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Federico Savonitto sul suo ‘Orcolat’: “Anche quando la Terra trema non disuniamoci mai”

'Orcolat' è una storia di rinascita e identità, che indaga la tragedia del terremoto in Friuli del 1976.

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Orcolat

Dal 2 marzo è al cinema un docufilm distribuito da Rai cinema: Orcolat, nome leggendario dato dai friulani al terremoto. Il film verte attorno alla tragedia del 1976, in cui un violento terremoto mise in ginocchio l’intero paese. Alla camera dei deputati, si è tenuta la conferenza stampa del docufilm, in cui hanno preso la parola: il regista Federico Savonitto, i produttori e i figli di Bruno Pizzul, Silvia e Fabio Pizzul.

La testimonianza artistica del regista

Federico Savonitto ha spiegato quanto sia stato efficace dirigere un docufilm da persona esterna. Ricordiamo infatti che il regista, nonostante sia di origini friulane,   è stato tanti anni a Palermo e adesso invece vive a Roma.

“Mi sono reso conto, vedendo il Friuli da un occhio esterno, della tragedia immane che è stata questa vicenda, ma che è anche stata un’ enorme occasione di rinascita per tutti.

Ha dato forma all’identità dei friulani. Ho scelto Bruno Pizzul come voce narrante affimché qualsiasi friulano potesse riconoscersi in lui” – e aggiunge – “Per me era importante avere Pizzul come narratore. Coincideva con l’idea di rendere epico questo racconto. La sua testimonianza assumeva un’aura sacrale, omerica, in una storia in cui al centro della narrazione c’è proprio la leggenda, l’orcolat, il folklore”. Conclude poi sul lato scientifico del film – “Non volevo tuttavia che vi fosse solo l’aspetto leggendario; è stata infatti mia premura sottolineare l’aspetto scientifico-razionale, con esperti che analizzassero il fenomeno. E così si incontrano lo specifico e l’universale, il popolo e gli esperti”.

Fabio Savonitto: “Anche quando la Terra trema, non disuniamoci mai”

Le parole di Fabio Pizzul sul lavoro di suo padre

Le scosse che hanno interessato il Friuli sono state due. Il 6 maggio 1976 la prima scossa e l’ 11 settembre 1976 la seconda scossa. Il 5 marzo 2025 ricorre anche l’anniversario dalla scomparsa di Bruno Pizzul, giornalista e telecronista sportivo di origini friulane, voce narrante solenne e profonda di questo meraviglioso documentario. Alla conferenza fanno le sue veci i figli.

“Io c’ero anche se vivevo a Milano” – racconta il figlio Fabio Pizzul – , “ero a letto dopo Carosello e ricordo che ero nel palazzo al primo piano di casa mia, per quanto riguarda la scossa di maggio. Le scosse di settembre invece le ho vissute proprio in Friuli, una alle 5:30, e l’altra alle 10:30 del mattino. Ricordo distintamente che è vero come ‘ non vi rendete conto di cos’è un terremoto finché non lo vivete direttamente’.  Per me fu così”.

E conclude: “Il terremoto è una forza ancestrale che si sprigiona e ti entra dentro.  Senti che la Terra si ribella, quella stessa a cui sei così tanto legato… Eppure quello fu anche motivo di coesione per colore che erano lontani e vedevano alla tv cosa stava accadendo. L’Orcolat ha sconvolto la coscienza, ma ha unito tutti”.

Fabio Pizzul: “E’ importante andare al cinema, perché solo il cinema restituisce tutte queste emozioni”.

Orcolat

Parlano i produttori del film

Il produttore di Orcolat, Lucio Scarpa racconta di quanto forte ed emblematico sia stato per lui il terremoto di quell’anno. Un terremoto che ha segnato profondamente i ricordi d’infanzia di molti bambini del tempo. Riferendosi poi alla scelta di produrre il docufilm spiega:

“Era importante per noi gettare luce sulla tragedia come motivo di indagine sugli aspetti positivi che ha trainato con sé, e non solo quelli negativi. C’è gente che è venuta dal Giappone per studiare il caso friulano. L’obiettivo non è solo portare al cinema le persone ma anche ergere la storia ad esempio virtuoso, specialmente in questo periodo di forti sconvolgimenti politici”.

Allo stesso modo interviene Marco Caberlotto che produce il film insieme a Scarpa, e che ringrazia alla fine tutti gli enti e le fondazioni che hanno reso possibile Orcolat (come il Fondo audiovisivo FVG).

La sinossi ufficiale

Il documentario ricostruisce i fatti intrecciando materiali di repertorio dell’epoca, immagini tremolanti in bianco e nero, volti scavati e dichiarazioni dei superstiti, con testimonianze contemporanee dei friulani che quel terremoto lo hanno vissuto. Non si tratta solo di ricordi: sono memorie che hanno continuato a lavorare sottotraccia, modellando un’intera generazione.

In questo racconto si inserisce la voce narrante di Bruno Pizzul. Non una scelta casuale. Pizzul non è soltanto il narratore della vicenda; è un simbolo. Friulano di nascita, la sua voce guida lo spettatore dentro i fatti con un racconto epico che intreccia il mito Folklorico alla tragedia, evitando il tono enfatico e scegliendo invece una misura quasi civile. È il filo che tiene insieme passato e presente. Con le musiche di Tre Allegri Ragazzi Morti ed Elisa, Orcolat diventa un viaggio nella memoria e nella resilienza di un popolo che ha saputo trasformare il dolore in ricostruzione, la ferita in forza, la tragedia in esempio.

Il Friuli non ha dimenticato.
Ha ricostruito.
Ed è diventato modello.

Il film, dal 2 Marzo in sala con Kublai Film e Rai Cinema, sceglie di raccontare non solo ciò che accadde il 6 maggio di 50 anni prima, ma ciò che quell’evento ha lasciato dietro di sé: macerie materiali, certo, ma soprattutto sedimentazioni culturali, memorie familiari ed immagini che difficilmente spariranno dalla memoria di chi ha vissuto quei momenti terribili.

Leggi anche il nostro articolo Rai Cinema – Per i suoi 25 anni lancia “TAKE 25”, un podcast originale sul cinema.

Orcolat

  • Anno: 2025
  • Durata: 92 min
  • Distribuzione: Rai Cinema
  • Genere: documentario /drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Federico Savonitto
  • Data di uscita: 02-March-2026