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Figari international short film festival

‘My Grandmother is a Skydiver’: la memoria in caduta libera

Il cortometraggio animato di Polina Piddubna intreccia memoria familiare, guerra e identità in un racconto poetico tra passato e presente

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‘My Grandmother Is a Skydiver’ di Polina Piddubna trasforma una storia familiare in una riflessione visiva su memoria, guerra e identità

Tra i cortometraggi in concorso al Figari International Short Film Fest 2026, My Grandmother Is a Skydiver di Polina Piddubna si distingue per la capacità di trasformare una vicenda familiare in una riflessione universale sulla memoria, sulla guerra e sull’identità. In poco più di dieci minuti, l’autrice, regista e produttrice ucraina costruisce un racconto intimo che attraversa generazioni, geografie e traumi storici attraverso il linguaggio dell’animazione 2D.

Una telefonata attraverso le generazioni

Il film immagina una telefonata impossibile tra la regista e sua nonna Alfiya, da giovane. Da un lato c’è Polina, che vive il presente segnato dall’invasione russa dell’Ucraina; dall’altro una giovane donna dell’Asia Centrale sovietica degli anni Sessanta, impegnata negli studi di ostetricia e appassionata di paracadutismo. Questo dialogo sospeso nel tempo diventa il dispositivo narrativo attraverso cui il cortometraggio mette in relazione esperienze lontane ma accomunate dalla presenza costante della guerra, delle migrazioni forzate e delle eredità traumatiche che attraversano le generazioni.

Il linguaggio simbolico dell’animazione

La forza del film risiede soprattutto nella sua costruzione visiva. Piddubna evita qualsiasi approccio didascalico e affida gran parte del discorso alle immagini. Il contrasto cromatico diventa uno degli elementi centrali della narrazione: i ricordi della giovinezza di Alfiya sono immersi in colori vivaci, luminosi e rassicuranti, mentre le sequenze legate alla violenza, alla guerra e all’oppressione sono invece rappresentate attraverso una tavolozza ridotta ai neri e ai grigi. Una contrapposizione che accompagna efficacemente lo spettatore nel passaggio dalla serenità alla devastazione.

L’intero cortometraggio è costruito su una serie di opposizioni simboliche che ne rafforzano il significato. Il cielo azzurro attraversato dai paracadutisti si contrappone al nero fondale squarciato dai lampi della guerra; il giardino fiorito curato dalla nonna dialoga con le immagini delle case distrutte; la libertà della caduta libera fa da contraltare alle forme di oppressione politica e militare che segnano la storia familiare. Il paracadutismo, in particolare, assume una valenza metaforica che supera il semplice dato biografico: il salto nel vuoto diventa un gesto di emancipazione, un momento di sospensione in cui il corpo sembra sottrarsi alle costrizioni della storia.

Pur affrontando temi complessi come il colonialismo russo, il film non sceglie mai la strada della denuncia frontale: la dimensione politica emerge attraverso una storia personale e attraverso l’uso di immagini poetiche che invitano alla riflessione piuttosto che all’affermazione ideologica. La ricerca delle proprie radici, la ricostruzione dell’identità etnica e il tentativo di spezzare il ciclo del trauma generazionale diventano così elementi di una narrazione che riesce a mantenere una forte dimensione umana.

Oltre il trauma

My Grandmother Is a Skydiver colpisce proprio per la semplicità e l’essenzialità del suo linguaggio. In pochi minuti riesce a condensare una storia familiare, una riflessione storica e una meditazione esistenziale senza mai perdere equilibrio. La malinconia che accompagna il finale non appartiene soltanto all’Ucraina o all’Asia Centrale, ma assume una dimensione universale, evocando il peso di una memoria familiare attraversata dal trauma,  sulla quale la Storia continua ad aprire nuove ferite. Eppure, nel gesto di una giovane donna che si lancia nel cielo e nella voce di una nipote che cerca di ricostruire il proprio passato, il film lascia intravedere anche la possibilità di una resistenza, di una rinascita e, forse, di una forma di libertà.

 

My Grandmother is a Skydiver

  • Anno: 2025
  • Durata: 10′
  • Genere: short film, animazione
  • Nazionalita: Germania
  • Regia: Polina Piddubna