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Il Divin Codino: la recensione del film su Roberto Baggio

Andrea Arcangeli veste i panni di Roberto Baggio nel biopic diretto da Letizia Lamartire, disponibile sul catalogo Netflix dal 26 maggio.

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Ci sono stati diversi film sul calcio. Basti pensare all’opera prima di Leonardo D’Agostini, Il campione, oppure, più indietro nel tempo, a quella di Pupi Avati, Ultimo minuto (1987).

Ma Il Divin Codino, diretto dalla regista Letizia Lamartire, è un film che non parla solo di calcio. Si concentra piuttosto sulla vita e i successi del grande Roberto Baggio.

Il film sarà disponibile dal 26 maggio su Netflix.

Dopo aver diretto l’opera prima Saremo giovani e bellissimi e alcuni episodi di Baby 3, Letizia Lamartire, classe 1987, questa volta ha scelto per il suo secondo lungometraggio di rappresentare il mito di  Roberto Baggio. Dal suo esordio nel mondo del calcio professionistico, passando per la vita privata e gli innumerevoli successi.

Il Divin Codino è prodotto da Fabula Pictures, in collaborazione con Mediaset e il sostegno del Trentino Film Commission.

La sceneggiatura, scritta da Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo (1992, 1993, 1994, In Treatment) inizia dall’arrivo di Baggio a Firenze e il suo primo infortunio, raccontando una parte di lui e della sua vita che si conoscono pochissimo.

Il Divin Codino recensione film Netflix su Roberto Baggio Andrea Arcangeli

La storia raccontata ne Il Divin Codino

Il Divin Codino ripercorre ventidue anni del calciatore vicentino, passando dal burrascoso rapporto con il padre Florindo (Andrea Pennacchi), i successi avuti sul campo, i numerosi infortuni e la sua relazione con la donna che diventerà sua moglie, Andreina Fabbi (Valentina Bellè), che gli darà tre figli.

E soprattutto l’importanza del calcio, che lo porterà a essere denominato il Raffaello, per l’eleganza e lo stile sul campo. Non a caso è ritenuto ancora oggi uno dei migliori giocatori della storia del calcio mondiale.

Lamartire sceglie di raccontare soprattutto il lato umano di Roberto Baggio, le innumerevoli cadute, ma soprattutto la forza  nel rialzarsi, a livello sportivo, e anche personale. Le avversità che ha incontrato e che lo hanno successivamente spinto a diventare buddista, aderendo alla Soka Gakkai, il 1 gennaio 1988.

C'è un po' di Trentino ne "Il Divin Codino", il film su Netflix dedicato a Roberto Baggio

Meraviglioso ritratto di un uomo che è stato un idolo a livello calcistico

Durante la visione de Il Divin Codino, assistiamo all’incredibile ascesa di un uomo che ha fatto del calcio la sua ragione di vita, superando ostacoli affrontati sempre a testa alta, senza mai scendere a compromessi, supportato dalla sua amata moglie, figura fondamentale nella sua vita.

Un matrimonio che dura da ben trentadue anni, esempio vivente che l’amore vero è per sempre.

Andrea Arcangeli, reduce dal successo di Romulus, riesce a calarsi perfettamente nei panni di Baggio, confermando ancora una volta di essere un attore talentuoso, regalandoci un’ottima prova attoriale, resa possibile da un’accurata preparazione atletica.

Le scene in cui recita insieme ad Andrea Pennacchi che interpreta suo padre Florindo sono particolarmente intense, nella resa del rapporto  conflittuale tra i due.

Il Divin Codino riesce nell’intento di delineare la figura di uno dei calciatori più importanti della storia del calcio mondiale, mostrandoci il ritratto di un uomo della cui vita privata si conosceva pochissimo; di un uomo e uno sportivo,  che attraverso la sua testardaggine, è riuscito a raggiungere importanti traguardi che lo hanno portato a essere l’uomo che è oggi.

 

 

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Il Divin Codino

  • Anno: 2020
  • Durata: 92'
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: biografico, drammatico, sportivo
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Letizia Lamartire
  • Data di uscita: 26-May-2021