Diretto da Shoei Imamura, uno degli autori più importanti della nouvelle vague giapponese e uno dei pochi cineasti ad avere vinto due volte la Palma d’oro del Festival di Cannes, nel 1983 con La ballata di Narayama e nel 1997 con L’anguilla, Desiderio inappagato (1958) è un film in cui viene stigmatizzata, attraverso la messa in scena di una storia esemplare, l’avidità umana, laddove la ricerca di un bottino risalente al periodo della guerra (un prezioso carico di morfina), precedentemente seppellito, diviene l’occasione di un mortale scontro tra coloro che, dopo tanti anni, si sono ritrovati per riportarlo alla luce e trarne lauti guadagni.
Sin dalle primissime inquadrature, in cui scorgiamo un treno procedere velocemente verso la stazione, oltre all’arrivo all’appuntamento fissato molto tempo prima dai cinque protagonisti, la macchina da presa di Imamura mostra una mobilità che, unita ad un serrato montaggio, fornisce grande ritmo alla narrazione, rivelandosi assai in anticipo rispetto ai consueti schemi linguistici di quel periodo. Sebbene il tono della vicenda sia innanzitutto e per lo più drammatico, Imamura, che scrisse il film insieme a Shinji Fujiwara (soggetto) e Keiji Hasebe, apre diversi incisi umoristici, introducendo altri personaggi che articolano una storia di per sé abbastanza semplice, quantunque intensa e tutt’altro che incline a facili assoluzioni. Ritornano in Desiderio inappagato alcuni temi tipici del cinema del regista giapponese, quali l’interesse per la condizione delle donne delle classi meno abbienti, nonché l’approccio divertito con il sesso e, più in generale, l’incontro tra i generi. Lo strampalato gruppo dei cinque protagonisti, assai inadeguato a portare a termine la delicata missione, nonostante le non poche difficoltà incontrate durante la fase di escavazione del tunnel per giungere nel punto esatto in cui era stato ubicato il prezioso fusto, oggetto del contendere, riesce a raggiungere il suo obbiettivo, ma è proprio quando il sogno si sta per realizzare che gli istinti ferini di ciascuno emergono, determinando uno scontro di tutti contro tutti, alla fine del quale, è evidente, nessuno potrà prevalere.
Forse mosso dall’esigenza di dare forma, attraverso un racconto emblematico, a quanto stava accadendo in Giappone, un paese reduce dalla dura sconfitta della Seconda Guerra Mondiale e divenuto in quel periodo una sorta di protettorato degli Stati Uniti, Imamura ritenne opportuno calcare la mano, senza andare per il sottile, e il quadro che viene fuori non lascia spazio a repliche né ad interpretazioni, giacché la condanna espressa nei confronti della miseria dell’essere umano è inappellabile, secca e incontrovertibile.
Ad impreziosire l’insieme concorrono le belle interpretazioni degli attori, tra cui spicca Masumi Harukawa, indimenticabile nel ruolo di una donna crudelissima, scaltra, più meschina degli uomini che si ritrova a fronteggiare, la quale, nell’attesa di realizzare un sospirato miglioramento delle proprie condizioni di vita, non esita a compiere i più efferati delitti.
Desiderio inappagato è un film di rara bellezza formale, una delle opere più significative della cinematografia giapponese degli anni ’50, meritevole, dunque, della massima attenzione. General Video ha reso disponibile per la versione in home video un ottimo master che permette di fruire al meglio del film: un motivo in più per acquistare il dvd e arricchire la vostra videoteca.
Pubblicato da General Video e distribuito da CG Entertainment, Desiderio inappagato è disponibile in dvd, in formato 2.35:1, con audio originale (giapponese) e sottotitoli in italiano. Nei contenuti speciali la galleria fotografica.
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