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Acrid – Storie di donne in dvd

Acrid mette in scena le relazioni oppressive subite da quattro donne, in una rappresentazione circolare che concatena tutti i personaggi, e ciò che accomuna le vicende è, chiaramente, lo stato di sudditanza patito, anche se, ed è questa l’originalità del film di Kiarash Asadizadeh, si registra un notevole avanzamento delle istanze femminili nel tessuto sociale iraniano

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Ancora una volta le donne iraniane sono sotto il riflettore (il primo film che viene in mente è Donne senza uomini di Shirin Neshat, vincitore del Leone d’Argento al Festival di Venezia del 2009), ma le consuete considerazioni storico-sociali che di solito contraddistinguono i film provenienti da quell’area geografica non sono presenti, o meglio covano sotto traccia, in un fuori campo che non cessa di ritornare spettralmente in quanto fortemente evocato. Acrid mette in scena le relazioni oppressive subite da quattro donne, in una rappresentazione circolare che concatena tutti i personaggi, e ciò che accomuna le vicende è, chiaramente, lo stato di sudditanza patito, anche se, ed è questa l’originalità del film di Kiarash Asadizadeh, si registra un notevole avanzamento delle istanze femminili nel tessuto sociale iraniano: Soheila, Azar, Simin e Masha sono donne emancipate che lavorano, studiano, si muovono libere, ma ciò che le ancóra a un passato oscurantista è l’inferiorità di matrice psicologica rispetto a degli uomini che le tradiscono, non le stimano, le relegano in un ristretto e soffocante spazio in cui ne neutralizzano sul piano privato ciò che hanno conseguito su quello pubblico.

Il giovane regista Asadizadeh (alla sua opera prima) ambienta le quattro storie sullo sfondo dell’alta borghesia iraniana (a parte Azar che appartiene alla working class), e, forse, se si può muovere un’osservazione alla sua comunque buona ricognizione antropologica è quella di aver mancato di valutare, anche minimamente, i rapporti di forza intercorrenti a partire dalle sovrastrutture economiche che inevitabilmente ne determinano le posizioni. Certo, la sua è stata una scelta ben precisa, però schiacciare tutta la questione su un piano psicologista fa perdere di vista la specificità di una cultura che si articola su un piano storico, sociale ed economico, e, dunque, sembra di assistere a dei drammi privati che non differiscono in nulla da quelli della più avanzata (ma anche più decadente) civiltà occidentale, rispetto a cui quella iraniana pare aver quasi pareggiato i conti. Se non fosse per gli onnipresenti scialli immancabilmente indossati da tutte le donne che sfilano durante il film, non noteremmo alcuna differenza. Comunque la volontà precisa di dare questo taglio alla lettura della condizione femminile iraniana è foriera di un nuovo approccio rispetto a un problema che, evidentemente, sta evolvendosi molto rispetto alle fosche premesse a cui solitamente eravamo stati abituati. La tecnica narrativa, infine, rivela una freschezza che rende tutta la messa in scena assai credibile nel suo dipanarsi senza interruzioni, tranne alcuni brevi intermezzi in cui si indugia sui movimenti interiori delle protagoniste, su cui svetta una brillantissima Mahsa Alafar che, in una struggente sequenza, si produce in un pianto straziante e le sue lacrime si fondono con le gocce di mare spruzzate da una potente risacca che la divora.

Pubblicato da Eye Film e distribuito da CG Entertainment Acrid – Storie di donne è disponibile in dvd con audio originale e sottotitoli in italiano. Da vedere per aggiornarsi su una questione che non cessa di avanzare verso un, si spera, più roseo epilogo.

Luca Biscontini

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  • Anno: 2013
  • Durata: 94'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Iran
  • Regia: Kiarash Asadizadeh