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FESTIVAL DI CINEMA

Bari International Film Festival: un bilancio dell’ultima, ricca edizione

Segnata da un’affluenza record di circa 75000 spettatori sparsi tra le 12 sale a disposizione e i 300 eventi distribuiti nell’arco degli 8 giorni di durata della manifestazione, si è conclusa sabato 29 aprile l’ottava edizione e mezza del Bari International Film Festival

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Segnata da un’affluenza record di circa 75000 spettatori sparsi tra le 12 sale a disposizione e i 300 eventi distribuiti nell’arco degli 8 giorni di durata della manifestazione, si è conclusa sabato 29 aprile l’ottava edizione e mezza del Bari International Film Festival.

Tra le tante pellicole italiane transitate nelle varie sezioni di concorso, o negli eventi speciali adibiti per l’occasione,non sono mancate quelle interessanti o di sicuro avvenire. Alla categoria si iscrivono “Tutto quello che vuoi”, il lavoro diretto da Francesco Bruni che oltre al fantastico Giuliano Montaldo ha rivelato il talento del giovane Andrea Carpenzano, premiato con una menzione nel “Panorama Internazionale”, “La guerra dei cafoni” di Davide Barletti e Lorenzo Conte e “Orecchie” di Alessandro Aronadio, vincitore del premio per la miglior regia nel concorso riservato alle “Opere prime e seconde”.

Delusione, invece, per “La Tenerezza”, l’ultimo lavoro di Gianni Amelio. Presentato tra le “Anteprime Internazionali” si è mostrato debole in un impianto narrativo succube di cadenze molto compassate e mal sostenute dai dialoghi e da una incerta prova recitativa dei protagonisti.

Non poche le note liete tra le produzioni straniere presentate nel concorso “Panorama Internazionale”. Pellicole come “Die Nacht der 1000 Stunden”, il bel thriller fantastico del regista austriaco Virgil Widrich, o “El Otro Hermano” di Israel Adriàn Caetano con Leonardo Sbaraglia vincitore del premio per il miglior attore, o “Dev Bhoomi” di Goran Paskaliević, vincitore del premio per la miglior regia, hanno lasciato il senso di una filmografia di valore troppo spesso penalizzata dai circuiti di distribuzione.

Tra le “Anteprime” una menzione meritano due produzione americane, “Gifted” e “Miss Sloane”, che avvalendosi di una trama avvincente e ben costruita mettono in luce la forza dell’interprete principale. Nella prima troneggia il talento della giovanissima Grace Mckenna, che in alcune movenze ricorda la grande Shirley Temple, nella seconda Jessica Chastain si dimostra estremamente a suo agio nelle pieghe di un thriller soggiogato dai colpi di scena.

Un discorso a parte merita “Le divan de Staline”, la terza prova in regia di Fanny Ardant. Frutto di un non facile lavoro d’adattamento del romanzo di Jean-Daniel Baltassat, seppure si muova nel campo delle dinamiche teatrali, grazie soprattutto alla verve di Gerard Depardieu ed Emmanuelle Seigner, i due interpreti principali, risulta fruibile e appassionante.

Applausi ed elogi non sono mancati per la nuova sezione titolata “Cinema e Scienza” il cui fulcro era costituito dai lavori di Jacques Perrin. “Le peuple singe” e “Les saisons” sono stati tra i più lodati e apprezzati.

Seguitissima è risultata anche la retrospettiva dedicata a Vittorio Gassman e Dino Risi con la proiezione delle opere più importanti della “coppia” e di alcuni documentari biografici come “Maestro per caso” di Valerio Caprara, con la regia di Marco Risi, o “Vittorio Gassman. Ritratto d’autore” di Maurizio Porro.

Sempre gremite di pubblico le “Master Class” del Teatro Petruzzelli per ascoltare racconti e lezioni di cinema di grandi personaggi come Andrei Konchalovsky, Alessandro Gasmann, Greta Scacchi, Pupi Avati,i fratelli Vanzina,Dario Argento, Fanny Ardant e Margarethe von Trotta, Jacques Perrin e Volker Schlöndorff.

Tra i premi per i migliori lungometraggi italiani, assegnati da una giuria del Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici, i principali sono andati a Valeria Bruni Tedeschi, miglior attrice per “La pazza gioia” di Paolo Virzì, a Riccardo Scamarcio, miglior attore per “Pericle il nero”, e a Claudio Giovannesi, miglior regia per “Fiore”.

Il Bif&st ha fissato il prossimo appuntamento tra il 21 e il 28 aprile 2018 con una dedica a un’autrice, o a un autore, internazionale vivente.

Frédéric Pascali

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