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Festival del Cinema Europeo

‘The son and the sea’ : il coming of age inglese

La rappresentazione della mascolinità fragile e vulnerabile nel cinema britannico contemporaneo

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The son and the sea

In concorso per la sezione lungometraggi dell’Ulivo d’Oro, all’interno del Festival del Cinema Europeo, The son and the sea diretto da Stroma Cairns e co-scritto assieme a Imogen West. Il film, frutto di una co-produzione anglo-americana tra In The Company e Studio Cloy, è interpretato da: Jonah West, Stanley Brock, e Connor Tompkins.

The son and the sea

Intrappolato in un’adolescenza prolungata fatta di feste e decisioni sbagliate, Jonah (Jonah West), londinese inquieto, si sente sempre più alla deriva. Desideroso di una tregua dal ritmo frenetico della città e dal suo stile di vita sregolato, convince il suo migliore amico Lee (Stanley Brock) a seguirlo in un viaggio verso la costa scozzese, per far visita alla sua anziana zia, la cui memoria va lentamente svanendo.

Nella piccola casa affacciata su un litorale aspro e selvaggio, i due incontrano Charlie (Connor Tompkins), un giovane sordo alle prese con le ripercussioni delle azioni del fratello gemello. Quello che inizia come un incontro casuale in un pub di paese si trasforma lentamente in qualcosa di più profondo: un legame fragile ma sincero, che apre uno spiraglio di cambiamento.

Autorappresentazione finzionale

The son and the sea si inserisce nel solco di un cinema britannico capace di indagare la crisi e la fragilità della mascolinità adolescenziale attraverso la classica narrazione di formazione. L’opera, costruita come un road-movie tra Inghilterra e Scozia, offre un’analisi realisticamente veritiera sulle relazioni personali e sui luoghi d’origine. Un contributo che il film espone mettendo al centro la rappresentazione delle fragilità maschili al di fuori delle retoriche socioculturali dominanti.

Nella scrittura di Cairns c’è molto di quella “soggettiva libera indiretta” pasoliniana che vede il personaggio finzionale come intermediario del suo autore. La regista difatti trae ispirazione dalle proprie vicende famigliari, e ciò è evidente non solo nelle ambientazioni ma anche nella sua co-sceneggiatrice, Imogen Est, madre della stessa Cairns, oltre a suo fratello nel ruolo principale. Quindi The son and the sea sembra avere tutti i tratti di un film famigliare, collaborazione che privilegia una narrazione intima e autentica, tenendosi ben lontano da pericoli melodrammatici.

Recensione: The Son and the Sea - Cineuropa

Fuggire per poi ritornare

Il protagonista di The son and the sea, l’adolescente Jonah, intraprende un viaggio eroico. E come tutti i processi cinematografici in cui il personaggio deve intraprendere un percorso, il ragazzo è riluttante inizialmente. La visita scozzese per trovare la zia affetta da demenza, è un classico plot point di cambiamento che impone, controvoglia, a Jonah di lasciare la sua vita. Un mondo ordinario che Cairns  riesce già bene a mettere in difficoltà a inizio film, suggerendo nelle esagerazioni alcoliche di Jonah la volontà, ancora non voluta ma indirettamente ipotizzata, di ricercare un ordine nel suo presente caotico.

Lee e Charlie, gli “accompagnatori” del viaggio di Jonah, trasformano un viaggio imposto ed “evitabile” in un romanzo di formazione dove l’amicizia e la crescita individuale ne rappresentano i conduttori vitali. Perché mentre Lee è l’amico fedele sintomo di un percorso lineare del coming of age, l’imprevisto incontro con Charlie serve al film per sottolineare la bellezza delle relazioni, abbattendo le diversità e le barriere architettoniche.

Il sordomutismo di quest’ultimo personaggio, evidentemente legato a un’autorappresentazione della stessa Cairns (Charlie sogna di fare il regista), a prescindere dalla conflittualità e dal rapporto fraterno che emerge nell’opera, concretizza anche il potere del cinema: un arte creata per abbattere le differenze, unendo invece che dividere.

Una Scozia aspra e introspettiva

The son and the sea condivide con opere come The Outrun di Nora Fingscheidt una dimensione provinciale grigia, battuta dal vento, dove l’isolamento geografico diventa specchio di fragilità interiore: è infatti solo al margine del loro mondo ordinario, la costa scozzese, che Jonah, Lee e Charlie, trovano il tempo e lo spazio per mettersi completamente a nudo.

I dissidi con i rispettivi genitori, la convivenza forzata con i bulli della scuola, i primi innamoramenti non ricambiati.

Cairns, favorita da un passato documentaristico, riesce a far respirare il film nelle pause e nei piccoli gesti, dando vita ad una geografia dei sentimenti. La regista britannica esplora i tre personaggi come esseri sospesi tra l’impulso di fuggire via e il bisogno di radicamento.

REVIEW: The Son and the Sea – a gentle and quietly moving voyage into male maturity – Not Too Loud

Eccesso di documentarismo e imprecisioni narrative

Le intenzioni di Jonah, Lee e Charlie sono caratterizzate da irrequietezza e intimità, conflitto e solidarietà. È in questa dialettica di pub e passeggiate in bici sulla costa scozzese, che The son and the sea riesce a rendere fragili personaggi inizialmente rigidi e non modificabili, riflettendo sulla mascolinità emotiva al centro del film.

Il lavoro della cineasta britannica tenta, in linea con l’evoluzione del cinema inglese, di sfumare i confini tra documentario e finzione; tendenza già vista in Gasoline Rainbow di Bill e Turner Ross. Una costante che alla lunga, però, ne rappresenta un problema nel suo eccessivo realismo, così come l’inserimento di sottotrame esterne non necessarie. Perché bisognava introdurre l’evento del traffico di droga o l’incidente finale? Elementi, questi, che sembrano inseriti per spezzare e rendere interessante una narrazione forse fin troppo basata sull’approccio documentaristico di Cairns.

Nonostante alcune esitazioni strutturali, The son and the sea si impone come un’opera prima di evidente valore, capace di esplorare l’intimità del coming of age classico e il bisogno di conoscenza interiore dell’adolescenza

  • Anno: 2925
  • Durata: 102'
  • Genere: teen drama
  • Nazionalita: Gb/Usa
  • Regia: Stroma Cairns
  • Data di uscita: 19-November-2025