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Amiche di sangue’: il thriller più gelido degli ultimi anni

Un racconto sul cinismo e sulla manipolazione attraverso un legame pericoloso nel debutto di Cory Finley.

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Amiche di sangue, (Thoroughbreds) del 2017, segna l’esordio alla regia di Cory Finley ed è diventato rapidamente un piccolo cult del cinema indipendente americano, disponibile su Mubi.

Ambientato nella ricca periferia del Connecticut, racconta la storia di due adolescenti molto diverse tra loro che riallacciano un’amicizia del passato destinata a trasformarsi in qualcosa di oscuro e imprevedibile.

Amanda e Lily sono le due protagoniste della pellicola. Un tempo erano inseparabili, ma negli anni il loro rapporto si è spezzato. Quando si incontrano di nuovo durante delle lezioni private, emerge subito quanto entrambe siano ormai diverse. Lily vive in una villa lussuosa e sembra incarnare il modello della perfetta ragazza dell’alta società, mentre Amanda è diventata una figura eccentrica e disturbante, incapace di provare empatia. Il loro rapporto riprende lentamente forma, ma sotto la superficie elegante della loro vita quotidiana si nasconde una tensione inquietante.

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Amiche di sangue: due protagoniste fuori dagli schemi

Il cuore del film è il rapporto psicologico tra le due ragazze. Amanda (Olivia Cooke) è un personaggio affascinante e disturbante allo stesso tempo. Afferma apertamente di non provare emozioni autentiche e di imitare i sentimenti degli altri solo per adattarsi alle situazioni sociali. Questa sua lucidità quasi clinica rende ogni dialogo con lei imprevedibile. Ciò non la rende una psicopatica nel senso classico del termine, ma una figura che osserva il mondo con un distacco glaciale.

Lily (Anya Taylor-Joy), invece, appare inizialmente come la classica adolescente privilegiata e un po’ viziata. Tuttavia, nel corso della storia emerge una frustrazione profonda nei confronti della propria famiglia, soprattutto del patrigno, figura autoritaria che domina la casa. L’influenza di Amanda diventa allora un catalizzatore che grazie alla sua visione amorale della realtà, aiuta Lily ad immaginare soluzioni sempre più estreme ai suoi problemi. L’amicizia tra le due ragazze diventa così il motore di una spirale pericolosa.

Un thriller costruito sui dialoghi

A differenza di molti thriller contemporanei, Amiche di sangue non punta su colpi di scena spettacolari o su una tensione costruita attraverso l’azione. Il film si sviluppa soprattutto attraverso dialoghi lunghi e taglienti. Cory Finley, che proviene dal mondo teatrale, costruisce le scene come duelli verbali in cui ogni battuta rivela qualcosa di più sulla psicologia dei personaggi.

Questa scelta rende il ritmo del film particolare: ci troviamo davanti ad una pellicola che può sembrare lenta, controllata, ma che riesce ad ipnotizzare chi la guarda, e catturare l’attenzione. Gli ambienti eleganti delle ville suburbane, le stanze silenziose e i corridoi perfettamente ordinati diventano lo sfondo di conversazioni sempre più inquietanti. Lo spettatore assiste alla nascita di un piano oscuro quasi senza accorgersene, come se la violenza fosse una conseguenza naturale del vuoto emotivo che circonda le protagoniste del film.

Lo stile visivo e l’atmosfera

Uno degli elementi più apprezzati del film è la sua estetica estremamente controllata. Le inquadrature sono spesso simmetriche e statiche, con movimenti di macchina lenti e precisi che amplificano la sensazione di distacco emotivo. Le case lussuose e gli spazi immacolati sembrano quasi dei laboratori in cui i personaggi vengono osservati come cavie.

Questa atmosfera contribuisce a creare un contrasto forte tra la bellezza formale delle immagini e la crudeltà delle idee che emergono dai dialoghi e dalle idee malsane delle ragazze. La regia non enfatizza mai la violenza in modo esplicito, al contrario, la suggerisce attraverso il tono delle conversazioni e l’evoluzione psicologica delle protagoniste. Il risultato è un film inquietante senza bisogno di ricorrere a scene scioccanti.

Il peso delle interpretazioni

Gran parte del fascino del film deriva dalle interpretazioni delle due protagoniste. Olivia Cooke dà vita a un’Amanda fredda e ironica, capace di alternare momenti quasi comici a osservazioni disturbanti sulla natura umana. Il suo personaggio domina spesso le scene proprio grazie alla calma con cui affronta qualsiasi situazione.

Anya Taylor-Joy interpreta invece Lily con un’eleganza ambigua, mostrando progressivamente le crepe dietro l’apparenza perfetta del personaggio. Il loro rapporto sullo schermo funziona perché le due attrici creano e trasmettono nei loro personaggi un equilibrio delicato tra complicità e tensione.

Uno sguardo critico

Amiche di sangue è un debutto sorprendentemente maturo e Cory Finley dimostra una bravura notevole, scegliendo di costruire un thriller psicologico basato quasi esclusivamente sui dialoghi e sulla tensione tra i personaggi. Il film evita deliberatamente i cliché del genere e preferisce concentrarsi sull’ambiguità morale delle sue protagoniste.

Il risultato è un’opera elegante, cinica e profondamente contemporanea. Amiche di sangue parla di privilegio, vuoto emotivo e alienazione nell’America benestante, trasformando una storia di amicizia adolescenziale in un racconto inquietante sulla manipolazione e sull’assenza di empatia. Non è un film che cerca di piacere a tutti, ma proprio la sua freddezza calcolata lo rende uno dei thriller indipendenti più interessanti degli ultimi anni.

Amiche di sangue

  • Anno: 2017
  • Durata: 92’
  • Distribuzione: Mubi
  • Genere: Thriller psicologico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Cory Finley
  • Data di uscita: 21-January-2017