Fortunata, l’ultimo film di Sergio Castellitto, con Jasmine Trinca, che ha diviso la platea di Cannes

Fortunata, l’ultimo film di Sergio Castellitto in veste di regista, presentato in anteprima al Festival di Cannes nella sezione Un certain regard, ha ottenuto un’accoglienza molto variegata, dividendo la platea fra chi l’ha detestato, chi è rimasto indifferente e chi si è anche commosso vedendolo

  • Anno: 2017
  • Durata: 103'
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Sergio Castellitto
  • Data di uscita: 20-May-2017

Fortunata, l’ultimo film di Sergio Castellitto in veste di regista, ancora una volta tratto da una sceneggiatura della moglie scrittrice Margaret Mazzantini – come già in La bellezza del somaroNon ti muovere, Venuto al mondo – presentato in anteprima al Festival di Cannes nella sezione Un certain regard, ha ottenuto un’accoglienza molto variegata, dividendo la platea fra chi l’ha detestato, chi è rimasto indifferente e chi si è anche commosso vedendolo.  La protagonista, Fortunata solo nel nome, parrucchiera di mestiere e separata di fatto da un marito-stalker, cerca di ricostruire faticosamente la sua vita, insieme alla figlia di 8 anni: rincorrendo numerosi cliché per le strade romane di Tor Pignattara, Castellitto dirige i suoi personaggi e le loro storie/tragedie personali nella cornice di una Roma decisamente solare che vuole essere anche lei protagonista(come in tante opere recenti) ma senza spesso rendere credibile il rapporto fra i territori e gli attori scelti, fra la recitazione e la ricerca del realismo, fra una visione nazional-popolare ed una piccolo borghese, fra l’ostentato ed il mascherato.

Sul film aleggia una sorta di ‘missione salvifica’, che la vita concede solo ad alcuni, per nascita, per destino o per capacità, ai posteri l’ardua sentenza. “Fortunata è una Madame Bovary delle borgate romane – afferma Castellitto. Con Jasmine Trinca, con cui ho già lavorato, c’è una bella intesa umana e artistica ed io scelgo gli attori con cui lavoro non solo per il loro talento ma anche per la loro sostanza”.

Non sappiamo come reagirebbe Castellitto-regista alla rottura del cordone ombelicale con i romanzi della Mazzantini ma, forse, varrebbe la pena per lui di sperimentare frontiere narrative nuove, dalle quali trarre una differente linfa ispiratrice. Jasmine Trinca, nei panni della ‘borgatara’, pure brava e generosa come sempre, non ci sta proprio dentro (molto meglio Penelope Cruz in Non ti muovere) e Stefano Accorsi, nei panni dello psicologo infantile a rischio di radiazione dall’albo, non convince. Splendido il cameo di Hanna Schygulla nel ruolo di una malata di Alzheimer, madre dell’amico tossicodipendente di Fortunata.

Elisabetta Colla

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