Torino accende le luci del SeeYouSound 2026 con un’apertura dichiaratamente tematica.
La 12ª edizione, in programma dal 3 all’8 marzo al Cinema Massimo, sceglie dunque una serata inaugurale che mette al centro un’idea precisa: il suono come generatore di immagini. O meglio, lo scenario come punto di partenza.
Per inaugurare il Festival ha scelto di aprire con una serata speciale intitolata “Casino Royale – Suono/Visione/Suono”, costruita attorno a due opere audiovisive legate alla storica band milanese. In programma Quarantine Scenario di Pepsy Romanoff e Alba ad Ovest di Frankie Caradonna, due lavori differenti per forma e durata ma accomunati dal dialogo tra musica e immagine.
La scelta ha definito fin dall’inizio il tono dell’edizione torinese: un’apertura non affidata a un lungometraggio tradizionale, ma a un doppio appuntamento che mette al centro la contaminazione tra cinema e suono, cifra distintiva del festival.
Quarantine Scenario: l’estetica della sospensione
La prima opera ad inaugurare il SeeYouSound 2026 è un racconto unico. Tutto parte da una traccia musicale dei Casino Royale, Scenario. Da lì prende forma Quarantine Scenario, diretto da Pepsy Romanoff: un film nato durante il lockdown, costruito come opera collettiva e poi rieditato in una director’s cut presentata al festival.
Non è un film narrativo nel senso classico. È un dispositivo visivo più vicino alla videoarte. Un attraversamento di immagini, città, paesaggi e frammenti di viaggio che si muovono dentro e fuori l’isolamento pandemico. Il lockdown non è solo contesto storico, ma condizione mentale.
Il tema del viaggio, del treno, dei paesi difficili, della Russia evocata come spazio di tensione geopolitica e immaginativa, si intreccia con un’estetica precisa: fotografia centrale, bianco e nero dominante, paesaggismo nordico, rarefatto, quasi glaciale.
La musica dei Casino Royale lavora per stratificazione luminosa, sintetica, quasi “al neon”. Non accompagna. Impone una temperatura.
L’impressione complessiva è quella di un’opera che privilegia l’esperienza sensoriale alla struttura narrativa. Visivamente potente, concettualmente coerente, ma potrebbe essere percepibile come reiterativa nei passaggi più insistiti. Un film che avrebbe potuto comprimere la propria durata senza perdere forza.
Insomma Quarantine Scenario ci troviamo a tutti gli effetti di fronte ad un Album musicale che diventa cinema. Un’opera complessa che mette al centro la concettualità.

I Casino Royale al SeeYouSound Festival
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Alba ad Ovest: Milano, notte e montaggio
Se Quarantine Scenario lavora per accumulo atmosferico, Alba ad Ovest di Frankie Caradonna sceglie un’altra via. Durata più compatta, 39 minuti, ma struttura più nervosa.
Realizzato in tre anni in collaborazione con Casino Royale e il collettivo Overclock, il film si muove in una Milano notturna trasformata in campo audiovisivo. Qui il montaggio è frenetico, quasi da videoclip. Logica musicale evidente, ritmo serrato.
È definito come film “muto”, ma la definizione va presa con cautela. Non ci sono dialoghi tradizionali, ma il sonoro domina la costruzione dell’esperienza. È un’opera ibrida, che fonde cinema narrativo, documentario, performance e sperimentazione visiva.
Il racconto è corale. Non c’è un protagonista centrale, ma un insieme di presenze e corpi che attraversano la notte urbana. Il suono costruisce lo spazio, le immagini lo frammentano.
Se il primo film è un paesaggio mentale del lockdown, il secondo è un’esplorazione immersiva della città contemporanea.
Alioscia: apertura e autocritica
Tra i momenti più significativi della serata, la presenza di Alioscia, frontman dei Casino Royale. Disponibile al confronto, critico verso il proprio lavoro, dichiaratamente grato per l’accoglienza e per il dialogo con il pubblico.
Interessante la sua ammissione di non aver rivisto il film. Una scelta che dice molto sul rapporto tra autore e opera: distacco, ma anche fiducia nel processo collettivo.
Non un atteggiamento celebrativo. Piuttosto una postura aperta, dialettica, coerente con l’identità del festival.
Seeyousound: cinema musicale come linguaggio
Il SeeYouSound Festival si conferma, anche in apertura, non come contenitore di film “sulla musica”, ma come laboratorio sul rapporto tra suono e immagine. Con 68 opere in programma tra lungometraggi, documentari e corti, l’edizione 2026 ribadisce la propria specificità nel panorama festivaliero italiano.
L’Opening Night non è stata una semplice proiezione. È stata una dichiarazione metodologica: il cinema può nascere da una traccia musicale. Può trasformare un brano in scenario, e uno scenario in esperienza collettiva.
Due film diversi, una matrice comune: il suono come architettura del visibile.
E in un festival che si chiama SeeYouSound, non poteva essere altrimenti.