Copia originale di Marielle Heller, con Melissa McCarthy e Richard E. Grant

Copia originale è la storia vera di Lee Israel, che nel giro di dieci anni scrisse circa quattrocento lettere, firmandosi con i nomi dei più grandi personaggi esistiti, da Hemingway a Fanny Brice. Melissa McCarthy, alla sua seconda candidatura per gli Oscar, è completamente calata nella parte, dal punto di vista fisico, espressivo, vocale

  • Anno: 2018
  • Durata: 106'
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Genere: Biografico, Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Marielle Heller
  • Data di uscita: 21-February-2019

Lee Israel è una scrittrice di autobiografie ridotta al lastrico. Cinica, solitaria ed alcolista, non riesce a mantenere dei semplici lavori temporanei e, davanti all’ennesima idea bocciata dalla sua agente, decide di rischiare il tutto per tutto, iniziando il suo libro su Fanny Brice. Cercando materiale sull’attrice, si imbatte per caso in una lettera scritta dalla Brice stessa e, in mancanza di denaro, decide di venderla a un collezionista. Sorpresa dal compenso ricevuto, Lee comincia a scrivere e falsificare lettere su lettere, diventando una falsaria.

Copia originale è la storia vera di questa scrittrice, Lee Israel, che nel giro di dieci anni scrisse circa quattrocento lettere, firmandosi con i nomi dei più grandi personaggi esistiti, da Hemingway a Fanny Brice, arrivando anche a camuffare la stessa voce di Nora Ephron. Il film, che ripercorre questo periodo storico, pone lo spettatore nella condizione di adorare questa donna in quanto fin dal primo istante è messa completamente a nudo. Lee è sola, vive con il suo amato gatto, odia tutto e tutti ma ama profondamente la scrittura, ama studiare le vite degli altri e scriverne, ma non le è consentito farlo. È un personaggio che ha lottato, perso e che, non avendo alcuna prospettiva davanti, decide che è arrivato il momento di rischiare.

La scelta della sceneggiatura e della regia di affiancare alla McCarthy un attore come Richard E. Grant è riuscita ed amabile. Due reietti della società, arresi alla loro esistenza, affrontano le giornate che vivere come se nulla potesse più ferirli. Nello scrivere le lettere, il tempo scorre tra le piccole avventure della coppia Lee-Jack che, noncuranti di non piacere a nessuno ma fieri di esserci l’una per l’altro, si beffano della normalità, della vita degli altri e, coraggiosi, vanno incontro al loro destino. Nonostante il tempo scorra inevitabilmente verso la denuncia per Lee, la donna non smette di scrivere le sue lettere, che colpiscono coloro che le leggono per l’intelligenza, il cinismo e l’originalità. La Israel conosce bene i rischi ma non rinuncia a dare voce ai suoi personaggi, dimostrando di essere una donna ostinata, determinata e appassionata. È forse la passione che la contraddistingue, il suo cinismo a renderla un personaggio particolare, a cui è impossibile non affezionarsi.

Melissa McCarthy, alla sua seconda candidatura per gli Oscar, è completamente calata nella parte, dal punto di vista fisico, espressivo, vocale: è una Lee Israel vera e complicata, sfatta, buffa ma mai ridicola. Accompagnata in questa operazione dal magnifico Richard E. Grant, la protagonista ha un amico che non scompare accanto ed anzi impreziosisce la pellicola. Come Lee trova in Jack un appoggio, così McCarthy e Grant sono una vera coppia. Intonati, perfino le loro fisicità sono in armonia e il risultato narrativo è ottimo. Quando si porta sul grande schermo una storia vera, con personaggi realmente esistiti, il rischio è sempre grosso, ma la regista Marielle Heller ha una visione del mondo aggraziata e sincera. Un film da non perdere.

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Utlima modifica: 21 febbraio, 2019



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