Il cinema horror sta vivendo una rinascita grazie all’emergere dell’horror d’autore. Registi visionari stanno ridefinendo il genere, trasformandolo in un veicolo per esplorare paure profonde e dinamiche sociali. Opere come Hereditary – Le radici del male di Ari Aster e Presence di StevenSoderbergh sono esempi chiave di questa nuova ondata, dimostrando come il terrore possa essere riflessivo e artisticamente rilevante.
‘Hereditary’: Il Terrore psichico di Ari Aster
Hereditary – Le radici del male (2018), di AriAster, è un esempio emblematico di horror d’autore. Distribuito da Lucky Red, il film scava nel trauma familiare e nel lutto, usando elementi soprannaturali come metafore di un profondo disagio psicologico. Con atmosfere opprimenti e la performance di ToniCollette, ha segnato un punto di svolta, affiancando Aster a registi come Jordan Peele e Robert Eggers nel definire una nuova era per il cinema horror. È un’esplorazione agghiacciante delle dinamiche familiari disfunzionali e del peso dell’eredità.
‘Presence: horror d’autore in soggettiva di Steven Soderbergh
Presence di StevenSoderbergh si distingue per originalità e capacità di creare tensione senza jump scare. Girato interamente in soggettiva all’interno di una casa, il film segue una famiglia alle prese con un’entità misteriosa. Presentato al Sundance Film Festival 2024 e distribuito da Lucky Red, Presence dimostra come l’horror possa esplorare la fragilità della mente umana e la natura del male, offrendo una prospettiva unica.
Presence diretto da Steven Soderbergh
‘Babadook‘: Il Mostro del Lutto di Jennifer Kent
Babadook (2014), debutto cinematografico di JenniferKent (TheNightingale), è un altro esempio lampante di horror d’autore. Il film segue una madre vedova e suo figlio che devono affrontare una presenza sinistra emersa da un libro per bambini. Più che un semplice racconto di fantasmi, Babadook è una potente allegoria del lutto, della depressione e della difficoltà di affrontare il dolore. Kent crea un’atmosfera di crescente angoscia psicologica, rendendo il mostro non solo una minaccia esterna, ma anche una manifestazione delle paure e dei traumi interiori dei personaggi. La sua capacità di fondere l’orrore soprannaturale con un’intensa drammaticità psicologica lo rende un’opera fondamentale nel panorama dell’horror d’autore.
‘Suspiria‘: La danza del terrore di Luca Guadagnino
Il Suspiria (2018) di Luca Guadagnino è l’audace remake del classico horror d’autore di DarioArgento. Guadagnino trasforma la storia di una giovane ballerina che si unisce a un’accademia di danza con un oscuro segreto in un’esplorazione complessa di femminismo, maternità e potere. Il film è un’esperienza visiva e sonora intensa, con una coreografia inquietante e una colonna sonora suggestiva che contribuiscono a creare un’atmosfera di terrore psicologico e viscerale. Suspiria è un esempio di come un regista d’autore possa reinterpretare un’opera iconica, infondendole nuovi significati e una propria, distintiva, visione artistica.
‘Madre!‘: Il controverso horror d’autore di Darren Aronofsky
Madre! (2017) di DarrenAronofsky è un film che ha diviso il pubblico e la critica, ma che si è affermato come un esempio audace di horror d’autore. Il film, con Jennifer Lawrence, esplora temi come la creazione, la distruzione e la fede, attraverso la lente di una coppia la cui vita viene sconvolta dall’arrivo di ospiti inattesi. Aronofsky crea un’atmosfera claustrofobica e surreale, spingendo lo spettatore in un incubo crescente che riflette le ansie e le paure della società contemporanea. La sua natura provocatoria e la sua ricchezza simbolica lo rendono un’opera imprescindibile per chi cerca un horror che vada oltre il semplice intrattenimento, stimolando la riflessione e il dibattito.