A quarant’anni dalla sua uscita, Sotto il vestito niente— il celebre thriller diretto da Carlo Vanzina — torna sul grande schermo. Distribuito da Cat People in collaborazione con Faso Film, il film sarà proiettato nuovamente nelle sale italiane a partire dal 4 agosto, con anteprime previste dal 28 luglio. Un evento speciale si terrà il 17 luglio al cinema Troisi di Roma, dove Enrico Vanzina introdurrà la proiezione alle ore 19:00.
Un thriller coinvolgente tra moda e mistero
Liberamente ispirato all’omonimo best seller di Marco Parma – pseudonimo del giornalista Paolo Pietroni – e prodotto da Achille Manzotti, Sotto il vestito niente è considerato uno dei titoli simbolo della cosiddetta “Milano da bere”. Ambientato tra le luci sfavillanti del mondo della moda, il film racconta con uno sguardo disincantato e tagliente, la scomparsa di una giovane modella americana, svelando il lato oscuro di un universo fatto di apparenze, eccessi ed edonismo.
L’ispirazione al cinema di De Palma e Hitchcock
Con questo titolo Carlo Vanzina firma uno dei suoi lavori più audaci, in equilibrio tra intrattenimento, critica sociale e sguardo voyeuristico, capace di fondere il giallo classico all’estetica visiva degli anni Ottanta. Fortemente ispirato a Vestito per uccidere e Omicidio a luci rosse di Brian De Palma, il film rielabora in chiave italiana e pop il modello hitchcockiano, arricchito dalle inconfondibili musiche di Pino Donaggio.
Girato tra Milano, il Parco di Yellowstone e Lugano, e interpretato da un cast internazionale – che comprende Renée Simonsen, Donald Pleasence, Carole Bouquet e Tom Schanley – il film mescola atmosfere da fashion thriller e tensione poliziesca, immergendo lo spettatore in una realtà patinata e crudele. Dietro le passerelle dell’alta moda si celano misteri, doppi giochi e omicidi, in un perfetto connubio tra cinema di genere e ritratto di un’epoca.
Un cult da riscoprire
Scritta dai fratelliVanzina, insieme a Franco Ferrini, la sceneggiatura restituisce uno spaccato vivido degli anni Ottanta, catturando tematiche che restano ancora oggi centrali: la rappresentazione del corpo, l’immagine come costruzione, la violenza legata al possesso, l’edonismo e l’ostentazione.
Dopo quarant’anni dalla sua uscita, Sotto il vestito niente si conferma un’opera emblematica del suo tempo, capace di parlare anche al pubblico contemporaneo, grazie a una miscela originale di tensione narrativa, critica sociale e gusto cinefilo.