinema contemporaneo. 

L’opera, una produzione tedesca che intreccia il road movie con la favola umanistica, è stata proiettata in versione originale con sottotitoli italiani e inglesi, in anteprima italiana, come previsto dal regolamento della sezione competitiva del festival. 

La Mostra Concorso del Bergamo Film Festival seleziona ogni anno un numero limitato di film internazionali, generalmente sette, scelti per la loro originalità stilistica e narrativa. La presenza del film nel programma del festival lo colloca dunque tra le nuove proposte del cinema europeo contemporaneo. 

Come nasce l’idea di The Frog and the Water?

L’idea di The Frog and the Water nasce nel 2018, quando Thomas Stuber, presente alla Berlinale con In the Aisles, riceve dalla casa di produzione Pandora Film una sceneggiatura di Gotthart Kuppel. Il regista lavora a lungo per rielaborarla, fino a quando il film non prende forma, rappresentando una svolta rispetto ai suoi lavori precedenti, spesso legati alla storia  della Germania dell’Est. Ad attirarlo al progetto è stata la storia insolita e profondamente umana, che racconta ancora una volta personaggi ai margini della società, tema ricorrente nel suo cinema. 

The Frog and the Water: un ponte culturale tra Giappone e Germania

Per costruire un ponte culturale tra Germania e Giappone è stato fondamentale il contributo della co-sceneggiatrice Hyoe Yamamoto. Conosciuta nel 2019, si è rivelata una figura essenziale per rendere la sceneggiatura autentica dal punto di vista culturale. Il regista ha inoltre approfondito il proprio interesse per il Giappone viaggiando nel paese e studiandone la cultura, indagine che si riflette nella sua opera The Frog and the Water. Tuttavia, questo avvicinamento non è assolutamente facile data la complessità della realtà giapponese. In questo senso, il personaggio di Buschi incarna la forza della storia: non si interroga sulle differenze culturali, ma semplicemente cerca il proprio posto nel mondo.

The Frog and the Water: un road movie dolce e dai colori caldi, in cui un incontro improbabile fa nascere un rapporto fraterno e emotivo

The Frog and the Water: un road movie dolce e dai colori caldi, in cui un incontro improbabile fa nascere un rapporto fraterno e emotivo

Il passaggio da una vita monotona a un’avventura silenziosa

La narrazione segue le vicende di Stefan Busch, soprannominato Buschi, (Aladdin Detlefsen, premiato al Tallinn come migliore attore), un giovane con sindrome di Down. La vita del protagonista, che non ha mai parlato, scorre immutabile in una residenza assistita. Buschi prova una grande fascinazione per l’acqua, ma la sua assistente gli impedisce di andare a nuotare con gli altri residenti e gli tiene compagnia guardando film vecchi giapponesi. 

Durante un’uscita di gruppo per andare a fare shopping, Buschi si allontana e finisce per confondersi con una comitiva di turisti giapponesi in visita in Germania. Un incipit volutamente improbabile, la quale si aspetta che lo spettatore abbandoni la sua incredulità per entrare nel registro fiabesco del film. 

Stuber costruisce così una narrazione in cui la plausibilità narrativa passa in secondo piano rispetto alla verità emotiva dei personaggi, protagonista della narrazione. Il cuore della pellicola è costituito dall’incontro tra Buschi e il taciturno Hideo Kitamura (Kanji Tsuda), uno dei turisti giapponesi che, accortosi della presenza del ragazzo, decide di non denunciare subito la scomparsa ma di prendersi cura di lui. Da questo incontro nasce una relazione fragile e silenziosa: due solitudini che si riconoscono senza bisogno di parole. 

Uno studio formale volto a rappresentare un forte legame tra i protagonisti

Stuber traduce questo legame, che acquista progressivamente i connotati di un rapporto fraterno, attraverso precise scelte formali. Una delle quali sta nello studio attento delle inquadrature, che tendono a collocare i due personaggi nello stesso campo visivo. Predilige spesso i campi medi e lunghi e luoghi che collocano i personaggi all’interno di un paesaggio o di spazi urbani ordinari, sottolineando l’errare dei protagonisti. Questa composizione condivisa dell’immagine suggerisce una progressiva costruzione del’’intimità: inizialmente i due appaiono distanti all’interno del quadro, mentre durante il racconto la messa in scena li avvicina, privilegiando inquadrature più raccolte e frontali. 

L’importanza dell’assenza del linguaggio

In The Frog and the Water, il linguaggio, e soprattutto la sua assenza, diventa uno degli elementi centrali della costruzione narrativa. Il silenzio di Buschi non rappresenta soltanto una caratteristica del personaggio, ma un espediente drammaturgico che costringe il film a costruire il senso altrove, nei gesti, negli sguardi e nei tempi morti.

La comunicazione tra il giovane tedesco e il turista giapponese si sviluppa così in una dimensione quasi preverbale, fatta di piccoli rituali quotidiani e di una progressiva fiducia reciproca. Il silenzio, in questo modo, diventa lo spazio in cui può sbocciare e fiorire la relazione tra i due personaggi, trasformando la loro fuga in un percorso di riconoscimento emotivo più che una vera avventura narrativa. 

The Frog and the Water: un road movie dolce e dai colori caldi, in cui un incontro improbabile fa nascere un rapporto fraterno e emotivo

The Frog and the Water: un road movie dolce e dai colori caldi, in cui un incontro improbabile fa nascere un rapporto fraterno e emotivo

The Frog and the Water: il fiorire di un rapporto attraverso l’imitazione

Nella pellicola, il mimetismo rappresenta uno degli elementi più interessanti sul piano simbolico e relazionale. Thomas Stuber, in una intervista per Variety, ha dichiarato di essersi ispirato a questo fenomeno osservandolo sia in natura sia nel comportamento umano. Imitare l’altro diventa, infatti, una delle modalità più elementari e spontanee attraverso cui Buschi si relaziona con Hideo. In The Frog and the Water il mimetismo diventa quindi una strategia di adattamento o di conoscenza: attraverso piccoli atti di imitazione il giovane riesce a stabilire progressivamente un contatto con Kitamura, contatto che non sarebbe stato possibile attraverso la comunicazione verbale. 

The Frog and the Water: il simbolismo dell’acqua e della rana

Un elemento molto importante all’interno della narrazione è costituito dall’acqua: essa ha un valore simbolico discreto ma significativo, diventando una metafora della trasformazione interiore dei personaggi. Come suggerisce già il titolo, l’acqua rappresenta uno spazio fluido e instabile, opposto alla rigidità della routine da cui proviene Buschi. 

Allo stesso tempo l’acqua evoca l’idea dell’adattamento: come una rana che trova il proprio habitat naturale nell’acqua, Bushi attraversa un processo di integrazione in un contesto a lui estraneo. In questa prospettiva il viaggio con Hideo si trasforma in una sorta di corrente che trascina entrambi i personaggi verso una forma inattesa di equilibrio. 

 Il simbolismo dell’acqua, sul piano figurativo, si lega anche alla dimensione contemplativa del film. Il racconto procede per scorrimento lento, per accumulo di piccoli eventi evocando quasi una qualità liquida della narrazione. In questo senso, tale elemento si pone come l’immagine di una narrazione che privilegia la fluidità emotiva e l’apertura all’imprevisto.  

Un impianto visivo e sobrio capace di trasmettere lo sviluppo emotivo dei personaggi

Dal punto di vista formale, il film non mira a un’eccezionale virtuosità, ma al costruire un impianto visivo sobrio e contemplativo. La fotografia di Filip Zumbrunn e la scenografia di Jenny Roesler creano un universo caldo e discreto, che privilegia tonalità morbide e ambienti quotidiani senza mai sottrarre l’attenzione concentrata sui personaggi. L’impianto visivo rimane quindi funzionale alla dimensione umana del racconto, lasciando che siano i gesti e le presenze dei personaggi principali a guidare lo sguardo dello spettatore.

A emergere con maggiore forza è invece la dimensione sonora. La colonna musicale, tra gli elementi più curati del progetto, trova un motivo ricorrente in Echo Sax di Caleb Arredondo. Le sue inflessioni soft jazz accompagnano il percorso di Buschi e Hideo come una presenza discreta ma costante. Una linea melodica errante che riflette il carattere improvvisato del loro viaggio e ne modula il ritmo emotivo. Le note del sax diventano così una sorta di eco sentimentale del racconto, creando un’atmosfera sospesa e malinconica.  

In definitiva, The Frog and the Water si configura come un piccolo racconto dolce e affettuoso sulle affinità improbabili e sul quieto coraggio necessario per uscire al di fuori degli schemi della quotidianità.

Leggi altro sui Film Festival del 2026 qui

The Frog and the Water

  • Anno: 2025
  • Durata: 113'
  • Genere: commedia
  • Nazionalita: Germania
  • Regia: Thomas Stuber