Dopo aver finalmente ottenuto la prima esibizione live delle voci cantate delle Huntr/x (composto Ejae, Audrey Nuna e Rei Ami) sul palco del The Tonight Show di Jimmy Fallon, per i fan di Kpop Demon Hunters le sorprese non finiscono qui. Sono, infatti, arrivate nuove chicche sulla sua realizzazione da parte dei creatori della Sony Pictures Animation, che hanno tenuto una discussione a riguardo all’Infinity Festival di Los Angeles. Il film più visto di sempre, uscito il 20 giugno su Netflix, ha rotto diversi record in poco tempo, diventando un vero e proprio fenomeno di massa.
Leggi qui: Kpop Demon Hunters: a quali idol si sono realmente ispirati?
Kpop Demon Hunters: il film che ha superato le 500 milioni di ore di visione
La storia di Kpop Demon Hunters segue le vicende delle HUNTR/X, il trio di idol più famoso di sempre, composto da Zoey, Mira e Rumi. Di giorno, le tre scalano le classifiche, ma di notte si trasformano in cacciatrici di demoni, pronte a difendere i propri fan dalla loro malvagità. Per farlo, occorre sigillare e rendere dorato l’Honmoon, ovvero il velo invisibile che divide il mondo dei demoni da quello degli umani. Purtroppo, i loro piani vengono ostacolati dai Saja Boys, un gruppo idol rivale composto da soli demoni dal fascino irresistibile. Jinu, il loro leader, in qualche modo si sente legato a Rumi e i due si avvicinano l’uno all’altra. Riusciranno le Huntr/x a proteggere il mondo nonostante ci siano di mezzo i sentimenti e le responsabilità?
Com’è diventato un successo mondiale?
La produttrice di Kpop Demon Hunters, Michelle Wong, ha raccontato che il processo di casting per il successo animato è stato “brutale”, ma alla fine ne è valsa la pena. «Avevamo tre direttori del casting e abbiamo cercato in tutto il mondo», ha ricordato durante una rara anteprima dietro le quinte all’Infinity Festival di Los Angeles. «La sfida principale era trovare un cast interamente coreano, bilingue e capace di cantare. Ma non è stato affatto semplice».
Le canzoni, poi inserite nella colonna sonora, hanno avuto un ruolo chiave nel successo del titolo targato Sony Pictures Animation, spingendolo ai vertici della classifica dei film Netflix più visti di sempre. Secondo Wong e i suoi colleghi, i tre ruoli principali sono stati assegnati dopo appena tre minuti di audizioni, mentre le ultime registrazioni vocali si sono concluse a inizio anno, poco prima della première statunitense di agosto.
«Molti dicono: “So cantare, so cantare”. Ma quando ascolti le nostre canzoni… non è lo stesso livello», ha sottolineato Wong. «Il nostro stile è un mix tra musical e pop, e gli attori devono essere capaci di trasmettere emozioni con la voce».
La produttrice ha aggiunto che i registi hanno dovuto affrontare anche la pressione degli studi, Sony e Netflix, che spingevano per ingaggiare nomi già affermati. «Ma anche noi abbiamo talenti affermati», ha ribattuto con orgoglio.
Tanti talenti direttamente dalla Corea del Sud
Rei Ami, Ejae e Audrey Nuna prestano le loro voci cantate rispettivamente a Zoey, Rumi e Mira, mentre i dialoghi dei personaggi sono interpretati da Ji-young Yoo, Arden Cho e May Hong. Questa scelta di separare voce recitata e voce cantata ha permesso a Kpop Demon Hunters di mantenere un equilibrio perfetto tra freschezza, energia e intensità emotiva. Sebbene le cantanti principali stiano ora ottenendo la visibilità che meritano, prima del successo del film erano nomi ancora poco conosciuti a livello internazionale. Ejae, in particolare, era nota soprattutto come autrice di alcune tra le hit K-pop più iconiche, tra cui Psycho delle Red Velvet. Accanto al trio delle HUNTR/X, il cast include anche Ahn Hyo-seop (Business Proposal) e Lee Byung-hun (Squid Game), che portano con sé non solo anni di esperienza, ma anche un seguito di fan consolidato.
Wong ha detto che le tre attrici non sono mai state insieme durante la produzione, registrando le loro parti individualmente. «La prima volta che si sono esibite insieme è stato da Jimmy Fallon», ha detto Wong, alludendo al trio che ha cantato la hit rivelazione Golden al The Tonight Show. Il giorno dopo il trio si è esibito anche al Saturday Night Live.
Joshua Beveridge, responsabile dell’animazione dei personaggi di Sony Pictures Imageworks e direttore dell’animazione di Kpop Demon Hunters, ha riflettuto sul «momento durante la produzione in cui abbiamo pensato: ‘Oh, siamo sulla strada giusta’. Dopo le sessioni di registrazione con l’attrice principale, i membri della troupe audio hanno iniziato a dire: ‘Rumi è proprio Rumi! Mira è proprio Mira!’», ha detto. «E la troupe del reparto di animazione diceva la stessa cosa… Non c’era una favorita in particolare… sono tutte star».
Il futuro del franchise
Jacky Priddle, co-produttore del film e responsabile degli effetti visivi per Sony Pictures Imageworks, ha raccontato che la finalizzazione del casting all’ultimo minuto non è stata l’ideale, ma il team ha saputo adattarsi.
«Si tratta semplicemente di cambiare le priorità», ha spiegato. «Alcune sequenze erano già definite, altre hanno dovuto essere modificate per adattarsi alla coreografia o alle nuove voci. A volte bisognava animare prima dei doppiaggi e poi sostituirli. Altre volte, semplicemente, aspettare. O registrare in un secondo momento».
Quando le è stato chiesto delle prospettive future di Kpop Demon Hunters, Michelle Wong si è presa un attimo per riflettere. «Questo momento è stato semplicemente surreale e incredibile», ha detto, aggiungendo con un sorriso: «Siamo tutti molto stanchi [ride], ma entusiasti per il prossimo passo».
Beveridge ha sottolineato come il progetto abbia immerso centinaia di animatori e membri della troupe nel mondo del K-pop. «È una vera e propria cultura», ha dichiarato. Consapevole dell’enorme fandom globale, ha aggiunto: «Il nostro obiettivo principale era non deludere nessuno. Questo pubblico è molto più grande di quanto avessimo mai immaginato».
Priddle ha ricordato anche le origini del progetto: «Il brief iniziale era “fare un film K-pop”, ma non volevamo limitarci a questo. Puntavamo a qualcosa di più emozionante e originale». Da lì è nato il concept musicale che oggi definisce l’anima del film.
Un musical audace, che si prende dei rischi
La tecnologia ha permesso a Kpop Demon Hunters di osare, soprattutto nelle numerose sequenze musicali che fondono canto e danza in modo fluido e spettacolare. Sebbene la troupe non si sia soffermata troppo sugli aspetti tecnici, una clip mostrata nel dietro le quinte ha svelato parte del processo creativo dietro le coreografie: ballerini reali le eseguivano dal vivo, mentre le loro controparti animate si muovevano in perfetta sincronia.
«Non si possono prevedere certe cose», ha commentato Beveridge, parlando dell’intelligenza artificiale e degli altri strumenti oggi a disposizione degli animatori. «Quando metti nuove tecnologie nelle mani degli artisti, ottieni sempre delle sorprese».
Secondo lui, l’animazione si trova ancora “agli albori” di questa rivoluzione tecnologica. «Siamo nel selvaggio West del tentativo di capirlo», ha aggiunto. «È come quando i pittori hanno scoperto i pennelli».
Fonte: DEADLINE