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‘In The Grey’: quando di grigio non c’è nulla

Guy Ritchie torna in sala con un action semplice e anonimo

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In the Grey: Guy Ritchie torna con un action movie solido, semplice e già visto. Jake Gyllenhaal e Henry Cavill non bastano.

Aspettare un lavoro di Guy Ritchie deve essere un po’ come aspettare i mezzi pubblici a Londra: anche se perdi una corsa, tempo di accendere una sigaretta, ti giri e ne vedi già un altro in arrivo. Negli ultimi tre anni, il regista e sceneggiatore inglese ha scritto, diretto o prodotto quattro film e tre serie (tra cui The Covenant, Fountain of Youth, Young Sherlock), a cui aggiunge In The Grey, in sala dal 14 maggio (trailer ITA).

In The Grey: buoni contro cattivi

Rachel Wild (Eiza González) è un’avvocata di successo specializzata in recupero crediti di somme a tanti zeri. Per i suoi incarichi, chiede aiuto agli uomini di fiducia, Bronco (Jake Gyllenhaal) e Sid (Henry Cavill), due sicari tuttofare che si muovono nella zona grigia fra legalità e illegalità (In The Grey, per l’appunto). La missione, per conto del grande capo Evelyn (Rosamund Pike) è quella di ottenere la restituzione di un miliardo di dollari da parte di Manny Salazar (Carlos Bardem), uno squalo dell’imprenditoria, capriccioso e senza scrupoli.

Yin e Yang sono concetti tosti da digerire per un immaginario americano, in cui Ritchie si muove da anni, nonostante le sue origini e i suoi esordi inglesi. In America o sei buono o sei cattivo. Soprattutto, le due cose sono sempre ben distinguibili: non esiste l’ idea che il Bene possa avere anche un lato oscuro, come non è concepibile che il Male possa contenere un po’ di Bene. In The Grey ha due squadre chiare e distinte: Bronco, Sid, la “mamma”, come viene appellata Rachel, e i loro diversi aiutanti sono i buoni, contro il malvagio impero di Salazar e dei suoi sottoposti. La zona grigia in cui si muove il film è molto risicata, ristretta al semplice agire legalmente o illegalmente. Distinzione difficile da cogliere per l’esigua presenza del primo elemento. Molto esigua. Tutto più semplice del previsto.

In the Grey: Guy Ritchie torna con un action movie solido, semplice e già visto. Jake Gyllenhaal e Henry Cavill non bastano.

Perché uno script così semplice?

A ben vedere, In The Grey è semplice perché semplificato, diviso in due in maniera molto netta. All’inizio si mostra la preparazione a ciò che avverrà nella seconda parte del film. Il piano per battere Salazar ha più step da organizzare. La trama è intricata, una spy story d’azione che si muove in tanti ambiti diversi. Dalla finanza ai tribunali, dall’informatica alla logistica, dall’edilizia ai congegni esplosivi. Per fortuna, tutte le azioni sono accompagnate da un commento sonoro continuo che spiega e ripete ogni singolo passaggio. Mentre qualcuno installa dei localizzatori sotto un’auto, la voce di Rachel spiega: “Il prossimo passo sarà mettere dei localizzatori sotto le auto di Salazar”. In The Grey ha anche la versione podcast.

Teoricamente, una sceneggiatura così logorroica dovrebbe dare l’idea di personaggi molto preparati, competenti, in grado di prevedere ogni singola mossa. In pratica, questa soluzione è utile solo a una presumibile distribuzione streaming, per una fruizione in second screen. Inoltre, si sentono ancora gli strascichi dello sciopero degli sceneggiatori del 2023. Per non parlare della succitata iper-produttività di Ritchie, che forse è arrivato affaticato alla realizzazione di questo film. Lo script zoppica perché è mancato abbastanza lavoro? Sì, può essere, ma l’impressione è che ci si debba abituare a questi film spiegati passo dopo passo come una ricetta di pasticceria. Specialmente per quanto riguarda i prodotti blockbuster come In The Grey, semplici e semplificati. Non solo per la trama.

I personaggi hanno nomi semplici, come la sceneggiatura. Il cattivo spagnolo si chiama Salazar, il suo avvocato Horowitz è ebreo, il suo scagnozzo vichingo Olsson. Il contabile tedesco si chiama Wolfgang, il latino-americano della squadra dei buoni è Moreno. Tutto semplice, riconoscibile, immediato. I personaggi sono quello che dicono di essere. Fanno quello che sanno fare. Non hanno mai contemplato un transformation arc, un’evoluzione, una crescita. Ma va bene così, non è questo il tipo di film in cui trattare la psiche umana e Guy Ritchie lo sa. L’interesse per i film di azione come In The Grey è riservato alle bombe, ai piani perfetti, agli inseguimenti, alle fughe, ai travestimenti.

I pochi punti forti de In the Grey sono abbastanza?

Non importa sapere come fanno Sid e Bronco a non subire neanche un graffio in quasi cento minuti di botte e sparatorie. Non importa sapere da dove Rachel tiri fuori i fondi necessari per jet, moto, motocross, quad, auto blindate, bazooka, elicotteri, gommoni. Con la crisi energetica di oggi, poi, lasciamo stare. In The Grey se ne frega, e fa bene. Il tutto è condito dalla regia di Ritchie solida, con qualche guizzo dei primi film (The Snatch su tutti), meno muscolosi di questo, e sicuramente anche meno banali.

Ma sarà bastata qualche esplosione con una buona scenografia e una coppia di superstar complici e divertite? Il dubbio resta. In The Grey non sembra avere molto di speciale. Tutto torna, tutto va come è andato decine di volte in decine di film. Ritchie prova a differenziarsi, con soluzioni momentanee di diverso tipo. L’imbevibile Negroni Sbagliato di Rachel. I sottotitoli fumettistici. Le scene di conversazione in vivavoce invece che con il telefono all’orecchio. Poca roba: un film che racconta una storia come tante altre, con un (deludente) finale come tanti altri. Come pensare di prendere una FIAT e trasformarla in una Ferrari con qualche sticker. Non basta.

Oppure sì? In The Grey è un film anonimo, semplice, semplificato per essere ancora più semplice. Un film pieno di muscoli, di battute e brevissimi momenti che sollecitano l’angolo alto della bocca in una specie di mezzo sorriso che interrompe la monotonia della visione. Un film con un cattivo cattivissimo (ma non troppo), dei buoni buonissimi (e simpatici) e una storia che si dimentica mentre si esce dalla sala.

 

 

In The Grey

  • Anno: 2026
  • Durata: 98'
  • Distribuzione: Black Bear Distribution (USA), 01 Distribution (ITA)
  • Genere: Action
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Guy Ritchie
  • Data di uscita: 14-May-2026