Nata come spin‑off del film The Suicide Squad(2021), Peacemaker è la prima serie a portare il tono irriverente di James Gunn nell’allora DC Extended Universe prima e nel nuovo DCU dopo. Al centro della serie c’è Christopher Smith, alias Peacemaker, un antieroe violento e contraddittorio che si è distinto nel film per la sua discutibile fedeltà alla “pace a ogni costo”, anche se ciò comporta uccidere chiunque si metta sulla sua strada.
Peacemaker 2 – Nuova missione, vecchi fantasmi
Dopo gli eventi della prima stagione nella quale Peacemaker veniva reclutato in una missione segreta per fermare una minaccia extraterrestre, la seconda stagione si apre in uno scenario molto diverso. Christopher Smith è un uomo segnato dalle sue scelte, ancora alle prese con i sensi di colpa per ciò che ha fatto e alla ricerca di un nuovo equilibrio. Il tono resta fedele all’impostazione iniziale: irriverente, sopra le righe, ma si avverte fin da subito un’evoluzione, sia personale che narrativa.
James Gunn costruisce una narrazione che si muove su due piani: da un lato c’è la dimensione più personale, quella che esplora le cicatrici emotive di Peacemaker e il fragile equilibrio del gruppo che lo circonda; dall’altro, c’è una trama più ampia e ambiziosa che allarga l’orizzonte del racconto, collegandolo sempre più apertamente ai nuovi tasselli del DCU tra cui Superman e CreatureCommandos. Peacemaker non è più un semplice outsider in missione: è un elemento chiave in un contesto che mette in gioco la sopravvivenza di più di una realtà.
In questa stagione, vengono introdotti nuovi personaggi e nuove forze in campo che non si limitano a essere semplici antagonisti. Tra le figure più rilevanti spicca Rick Flag Sr., il padre di Rick Flag Jr. (personaggio già noto ai fan di The Suicide Squad), che porta con sé un’eredità pesante e un legame implicito con il passato di Peacemaker. Viene inoltre introdotto il tema del multiverso.
Al centro di tutto, ancora una volta, c’è John Cena, che ha ormai fatto di Peacemaker uno dei ruoli più iconici della sua carriera. Cena riesce a dare corpo a un personaggio tanto ridicolo quanto tragico, passando con disinvoltura dalla comicità più grottesca a momenti di vulnerabilità sincera.
Il ritorno del team originale
Accanto a lui, tornano personaggi fondamentali come Leota Adebayo, interpretata da Danielle Brooks, che in questa stagione si conferma come uno dei cuori emotivi della serie. Il suo rapporto con Peacemaker continua a evolversi, tra affetto, conflitti e reciproca crescita. Jennifer Holland riprende il ruolo di Emilia Harcourt, mentre Steve Agee, nei panni del sottovalutato Economos, mantiene la sua funzione di spalla comica ma con una vena più malinconica.
Vigilante continua a essere uno dei personaggi più strani e riusciti della serie. Freddie Stroma riesce a trovare un equilibrio perfetto tra il grottesco e il tragicamente buffo: Adrian Chase è l’amico troppo entusiasta, troppo ingenuo, troppo disposto a tutto pur di sentirsi parte del gruppo. Eppure, sotto quella maschera, si intravede qualcosa di più: una solitudine di fondo, un’incapacità totale di leggere il mondo intorno a sé, ma anche una fedeltà quasi infantile, che lo rende uno dei personaggi più “puri” della serie. È una scheggia impazzita, ma una scheggia a cui ci si affeziona.
L’assenza di Chukwudi Iwuji
Uno dei casi più particolari è quello di Chukwudi Iwuji, che nella prima stagione interpretava Clemson Murn, figura centrale della trama. In questa nuova stagione, il personaggio non è presente e la storia non lo richiama direttamente. James Gunn ha chiarito che, pur essendo Murn parte del canone, il volto dell’attore potrebbe non esserlo. Questo lascia aperta la porta a un possibile ritorno di Iwuji in un nuovo ruolo nel DCU. L’attore stesso ha espresso interesse per questa ipotesi, mostrando entusiasmo e disponibilità per eventuali sviluppi futuri.
Le nuove presenze nel cast
Tra i nuovi ingressi nel cast, spicca Frank Grillo, che interpreta Rick Flag Sr., figura già familiare per chi ha seguito da vicino l’avvio del nuovo DCU. Grillo aveva infatti già prestato la voce al personaggio in Creature Commandose lo abbiamo visto in Superman quest’estate. È una figura d’autorità ambigua. Accanto a lui troviamo anche Sasha Bordeaux e Langston Fleury, interpretati da Sol Rodríguez e Tim Meadows. Nei fumetti, Sasha è spesso associata al mondo dello spionaggio.
La sigla iniziale: Oh Lord
Uno degli aspetti più iconici di Peacemaker, già dalla prima stagione, è sempre stata la sigla.
Al posto dell’inno glam-rock della prima stagione (Do Ya Wanna Taste Itdei Wig Wam), questa volta Gunn sceglie un brano più emotivo e teatrale: Oh Lord dei Foxy Shazam. Il pezzo, cantato da Eric Nally oscilla, proprio come la serie, tra dramma e parodia, sacro e grottesco. Non è un caso che la canzone parli di cadere e risollevarsi, di sofferenza e di ostinazione: temi che rispecchiano il percorso di Peacemaker in questa seconda stagione.
Una stagione che osa, ma non sempre colpisce
La seconda stagione di Peacemaker conferma quello che la prima aveva già dimostrato: James Gunn è uno dei pochi autori capaci di usare il genere supereroistico per raccontare qualcosa che va oltre i superpoteri. La serie si prende il tempo di approfondire i suoi protagonisti e non ha paura di rallentare, per mostrare momenti di umanità anche nei personaggi più imprevedibili. Il tono resta quello che ci si aspetta da Gunn: dissacrante, ironico e apertamente demenziale.
Chris Smith, il protagonista, non è più soltanto il burattino armato della prima stagione. È ancora un uomo problematico, pieno di rabbia e di idee sbagliate, ma adesso si muove in un mondo che non gli consente più di fingere che vada tutto bene. C’è un senso costante di resa dei conti in questa stagione: non tanto con un grande nemico esterno, ma con se stessi.
Il finale lascia un po’ l’amaro in bocca, non perché sia mal scritto, ma perché non chiude veramente ciò che viene aperto nel corso delle puntate. Diverse sotto trame vengono lasciate sospese. Alcune dinamiche tra i personaggi sembrano aver bisogno di un’ultima, vera risoluzione, che invece non arriva. La sensazione – arrivati ai titoli di coda – è che mancasse ancora un episodio. Un capitolo necessario per chiudere davvero il cerchio. Il risultato è un finale che fa terminare la stagione con un tono incerto, come se la serie si fermasse sul più bello, un attimo prima di concludere il tutto.
Nonostante il finale sottotono, Peacemaker rimane uno dei migliori usciti dall’universo DC degli ultimi anni.
Dove vedere Peacemaker 2
Al momento, la seconda stagione di Peacemaker non è ancora disponibile in Italia, né è stata annunciata una data ufficiale per l’uscita in streaming.