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Prime Video Film

Dispatches From Elsewhere: la recensione della serie tv su Prime Video

La nuova serie AMC di Jason Segel, disponibile nel catalogo italiano Amazon Prime Video, racconta di quattro personaggi e delle loro solitudini

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DISPATCHES FROM ELSEWHERE  (Messaggi Da Elsewhere) la serie TV di e con Jason Segel è disponibile su Amazon Prime

DISPATCHES FROM ELSEWHERE:

Quanto è facile amare una serie, e perché la si ama?

Peter are you”: questa sarebbe la risposta più facile, quella da dare identificandola con una battuta, una delle prime, del nuovo serial di AMC -disponibile dal 15 giugno su Amazon Prime Video – scritto, prodotto, interpretato e diretto (la prima e l’ultima puntata) da Jason Segel, il Marshall di How I Met Your Mother. Che, se andiamo a vedere il curriculum, già aveva seminali nella sua produzione da sceneggiatore le coordinate di questa serie che, dal punto di vista narrativo, coordinate non ne ha.

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QUEI 23 SECONDI CHE CAMBIANO TUTTO

Bastano i primi secondi: esattamente 23, quei 23 secondi che già spopolano in rete, i primi 23 secondi del primo episodio di Dispatches From Elsewhere (Messaggi Da Elsewhere) dove un meraviglioso, inarrivabile Richard E. Grant introduce lo spettatore ad una storia di cui ovviamente non si può dire (quasi) nulla, non tanto per lo spoiler in sé, quanto perché la sorpresa, il coup de theathre, il capovolgimento sono alla base dell’impianto stilistico e tematico dell’opera.

Dispatches From Elsewhere (Messaggi Da Elsewhere) prende le mosse da un alternative reality game raccontato nel 2013 in The Institute, un documentario che raccontava di come quel gioco sia stato la passione di oltre diecimila persone a San Francisco nei primi anni Dieci: proprio come nel game, anche nella serie viene chiesta prima di tutto allo spettatore la capacità, la volontà e la disponibilità a farsi immergere completamente, totalmente, in uno scenario dove il protagonista è lui stesso, mentre si guarda allo specchio mentre cambia e affronta una serie di prove di vita cambiando incessantemente punti di vista, scenari, personalità.

DISPATCHES FROM ELSEWHERE:

Insieme al protagonista Peter (appunto, Segel) ci sono altre tre persone -Sally Field, Eve Lindley e Andre Benjamin- ed ognuna di loro è lo spunto per scalare i diversi livelli di consapevolezza del reale: ecco perché Dispatches From Elsewhere (Messaggi Da Elsewhere), pur non essendo per tutti, parla a tutti e coinvolge tutti, fin dal primo istante.

Non è per quel dialogo serrato che infrange improvvisamente la quarta parete, non è per quei colori morbidi e saturi, non è per la scorrevolezza della sceneggiatura o per l’incredibile immedesimazione degli interpreti: ma è perché la serie parla della cosa più basica, importante e banale della nostra vita, quella che fanno tutti anche se a volte inconsapevolmente, ovvero la ricerca di sé.

Che ci si nasconda dietro un’aria spavalda per non mostrare le proprie paure e insicurezze, o che si sfoghi la frustrazione nella risata incontrollata o nella rabbia, ognuno di noi lavora giorno dopo giorno, ora dopo ora per affrontare meglio possibile quello che il futuro porta con sé, che sia un muro contro cui sbattere la faccia o una sorpresa che regala un sorriso.

DISPATCHES FROM ELSEWHERE (Messaggi Da Elsewhere) : UNIRE I PUNTINI

È proprio in questo angolo prospettico che, magari insospettabilmente e anche inconsapevolmente, Dispatches From Elsewhere (Messaggi Da Elsewhere)  è un’opera preziosa e necessaria oggi più che mai, attuale e vicinissima alle ansie dell’istante in cui viviamo.

I dieci bellissimi episodi sono un viaggio al termine del quale chi ha deciso di lasciarsi trasportare alla cieca non sarà uguale a quando lo ha intrapreso, dopo un’odissea uguale ad una sorta di esperimento multimediale condiviso che nella metatestualità immediata (quella di Grant dei famosi 23 secondi) fa il punto di raccordo, vivido e intriso di emozione, tra l’opera e il suo fruitore: un sentiero iniziatico che si decide di compiere e che, pur nella consapevolezza che è finzionale, diventa funzionale al proprio percorso interiore, a quello che siamo dentro e che nascondiamo, a quello che vorremmo essere.

I riferimenti cinefili sono tanti, da Gondry all’immancabile Lynch, dal primo Jeunet al Soderbergh più sperimentale: eppure quest’incredibile miscellanea trova il suo punto di equilibrio in un’originalità emotiva che è ben più forte ed identificativa di quella formale e stilistica.

Nella serie AMC le reazioni difronte alla visione sono tante quanti gli spettatori stessi, nel momento in cui la storia sussurra all’orecchio di chi guarda che esiste un immanente sconosciuto e pericoloso, che sebbene la società spinga verso una profonda spersonalizzazione caotica e fuorviante, ogni individuo che si uniforma alla massa può ritrovare sé stesso per quanto nascosto o improbabile esso sia. Come Simone (Lindley) che nel secondo episodio si accorge che il suo transitare da un sesso all’altro non potrà purtroppo risolvere il senso di inadeguatezza e straniamento che le stringe il cuore fin dall’infanzia.

DISPATCHES FROM ELSEWHERE vedi qui i video extra della Serie

Stilisticamente, poi, la serie di Segel fa di una messa in scena densa e prismatica un segno di coerenza: questo anche se la narrazione lineare è rifiutata, così come l’unità di luogo e tempo e spazio, infranta sulla fascinazione dei personaggi e dello spettatore per una Philadelphia intrisa di segnali nascosti.

DISPATCHES FROM ELSEWHERE:

L’ATTORE COME CORPO INIZIATICO

Non temete, la serie ha qualcosa per ciascuno di voi”, rassicura Grant in quest’incipit quanto mai essenziale: ed è vero, perché alla fine lo stesso Segel si spoglia di ogni sovrastruttura narrativa e testuale per rimanere solo con sé stesso e i particolari, anche quelli violentemente più privati e scabrosi, della sua vita privata, con una chiosa autobiografica dolente e beffarda. Un gesto forte che equivale ad offrirsi in pasto al proprio pubblico, dare la propria carne come elemento propiziatorio in un rito sacro e profano insieme, proprio come tutta la serie.

Che piace, forse anche per questo suo gusto dissacrante che non permette di lasciare intatto niente e nessuno: una fusione perfetta tra dramma e commedia come un equilibrio che sembra instabile, ma che invece ha lo stesso sapore della vita.

Dispatches from Elsewhere il Trailer

Dispatches from elsewhere

  • Anno: 2020
  • Durata: 6 episodi
  • Distribuzione: Amazon Prime Video
  • Genere: commedia/grottesco
  • Nazionalita: Stati Uniti
  • Regia: AAVV
  • Data di uscita: 15-June-2020