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Cannes

‘Nagi Notes’: l’arte riflette il vero sé

Due ex parenti legate da un'amicizia che supera i confini del conformismo giapponese. L'arte, in mezzo, salverà entrambe.

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Nagi Notes

Koji Fukada torna nel Concorso a Cannes portandoci nel Giappone rurale con una storia di consapevolezza femminile.

Yoriko (Takako Matsu in un ruolo che incarna perfettamente) è una scultrice che vive nella sua città d’origine, la bucolica e rurale Nagi. Yuri (Shizuka Ishibashi, perfetta nel suo personaggio) è l’ex moglie di suo fratello: torna da Tokio, la viene a trovare e anche a posare per lei, soggetto della sua prossima scultura. Yoriko lavora il legno. La sua arte, libera ed indipendente, si alterna alla cura della fattoria di famiglia. Vive da sola ma è ben inserita nella comunità. Tiene corsi di disegno e accudisce anche Keita (figlio di un militare del posto, impegnato nelle esercitazioni di autodifesa giapponesi), un ragazzo chiuso in se stesso che ama l’arte, come Haruki, il brillante alunno di pittura di Yoriko. I due ragazzi sono inseparabili. Yuri, che sarebbe dovuta restare solo qualche giorno, non riesce a staccarsi da Nagi.

Due fonti di ispirazione

Nagi Notes nasce perchè Koji Fukada era venuto qui per adattare Tokyo Notes (testo del drammaturgo giapponese Hirata Oriza, ispirato anche al film di Yasujiro Ozu Tokyo Story) al museo d’arte presente a Nagi. Una volta giunti a Nagi, il regista è rimasto incantato dal paesaggio e dal paese, 5400 anime incastonate tra le montagne del Giappone occidentale, immersi in un cono che degrada dolcemente verso sud dalla cima del Monte Nagi, simbolo del villaggio. Il regista giapponese ci ha messo 8 anni per costruire la sua ‘Nagi’, stando fisicamente sul posto, intervistando gli abitanti, adattandosi a un ritmo ed una vita completamente diversa da quella di Tokio.

Nagi Notes

Reazioni al patriarcato

Nella società giapponese, quando una donna si sposa, entra a far parte della famiglia del marito. Se divorzia, torna ad essere un’estranea. È molto difficile che le regole familiari vengano superate da una vera amicizia che nel frattempo si è formata. Yuri e Yoriko  rappresentano quell’eccezione che Koji Fukada mette in evidenza proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica del suo Paese sulle pressioni che le donne sono costrette a subire. Le maglie del patriarcato, abbracciano, naturalmente anche gli uomini. Nelle aspettative che il maschio in Giappone incarna: sposarsi, avere figli, assicurare una discendenza, portare avanti anche l’azienda di famiglia. I giovani Haruki e Keita sono ben consci del percorso già costruito per loro e che non vogliono assolutamente intraprendere. Il loro orientamento sessuale è ancora un altro tassello che si oppone a ciò che la società si aspetta da loro.

L’arte come esplorazione e rivelazione 

Edward Hopper e i suoi ‘riflessi’ umani, il volume regalo che Yuri porta, è la prima traccia dell’esplorazione interiore di Nagi Notes: dal disegno a mano, dalla scultura alla lavorazione del legno, dall’esibizione che riporta all’occhio le meraviglie dello sguardo della camera oscura, antenata del cinema, Koji Fukada accompagna il risveglio interiore di Yuri, la rielaborazione del passato di Yoriko, la ribellione di Keita e Haruki.

Sullo sfondo, la realtà della guerra nei suoni destabilizzanti delle esercitazioni della base militare che ha reso il paesaggio di Nagi, decapitato: gli alberi sono stati abbattuti sul fianco della montagna, lasciando una brutale superficie nuda.

Mentre preparavo il film, la guerra in Ucraina era appena iniziata. C’è sempre una guerra da qualche parte.

Nagi Notes parte da elaborazioni stimolanti, che non riescono però ad espandersi al meglio, narrativamente e visivamente. L’esplorazione non tocca corde di intensità, né una piena partecipazione emotiva. Tutto appare un dolce bassorilievo del quale resta indubbiamente addosso la capacità di trasfigurazione e disvelamento dell’arte nella vita di chi è capace di accoglierla.

 

 

Nagi Notes

  • Anno: 2026
  • Durata: 110
  • Distribuzione: MK2 Films
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Giappone, Francia, Singapore, Filippine
  • Regia: Koji Fukada